L’incredibile storia di Sixto Rodriguez

Quando il genio musicale può fiorire anche nei luoghi meno prevedibili. La dimostrazione che le canzoni hanno il potere di superare ogni confine.

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Nel mondo della musica, ci sono storie che sembrano uscite da un romanzo avvincente. Una di queste è quella di Sixto Rodriguez, il cantautore statunitense le cui canzoni hanno attraversato confini nazionali e barriere culturali, diventando inaspettatamente il simbolo della lotta contro l’apartheid in Sudafrica.

Nato con il nome Sixto Díaz Rodríguez il 10 luglio 1942 a Detroit, Michigan, il musicista ha avuto origini familiari variegate. Suo padre, un immigrato messicano, e sua madre, con radici native americane ed europee, hanno contribuito a plasmare la sua identità eclettica. Questo background si riflette nelle sue canzoni, che esplorano le sfumature dell’oppressione sociale e delle condizioni della classe operaia.

La musica di Rod Rodriguez (questo il suo nome d’arte) inizialmente fatica a trovare il suo pubblico negli Stati Uniti. Dopo aver pubblicato il suo primo singolo I’ll Slip Away nel 1967 con scarso successo, sembra che la sua carriera musicale sia destinata a languire nell’ombra. Tuttavia, il destino gli riserva una svolta sorprendente. Nel locale di Detroit chiamato Sewer, il chitarrista Dennis Coffey e il produttore Mike Theodore della Sussex Records danno il via a una nuova fase della sua carriera.

Rinominatosi semplicemente Rodriguez, il cantautore pubblica due album con la Sussex: Cold Fact nel 1970 e Coming from Reality nel 1971. Nonostante il talento indiscusso, il successo commerciale in patria non arriva, ragion per cui il contratto con la casa discografica viene rescisso proprio mentre si appresta a registrare il suo terzo album.

Un destino crudele quello di Sixto (così, in quanto sesto figlio) Rodriguez che per forza di cose è costretto a mettere in pausa la sua carriera.

Tuttavia, la svolta arriva da un luogo imprevisto, il Sudafrica, dove nonostante la sua musica sia censurata dalle autorità segregazioniste dell’epoca, Rodriguez diventata un eroe nazionale attraverso il passaparola e le copie di musicassette. I suoi due album Cold Fact e After The Fact sono diventati inno alla lotta contro l’apartheid, grazie ai loro testi provocatori contro l’establishment e l’oppressione.

È in Sudafrica infatti che avviene la rinascita artistica di Rodriguez che raggiunge un livello di celebrità che lui stesso ignorava completamente. Nel 1981, guadagna addirittura un disco di platino, superando in popolarità leggende della musica come Elvis Presley e i Beatles. Nel frattempo però nessuno ha notizie precise su di lui: c’è chi dice che sia suicidato e chi invece è convinto che sia rinchiuso in un manicomio.

La sua popolarità rimane dunque segreta (almeno per lui, che è ancora vivo e vegeto) fino al 1997, quando una delle sue figlie scopre un sito web dedicato a suo padre e dal quale poi prenderanno il via una serie di eventi che porteranno alla consacrazione artistica di Rodriguez.

E così dopo decenni di oscurità, arriva anche un documentario dal titolo Searching for Sugar Man del 2012 che riaccende i riflettori su Sixto Rodriguez. La sua incredibile storia di rinascita balza agli onori della cronaca mondiale al punto da paragonare le sue canzoni a quelle di Bob Dylan.

Grazie al supporto di case discografiche come Light in the Attic Records, i suoi primi due album sono stati ripubblicati nel 2008, consentendo a nuove generazioni di scoprire il suo straordinario talento. Anche il cinema ha riconosciuto il valore delle sue canzoni, come dimostrato dall’uso di Crucify your mind nel film “American Animals” del 2018.

La storia di Sixto Rodriguez è la dimostrazione che il genio musicale può fiorire anche nei luoghi meno prevedibili e che le canzoni hanno il potere di superare ogni confine.

La sua musica non solo ha incantato le orecchie, ma ha anche dato voce a una lotta per la giustizia sociale che ha attraversato continenti e generazioni. La sua vita e il suo percorso musicale rimangono un esempio ispiratore di resilienza e passione per l’arte.

Sixto Díaz Rodríguez è morto l’8 agosto 2023 all’età di 81 anni. (La redazione)

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