Categorie
Film al cinema e in TV Notizie & Comunicati Recensioni Speciali Video

(Ri)visti in Tv: Il Grande Sonno di Howard Hawks (1946)

il-grande-sonno.jpg
Cinque autori per il più complesso enigma poliziesco che sia mai stato congegnato: Raymond Chandler, William Faulkner, Leigh Brackett, Jules Furtham (quattro sceneggiatori) e un regista (abilissimo) Howard Hawks. A cui s’aggiunge un gruppo di attori dall’incredibile talento: Humphrey Bogart, Laureen Bacall, Dorothy Malone, Elisha Cook Jr. “Il Grande Sonno“: la summa del noir, dell’hard-boiled, del detective-movie, lo spartiacque tra due differenti “visual styles”. Si chiude, infatti, in maniera definitiva l’era ottocentesca del racconto poliziesco incentrato per lo più sul delitto e si apre quella di un cinema in cui gli elementi prevalenti siano l’ambiguità umana ed il cinismo. Philip Marlowe – la quintessenza del “private eye” (investigatore privato), già comparso sul grande schermo ne “L’ombra del passato” e qui interpretato in maniera sublime da Bogart – è il personaggio su cui è incentrato l’ordito narrativo. Il detective, che ha ricevuto l’incarico di scoprire chi ricatta la figlia minore del generale Sternwood con alcune foto pornografiche, si trova dinnanzi ad una realtà frammentata dal sapore arcano ed incomprensibile. Marlowe s’accorge di aver messo le mani in un vespaio pericoloso: Vivian, la sorella maggiore di Carmen, (un’affascinante Lauren Bacall) s’innammora di lui e riceve la proposta di acquistare le foto compromettenti ma il ricattatore viene ucciso prima d’incassare il denaro, un’organizzazione criminale sembra far parte dell’operazione e, nel frattempo, nella vicenda compare anche la figura del direttore di una casa da gioco la cui moglie è fuggita con il marito di Vivian… Un groviglio inestricabile per un finale altrettanto incomprensibile e sospeso. Le scene si susseguono, infatti, quasi fossero in sè compiute seppur indecifrabili perchè la fitta serie di motivazioni, di ri-costruzioni dell’intera vicenda deve essere solo un pretesto alla dimostrazione dell’assunto complessivo dell’opera: l’insodabilità assoluta del reale che fa da sfondo alle schermaglie dialettiche – anch’esse per lo più vane ed inconcludenti – dei personaggi e soprattutto ai memorabili dialoghi tra Bogart e la Bacall corollario di un’assurda e celebralmente torbida storia d’amore. Protagonisti del racconto, pertanto, non sembrano essere (soltanto) i personaggi che s’aggirano incerti nel labirinto di un “mistero” opprimente e irriducibile quanto un’agoscia impalbabile ma percepibilissima, un’atmosfera greve di mancanza di speranza di uomini e di donne che, avendo visto il male da vicino, trascinano le proprie vite nel cinico disincanto. I cupi contrasti del bianco e nero di una fotografia, comunque, a bassa intensità luminosa, le riprese notturne e oblique, il montaggio serrato, gli ambienti claustrofobici proiettano le figure del film (e noi spettatori con loro) in un’incerta dimensione al confine tra la realtà e l’incubo. E’ il noir a cristallizzare uno status esistenziale di disagio mentale metafora della definitiva perdita dell’innocenza e dello sbandamento di un mondo che, uscito dalla guerra, ha bisogno di costruire un nuovo orizzonte di valori. Un cult che (vi) invito a recuperare e a gustare con l’attenzione vigile che meriterebbe. (Nicola Pice) (Read more - Leggi di più)

Categorie
Cultura Film al cinema e in TV Musica Notizie & Comunicati Recensioni Rubrica Speciali Video

Speciale Ray Charles: la vita, la musica, il film.

