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Enzo Carella, la sua impronta indelebile nella musica italiana

Un artista pop unico e ineguagliabile che, grazie alle sue composizioni poetiche e leggere, è riuscito a toccare le corde dell'anima d'ognuno, lasciando un'impronta indelebile nei cuori di chi lo ha ammirato e ascoltato.

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Enzo Carella, cantautore di grande talento, viene scoperto da Alfonso Bettini e lanciato da Vincenzo Micocci. Il suo primo singolo, Fosse vero, scritto in collaborazione con Pasquale Panella, vede la luce nel 1976 con la produzione artistica di Marco Luberti e Alfonso Bettini. Il brano ottiene un discreto successo radiofonico.

Dal suo primo successo “Malamore” a “Barbara”

Nel 1977, Carella pubblica il suo primo album intitolato Vocazione, da cui è estratto il singolo Malamore, che riscuote un certo successo nelle stazioni radio. Ad accompagnarlo in questa avventura ci sono Maurizio Guarini alle tastiere, Carlo Pennisi alla chitarra, Fabio Pignatelli al basso e Agostino Marangolo alla batteria.

È nel 1979 però, con la partecipazione al Festival di Sanremo, che l’artista romano raggiunge una grande visibilità. Il suo brano, Barbara, si classifica al secondo posto.

“Barbara e altri Carella” e l’accordo con la RCA Italiana

Sempre nel 1979 esce il suo secondo album intitolato Barbara e altri Carella. La copertina dell’album, composta da foto scattate nei pressi del Velodromo dell’EUR, riceve un premio per la grafica. È interessante notare inoltre che i lati B dei singoli Barbara e Fosse vero, cioè Veleno e Si rivede ragazza, non sono stati inclusi in nessun LP successivo dell’artista.

Dopo la collaborazione con Marco Luberti, Carella sigla un accordo con la RCA Italiana per realizzare il suo terzo album, Sfinge, arrangiato da Elio D’Anna, flautista degli Osanna.

Una pausa e il ritorno con “Carella de Carellis”

Dopo questo disco, il musicista e cantautore, nato a Roma nel 1952, decide di prendersi una pausa dall’attività discografica, ritornando solo nel 1992 con l’album Carella de Carellis, che include brani inediti sul lato A e pezzi di successo delle sue produzioni precedenti con missaggi diversi sul lato B.

Il concept album “Se non cantassi sarei nessuno”

Tre anni dopo, nel 1995, esce il concept album Se non cantassi sarei nessuno: l’Odissea di Carella e Panella. In questo lavoro, viene rappresentato in chiave moderna il percorso di Ulisse, e anche il titolo stesso si basa su giochi di parole in chiave omerica. Il disco ottiene un buon successo, e brani come La pappa del cuore, L’occhio nero e Aspetta e S.p.A. sono diventati molto popolari.

L’album include anche due brani, La miseria e Partire, che erano stati pubblicati in precedenza come singoli nel 1993. Il brano Partire viene utilizzato come sigla del programma televisivo “Appunti disordinati di viaggio” trasmesso su Telemontecarlo. La copertina dell’album presenta un ritocco in cui il volto di Carella viene sovrapposto al dipinto “Il Violinista verde” di Marc Chagall.

Il ritorno nel 2007 con “Ahoh Ye Nànà”

Nel 2007, Enzo Carella fa ritorno sulla scena musicale con l’album Ahoh Ye Nànà, anticipato dal singolo Oggi non è domani. Anche in questo disco, composto da 11 nuovi brani, i testi sono stati scritti da Pasquale Panella. L’album spazia dal cantautorato a influenze black e latine, dimostrando la versatilità artistica di Carella.

Le vicissitudini e la scomparsa prematura

La vita di Carella non è priva di vicissitudini. Il 18 agosto 2011 viene arrestato per produzione, traffico e detenzione illecita di sostanze stupefacenti, ma è rilasciato la mattina successiva in quanto incesurato.

Il 21 febbraio 2017, all’età di 65 anni, muore a causa di un arresto cardiaco, dopo aver trascorso alcuni mesi in terapia intensiva in seguito a una crisi respiratoria aggravata da problemi cardiaci preesistenti.

Nonostante la sua scomparsa prematura, l’eredità musicale di Enzo Carella continua a vivere nella musica italiana che ascoltiamo tutti i giorni.

Chi era Enzo Carella?

Un artista pop unico e ineguagliabile che, grazie alle sue composizioni poetiche e leggere, è riuscito a toccare le corde dell’anima d’ognuno, lasciando un’impronta indelebile nei cuori di chi lo ha ammirato e ascoltato. (La redazione)

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