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GLI AVI BUFFALO IN CONCERTO AL ROMA VINTAGE

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Sabato 23 luglio 2011 gli Avi Buffalo saranno i protagonisti del Roma Vintage presso il Parco di San Sebastiano. Sbarbini e sbarbine del mondo unitevi intorno ad Avi Buffalo! Quando la doppia coppia di Long Beach, California, firmava un contratto con la Sub Pop, sosteneva di avere dalla loro canzoni che gravitavano «nell’area del non convenzionale». Difficile credere a un’affermazione così, ma l’album d’esordio (Avi Buffalo) ha dato ragione alla piccola band, già diventata the next big thing oltreoceano, e qui da noi in procinto di esserlo. In un momento in cui la musica non se la fila quasi più nessuno, Avigdor Zahner-Isenberg leader chitarrista e cantante del gruppo, Sheridan Riley (batterista), Arin Fazio (22 anni – il “vecchio” del gruppo, al basso) e Rebecca Coleman (tastiere e voce) sembrano aver trovato la formula magica della freschezza pop. Scrive il Los Angeles Times: “Questo è pop nella sua forma più intricata e meticolosa!”; NME incalza: “Avigdor Zahner-Isenberg è il migliore autore di canzoni di tutto l’indie Usa”. Un senso di intrigante poesia urbana pervade l’album. «Una raccolta di casini romantici e tutto quel che ci sta intorno», dice il batterista Sheridan Riley delle canzoni di Zahner-Isenberg. E aggiunge: «Avigdor è, senza alcun dubbio, un pensatore». Avigdor non è però soltanto un talento emergente: «La depressione è una costante della mia famiglia», racconta. «E tutto ciò che volevo era essere uno dei Led Zeppelin. Poi in terza liceo ho scoperto i Wilco e la mia vita è cambiata». Insieme alla sua è cambiata anche quella dei tre compagni di avventura, che lo hanno stoicamente seguito. E pure alla Sub Pop si sono messi tutti in fila dietro i ragazzi: evitando di pensare solo in termini di vendite, l’etichetta ha visto nel giovane talento di Avigdor qualcosa di speciale, e nella band la sua logica prosecuzione. «Prendete il suo stile chitarristico», spiega Tony Kiewel, capo del dipartimento A&R della Sub Pop al Los Angeles Times, «e realizzerete che quello di Avigdor è un talento piccolo ma smisurato. Non pensa in chiave di accordi, ma di segmenti jazzistici». Tutto ciò calato in un’atmosfera totalmente californiana, misto di sunshine pop e psichedelia mellow. Come i meno fortunati The Skygreen Leopards a San Francisco, gli Avi Buffalo lavorano molto bene sulle armonie vocali, da sempre arma segreta per un pop di qualità. Specie quando vengono coniugate a testi capaci di far raggiungere in pochi istanti all’ascoltatore un mood totalmente distante dal resto: una bolla di isolamento dal quotidiano (e al riguardo, aggiunge ancora Tony Kiewel: «Quando ho provato a fargli delle domande sui testi, mi ha guardato come se fossi un pazzo, e mi ha detto che gli vengono così, non sa neanche lui come». E il buzz intorno alla band, si chiederà qualcuno, è veramente meritato? La risposta è affermativa. Il loro segreto è semplice: hanno 20 anni, ma suonano come se ne avessero 35. (Fonte: Kick Agency Promotion)

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