ray-charles.jpg
RAY CHARLES: GLI ANNI SEMINALI (1952-1961) di Luigi Lozzi
Uno dei più bei biopic mai realizzati, e non solo perché l’immedesimazione del suo interprete, Jamie Foxx, con il personaggio narrato è pressoché perfetta, è “Ray” di Taylor Hackford, dedicato alla vita di Ray Charles Robinson (Albany, 23 settembre 1930 – Beverly Hills, 10 giugno 2004), cieco dall’età di sette anni a causa di un glaucoma. Dicevo ‘non solo’ per il fatto che quella che è stata la vicenda prettamente musicale relativa a “The Genius”, il climax vintage di certa industria pionieristica contrapposta ad un’altra più prosaicamente votata al business, è delineata come non mai; è utile la visione del film a complemento di questo articolo. Il Ray Charles degli anni Atlantic è un artista immenso nel definire da protagonista assoluto le coordinate della black music tra jazz e rhythm & blues nei ’50 e radicarle nel mainstream, quello dei ’70, poi, quando riesce a strappare un contratto multimilionario, è esemplare nel dettare le linee dell’affermazione, soprattutto economica, degli artisti di colore. Intanto, per comprendere meglio, va detto che nonostante la sua grandezza Ray arrivò, in modo definitivo, alle platee bianche solo dopo aver (dolorosamente, ma necessariamente) abbandonato la Atlantic. La pubblicazione, a pochi mesi di distanza l’uno dall’altro, di due mini cofanetti di Ray Charles, uno relativo agli anni Atlantic e l’altro a quelli ABC, consente ad appassionati e studiosi di disporre di un corpo musicale davvero unico, singolare ed esaustivo per comprendere meglio un passaggio epocale della black music – di cui Ray è stato un protagonista fondamentale – da una fase di clausura nei ghetti dell’ascolto ‘race’, dedicati esclusivamente alla gente di colore, verso le grandi platee ‘bianche’ di consumatori. Il primo si compone di sette CD mentre il second di tre CD. In “Pure Genius: The Complete Atlantic Recordings 1952-1959” (Atlantic / Rhino / Warner Music), box assai spartano ma anche oltremodo economico, trovano spazio in 6 CD i 119 brani (inclusi alcuni prodotti per David “Fathead” Newman e due collaborazioni con Milt Jackson del Modern Jazz Quartet), proposti in ordine cronologico per oltre nove ore complessive di durata, che Ray Charles incise e pubblicò per la Atlantic di Ahmet Ertegun, in più c’è un disco supplementare, un piccolo tesoro, (letteralmente) infarcito di materiale inedito. Inutile sottolineare quanto sia incomparabilmente prezioso il corpo delle registrazioni qui contemplate (ed eloquentemente assemblate), se viste nell’ambito dell’intera storia della musica afro-americana. È tra queste registrazioni che ha preso vita la soul music e non va dimenticato che questo è stato il periodo più creativo per questa leggenda della musica americana, ‘simply The Genius’. Ray è stato tra i primi ad entrare nella Rock and Roll Hall of Fame nell’86. Il titolo di ‘The Genius’ gli è stato appioppato formalmente all’uscita nel ’59 dell’album “The Genius of Ray Charles”, quando non aveva ancora trent’anni. Ahmet Ertegün, il suo scopritore, è stato produttore discografico turco (Istanbul, 31 luglio 1923 – New York, 14 dicembre 2006) e fondatore (assieme al fratello Nesuhi) della Atlantic Records, storica etichetta di jazz e rhythm & blues (i primi successi con artisti come Joe Turner, Ruth Brown, The Clovers, The Drifters), ma anche label che nei Settanta ha lanciato gruppi come i Led Zeppelin e Crosby, Stills, Nash & Young. Merito precipuo dei fratelli Ertegün quello di aver introdotto elementi di provenienza jazz nel mondo dell’R&B e soprattutto di aver trasformato quest’ultimo in uno dei generi più importanti della scena musicale. Queste sono le parole con cui Ahmet Ertgun descrive, nelle note introduttive al cofanetto, il primo impatto avuto con Ray: «Nel 1952, quando Miriam Bienstock mi fece ascoltare uno sconosciuto disco di R&B intitolato “Baby Let Me Hold Your Hand” di un cantante che si chiamava Ray Charles, virtualmente