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FROSINONE: IL FESTIVAL INDIPENDENTE DEL PARCO DELLA COLLINA MUSICA

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Weekend lungo a Frosinone nel segno della musica indipendente. Alla sua seconda edizione, il festival Parco della Collina si trasferisce nella quarta settimana di Luglio, senza allontanarsi dalla strada tracciata nella precedente edizione. Saranno dunque tre serate , con due set per serata nella splendida cornice boschiva del Parco delle Colline. L’’ingresso sarà rigorosamente gratuito. Di seguito il programma del Festival che si terrà dal 28 al 30 luglio 2011.

Giovedì 28 luglio 2011

ore 21:30
James Chance Piano Solo (USA)

SOLO PIANO SHOW: inedita proposta di un James Chance al pianoforte che si confronta con standars jazz e sue rivistazioni. Evento speciale James Siegfried, il James Brown bianco, è stato colui che meglio ha rappresentato lo spirito della no wave newyorkese: profanare i cadaveri del rock, del jazz e del funk tradizionali reinventandone lo stile e l’utilizzo stesso degli strumenti. Ma per far questo era necessario avere piena consapevolezza di quanto l’aveva preceduta. Questo progetto, così come il suo ultimo disco “The Fix Is In” (Interbang, 2010) dimostra come dietro il desiderio – la necessità – di avanzare verso il nuovo, l’inaudito, c’era comunque l’amore e il rispetto per un’età dell’oro che a sua volta è stata un elemento di rinnovamento culturale e rivoluzione sociale. Per questo progetto dedicato al jazz classico, genere a cui è affezionato fin dall’adolescenza, si scopre un James Chance inedito che si confronta con la tradizione e la melodia convenzionale (“a liberation from freedom” la chiama), con le sue passioni giovanili, con i miti del suo passato, e con le atmosfere noir delle vecchie vie newyorkesi in cui vive, come a chiudere un cerchio stilistico e emozionale tutto interiore per definire una dimensione in cui sentirsi a proprio agio, “a kind of heightened hyper-reality that is often more real to me, and centainly more true, than the affectless flatness of our so-called “new” millennium”.

ore 23:00

SISTER ASSASIN
Lydia Lunch featuring Beatrice Antolini & Jessie Evans. Witchy, bitchy and sexy. Devilishly groovy music from three diverse underground divas in a rare performance . Dalla no wave dei Teenage Jesus and Jerks a oggi: trent’anni di produzione di Lydia Lunch, trascorsi senza nulla negarsi, sguazzando pericolosamente in acque sporche, orgogliosamente priva di qualsiasi riparo, geneticamente spinta a conservarne le tracce, ascendendo da “bambina isterica” a colta “vestale del demonio”, incontrano Beatrice Antolini, la fille-prodige della musica italiana, premiata come miglior artista solista nel 2009, amata incondizionatamente da pubblico, critica e – caso più unico che raro – dai colleghi musicisti. Insieme alla sassofonista Jessie Evans daranno vita ad una performance studiata in esclusiva per il Festival.

Venerdì 29 luglio

ore 21:30

AIDAN SMITH
Classe 1981, è un eclettico songwriter di Manchester. In patria è stato spesso paragonato a Badly Drawn Boy e non è difficile capire perché: stessa attitudine “faccio tutto io”, stesso charme da ragazzaccio prodigio, medesima irresistibile attrazione per la melodia. Con un background che più sixties non si può – dai Beatles a Randy Newman – ed una scrittura che si situa sul terreno del pop classico senza disdegnare giochini strumentali tra lounge e Stereolab, Smith ha il coraggio di incidere pezzi completamente acustici, di cantare serenate barocche alla ragazza della casa all’angolo, odi agli orologi abbandonati e piccole filastrocche sui bei tempi andati. Leggere filastrocche e testi brillanti e irriverenti che hanno stupito gli ascoltatori e la critica di mezzo mondo. Già vincitore per la BBC del premio per il miglior esordio dell’anno, Aidan è a tutti gli effetti un piccolo eroe della nuova generazione indie inglese.

ore 23:00

DAN STUART & FRIENDS (Green on Red – USA)
Dopo un tour tra Europa e America con il nuovo progetto The Slummers, il leader dei Green on Red torna in Italia per presentare i brani dell’EP del suo progetto solista, che sarà disponibile solo durante i concerti. Dal cosiddetto Paisley Underground alle cupe sonorità hard-boiled, fino al desert-rock di frontiera, i Green On Red ci hanno sempre messo la faccia, pagando spesso sulla loro pelle il conto di un’esistenza fuorilegge e sempre al limite del collasso psichico ed artistico. Sempre sopra le righe, il riottoso Dan “Big Daddy” Stuart, ha rappresentato al meglio quell’anima fuorilegge e crepuscolare tipica di una certa cultura del sud ovest americano, associando spesso le sue visioni musicali al cinema di Sam Peckinpah, ai western di serie B e alla letteratura nera degli anni ‘50. Allo scrittore Jim Thompson dedicherà addirittura un album. Sarà proprio questo brutto caratteraccio che lo associa a certi personaggi dei romanzi da lui tanto amati, a fargli perdere per strada più di un amico, ma forse è anche per questo che Dan Stuart ha rappresentato non certo l’anima più ripetitiva e conservatrice del roots rock, quanto piuttosto l’aspetto più sincero e onesto che quel movimento ha prodotto.

Sabato 30 luglio

ore 21:30
MATT ELLIOTT (UK/FR)
Dall’inizio della sua carriera solista, segnata anche dal suo trasferimento da Bristol a Parigi, Elliott si è indirizzato verso atmosfere che, partendo da uno sghembo cantautorato post-rock, si sono fatte sempre più rarefatte, oscure e intimiste. Un percorso culminato nell’opera “Songs”, box realizzato nelle versioni in cd e vinile dalla francese Ici d’ailleurs, che raccoglie la trilogia “Drinking Songs”, “Failing Songs” e “Howling Songs”, tutti album all’insegna di uno spleen depresso, quasi rassegnato alla follia del mondo. A prescindere dalle denominazioni, quel che impressiona nella perenne evoluzione di Matt Elliott è la sua capacità di porsi continuamente in discussione come uomo e come artista, curando con precisione certosina ogni elemento, per dar luogo a un’opera schietta e quanto mai personale, la cui ragione di fondo risiede infine nella non comune energia interiore, a livello umano e intellettuale, che delinea la nitida fisionomia di un artista moderno, capace di esprimere secondo una notevole varietà formale l’angosciosa testimonianza del tempo presente, non solo dal punto di vista strettamente musicale

ore 23:00
JOSH T. PEARSON (USA/Texas)

Il genio di Josh T.Pearson è drasticamente attuale col suo cappello texano ed un’energia mistica da apostolo illuminato merita sicuramente l’ascolto con il cuore aperto e la mente libera, per lasciarsi portare lontano dalla sua voce solitaria e dalla sua chitarra, verso quelle correnti del cuore che hanno il potere di cambiare la vita. Un folk introspettivo e minimalista, durante il live concentratevi nella sua bellezza, nella sua contemporaneità e purezza, carnale e spirituale. Uno dei live più emozionali ed intensi che si possa vedere oggi in circolazione in cui ci si deve lasciar andare ad una certa cognizione nell’ascolto. La sua Musica il dolore profondo di un uomo che ha perso la fede in dio e nell’amore. Josh T. Pearson è un sognatore d’altri tempi, osannato dalla critica, che regalerà a noi tutti un viaggio mistico con partenza e arrivo.

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