Venerdì, 8 Luglio 2016

Recensione: Matteo Schifanoia - Lo scapolo (2016)

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Nuova canzone d’autore, nuove frontiere e nuove tendenze. Quello di Matteo Schifanoia è un esordio che di certo non è nuovo sul fronte musicale e produttivo, di certo non leva e non mette niente alla ragione dei suoni e delle strutture compositive. Parliamo di un disco di un cantautore - umbro - che ha scelto la ballata leggera piuttosto che il rock anni ’60 - e altre forme ugualmente vicine a queste come lo swing e andamenti finto jazz - per raccontarci la crisi dei nostri giorni.

Spicca su tutti il brano Crisi Rock, un bel rock leggero da college americano dove troviamo uno special con tanto di vecchina simpaticissima (idea ben proposta nonostante anch’essa non sia originale) che parla e ci racconta i suoi tempi… Perché dunque “nuovo”? L’idea geniale arriva sul testo e sulla forma: fa ridere questo disco, non è comicità ma sarcasmo, non è banalità ma intelligente cinismo condito qui e li di assurdi d’autore e trovate non troppo elaborate per fare rime e star fedeli alle metriche. La sua pronuncia con il difetto di r moscia poi chiude il cerchio restituendo al tutto un piglio assolutamente accattivante. E poi l’argomento: questo album si intitola Lo scapolo. Ebbene, secondo Schifanoia la crisi non è quella vista dal punto di vista politico, economico, internazionale e quant’altro, bensì quella vista dalle ragioni del cuore.

Essere fidanzati o sposati è costoso e comporta scomodità che in tempo - appunto di crisi - sono assolutamente da evitare. Il disco di Schifanoia rallegra il mio spirito, induce all’analisi e mi porta a spasso tra antichi ascolti e vecchie emozioni. La chicca arriva alla traccia numero 5, quando tutto questo mood si parcheggia di lato lasciando invece spazio a una popolare e seducente Santa la bella stella stanca, forse il brano più poetico e “antico” di tutto questo lavoro che barcolla e se la ride tra l’assurdo ed il reale. Piuttosto che nuovi suoni, forse servirebbero nuove idee di applicazione. Ecco la ricetta di Matteo Schifanoia. (Alessandro Riva)



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