sconosciuto al grande pubblico e a chiunque io conoscessi , a parte Miriam e suo marito, Herb Abramson, che era tra i miei originali partner all’Atlantic Records. Dire che questi mi ha totalmente rapito sarebbe un eufemismo. Io fui assolutamente stordito dallo stile, dall’approccio vocale e da quello pianistico di questo artista che non avevo mai sentito precedentemente. Cominciai a parlare con entusiasmo di lui a chiunque mi girasse intorno. Probabilmente le mie sperticate lodi di Ray Charles raggiunsero le orecchie di Billy Shaw, un piccolo agente di R&B, che provava a far lavorare gli artisti che erano sotto contratto per la Swing Time Records, proprio l’etichetta di Los Angeles per la quale era sotto contratto allora Ray Charles. Billy Shaw, che rimase meravigliato dal mio tremendo entusiasmo per questo giovane sconosciuto, mi chiese se pensavo di poter incidere un hit con lui. Gli dissi che di sicuro pensavo a quello, così qualche giorno più tardi Shaw mi chiamò per dirmi che aveva parlato con Jack Lauderdale, il proprietario della Swing Time, il quale era disposto a vendere il contratto di Ray Charles. Ci accordammo per 2,500 $, una cifra irrilevante all’epoca, e così ebbe inizio la mia odissea con questo favoloso artista». Con Ertegün Ray instaurò un rapporto di collaborazione simbiotica meraviglioso, che ha prodotto frutti preziosi per l’intero movimento della musica ‘black’. L’artista aveva solo 24 anni quando il suo primo hit, “It Should’ve Been Me”, nel ’54 scalava le classifiche di R&B, ma quello che l’artista fece nel ’55 con “I’ve Got A Woman”, il suo primo R&B #1, ha dell’incredibile, mescolare il sacro al profano, gli spiritual alla musica secolare, un qualcosa di totalmente nuovo, con una pulsione sensuale ed erotica prima sconosciuta. Una concezione innovativa e seminale della musica che ha fatto proseliti. Spesso poi si dimentica che Ray Charles (che ha praticato anche i territori del country, del rock & roll e del pop con raffinatezza e competenza uniche), considerato uno dei pionieri della musica soul, fu anche un grande jazzista, aveva grande (ma sottovalutato) senso dello swing, in un’epoca in cui il jazz era musica che serviva sovente a sbancare il lunario per i musicisti sempre alla ricerca di qualche pur piccolo cachet per suonare in piccoli locali, e che proprio in ambito Atlantic l’artista ha inciso alcuni significativi album di jazz e partecipato ad importanti festival. Lo stesso gruppo che l’accompagnava aveva una sostanziale struttura jazz anche se suonava un altro tipo di musica. E nel cofanetto sono riportate testimonianze del suo lavoro con il band leader Fathead Newman, sassofonista al cui fianco lavorò per un periodo, e con Milt Jackson. Il boom soul-jazz dei primi anni ’60 deve molto a ‘Brother Ray’ in fatto di esempi cui attingere; prendete per esempio “Drown in My Own Tears” in cui Charles per la prima volta utilizzava un backing vocal group, pratica che poi è diventata d’uso abituale nella grammatica del soul. Accanto a capolavori assoluti quali “I’ve Got a Woman”, “Drown in My Own Tears” e “What’d I Say” non dimenticate di prestare la giusta attenzione a brani come “Losing Hand”, “Blackjack”, “Lonely Avenue”, “What Kind Of Man Are You”, “Don’t You Know”, “Am I Blue”, “Come Rain Or Come Shine”, “Leave My Woman Alone”, “Night Time Is (The Right Time)”, “I Believe To My Soul”, “The Man I Love”, pezzi fondamentali non solo per la carriera di Ray, tutti qui inclusi. Booklet di 82 pagine con esaurienti note redatte da David Ritz (”Questi sono gli storici anni della sua esplosione creativa, il tempo in cui lui si è reinventato come musicista rivoluzionario; brani che vivranno in eterno”), immagini dell’artista impegnato dal vivo e negli studi di registrazione, note sulle session, memorabilia e cover dei suoi dischi, liner notes, dettagliata track-list di ogni album. Rispetto all’edizione americana, uscita nel 2005 e dal packaging decisamente più “importante” (scatola con riproduzione di un giradischi vintage), manca il DVD contenente l’esibizione di Ray Newport Jazz Festival del ’60. Il triplo CD ”The Complete ABC Recordings 1959-1961” (ABC / LeChant du Monde / Ducale Music) contiene invece la ‘collection’ completa delle registrazioni effettuate da ‘The Genius’, dopo aver firmato un contratto multimilionario, per ABC-Paramount e Impulse! Records, nell’arco di tempo che va dall’abbandono della Atlantic Records nel ’59 al 1961. Ray avrebbe dovuto in realtà rinnovare tranquillamente il suo contratto con la Atlantic, con quella semplicità di comportamento che era propria di tutti gli artisti di colore, incuranti degli aspetti economici, che consideravano già un grande successo poter svolgere la propria attività artistica in modo rassicurante. Ma Ray – cui non era mai mancato il fiuto per gli affari – pensava in grande, e credeva di poter raggiungere un pubblico più ampio solo cambiando casa discografica. Una come la ABC-Paramount, una nuova major che aveva lanciato idoli per teenager come Paul Anka e Frankie Avalon. A Charles venne assicurato un contratto senza precedenti, che includeva la proprietà dei suoi master dopo un quinquennio. Si trattò di una fase questa particolarmente importante e foriera di grandi successi sotto il profilo prettamente artistico per Ray, dopo anni di successi R&B con l’Atlantic Records, con la quale alfine aveva raggiunto l’ambito (e agognato) mercato dei bianchi con l’hit “What’d I Say”, la più semplice e fondamentale canzone della sua carriera, ma qui raggiunse livelli ancora più alti di popolarità. Dal momento in cui il cantante pubblicava il suo primo singolo con la nuova etichetta, nel gennaio del 1960, Ray divenne una star. Il cantante/pianista incise evergreen memorabili ed indimenticabili come “Georgia On My Mind”, “Hit the Road, Jack” e “Unchain My Heart”, grazie ai quali raggiunse una considerevole popolarità. “Georgia On My Mind”, registrato nel ’60 e incluso nell’album “The Genius Hits the Road “ era un brano già noto, risalente al 1930 (scritta da Stuart Gorrell e Hoagy Carmichael), ma fu la versione di Ray a renderla immortale e standard interpretativo a memoria futura per qualsiasi cantante avesse voglia di cimentarsi con esso. Il singolo raggiunse nel novembre 1960 la posizione #1 della U.S. Billboard Hot 100. I tre CD del mini-box sono stati tutti sottoposti a lavoro di rimasterizzazione e i 56 pezzi inclusi fanno parte degli album “Genius Hits the Road” (1960), “Dedicated to You” (1961), “Genius + Soul = Jazz” (1961), “Ray Charles & Betty Carter” (1961) e “Greatest Hits”. Il booklet di quaranta pagine (proposto in inglese e francese), incluso nella confezione, è ricco di informazioni, di immagini degli album e dei singoli di Ray, di memorabilia, rari documenti e quant’altro possa servire a rendere (note dettagliate su discografia, incisioni e numeri di catalogo) ancora più significativa questa importante emissione discografica. Le cose migliori? Per il 1959 “Them That Got”, “Who You Gonna Love”, “My Baby! (I Love Her, Yes I Do)”, per il 1960 “I Wonder”, “Sticks and Stones”, “Worried Life Blues”, per il 1961 “Unchain My Heart”, “Hit the Road Jack”, “The Danger Zone”, “But on the Other Hand Baby”. Va detto che l’antologia in realtà avrebbe potuto spingersi più avanti, almeno fino al 1962, anno in cui Ray incideva “Modern Sounds in Country and Western Music”, uno delle sue perle più celebrate; ma il fatto è che per ragioni di copyright (in Europa i diritti per discografici scadono dopo 50 anni) questo non è stato possibile, e Le Chant du Monde (della Harmonia Mundi) è etichetta rinomata ma non la titolare primaria dei diritti di sfruttamento. Due raccolte comunque che nella loro completezza possono davvero fregiarsi dell’appellativo di ‘Definitive’ per quanto concerne il periodo che va dal 1952, anno della firma del contratto con la Atlantic, al 1961, al completamento dell’esperienza con la ABC. (Read more - Leggi di più)

Categorie
Europa Musica News & Releases Notizie & Comunicati Rubrica Speciali

Un disco per l’Europa: “Children Kills Ants” dei Cinema Noir

cinemanoir.jpg
Sono i Cinema Noir con l’EP “Children Kills Ants(2012, Nostress Netlabel) i protagonisti del ventiseiesimo appuntamento di “Un disco per l’Europa” (rubrica musicale realizzata da Thierry Vissol della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea in collaborazione con Luca D’Ambrosio di Musicletter.it e con la conduzione in studio di Luca Singer). L’album della formazione di Palermo è stato scelto e segnalato nel corso della trasmissione “22 minuti, una settimana d’Europa in Italia” di venerdì 15 giugno 2012 in podcasting sulla radio europea Euradionantes.eu, su tutto il circuito italiano di 1 Radio 100 Città nonché su più di 100 siti italiani della rete Europedirect. Per ascoltare l’intera puntata e per saperne di più sulla band palermitana Post e su questa iniziativa visitate il blog Un disco per l’Europa. Clicca qui (Read more - Leggi di più)

Categorie
Musica Notizie & Comunicati Speciali

MEI: ECCO I 50 ARTISTI SIMBOLO DELLA MUSICA INDIPENDENTE ITALIANA

italia.jpg
Sono rigorosamente in ordine alfabetico i 50 artisti più significativi della musica indipendente italiana degli ultimi 50 anni per il grande referendum fra 50 giornalisti musicali indetto dal Mei, il Meeting degli indipendenti di Giordano Sangiorgi. 99 Posse, Afterhours, Almamegretta, Fausto Amodei, Area, Assalti Frontali, Avion Travel, Franco Battiato, Lucio Battisti, Baustelle, Paolo Benvegnù, Casino Royale, Cccp, Adriano Celentano, Piero Ciampi, Csi, Fabrizio De André, Ivan Della Mea, Diaframma, Cristina Donà, Faust’o /Fausto Rossi, Eugenio Finardi, Franti, Giorgio Gaber, Rino Gaetano, Gang, Gaznevada, Ricky Gianco, Giganti, Enzo Jannacci, Litfiba, Claudio Lolli, Le Luci della centrale elettrica, Giovanna Marini, Marlene Kuntz, Massimo Volume, Mina, Modena City Ramblers, Domenico Modugno, Mauro Pagani, Pfm, Enrico Rava, Sangue Misto, Daniele Sepe, Skiantos, Stormy Six, Subsonica, Il Teatro degli orrori, Têtes de Bois, Zu. Il referendum, curato dal giornalista Enrico Deregibus, intende sottolineare l’importanza della discografia indipendente italiana che grazie a percorsi autonomi, sia artistici che produttivi, ha offerto alla nostra musica buona parte dei suoi artisti più importanti. Il vincitore e la classifica saranno comunicati al Salone del libro di Torino il 13 maggio alle ore 16.30 nel padiglione Dimensione Musica. In quell’occasione verrà presentato il volume “Indypendenti d’Italia. Storia, artisti, etichette e movimenti della musica indipendente italiana” (Editrice zona) a cura di Enrico de Angelis, Federico Guglielmi e Giordano Sangiorgi. Parteciperanno Ricky Gianco, Giordano Sangiorgi e i giornalisti Mario De Luigi, John Vignola, Giorgio Moltisanti e Luca D’Ambrosio. Interventi musicali di Carlot-ta. Coordina Enrico Deregibus. La giuria, altamente qualificata, comprendeva votanti di diverse generazioni e estrazioni musicali ed era composta da: Maurizio Becker, Riccardo Bertoncelli, Michele Bovi, Alberto Campo, Lucia Carenini, Giordano Casiraghi, Ugo Coccia, Valerio Corzani, Alfredo D’Agnese, Luca D’Ambrosio, Enrico de Angelis, Luca De Gennaro, Mario De Luigi, Enrico Deregibus, Claudio Fabretti, Fernando Fratarcangeli, Fabrizio Galassi, Enzo Gentile, Ezio Guaitamacchi, Federico Guglielmi, Ambrosia J.S. Imbornone, Felice Liperi, Giorgio Maimone, Elisabetta Malantrucco, Stefano Mannucci, Daniel Marcoccia, Renato Marengo, Orazio Martino, Luca Minutolo, Giorgio Moltisanti, Michele Neri, Antonio Oleari, Francesco Paracchini, Gianluigi Peccerillo, Marco Philopat, Timisoara Pinto, Andrea Prevignano, Dario Salvatori, Hamilton Santià, Franco Settimo, Max Stefàni, Fabrizio Stramacci, Barbara Tomasino, Jacopo Tomatis, Federico Vacalebre, Cristina Valentini, Gianluca Veltri, Enrico Veronese, John Vignola, Maria Cristina Zoppa. A partire da martedì 15, sul sito www.meiweb.it , saranno resi noti anche i voti di tutti i singoli giurati. Dopo il 13 maggio il referendum continuerà coinvolgendo nel voto, dopo i giornalisti, 50 importanti operatori del settore musicale italiano, le cui preferenze saranno comunicate nel corso di Supersound, il raduno dei festival musicali per emergenti che si terrà a Faenza a fine settembre. Successivamente prenderà il via una votazione popolare su Facebook sui 50 artisti più votati da giornalisti e operatori. I risultati finali saranno diffusi a fine novembre nell’ambito della presenza del Mei al Medimex di Bari. (Fonte: Audiocoop) (Read more - Leggi di più)

Categorie
Cultura Eventi Musica News & Releases Notizie & Comunicati Politica Speciali Video

A Bob Dylan la Medaglia Presidenziale della Libertà

Bob-Dylan.jpg
Il cantautore americano Bob Dylan sarà insignito dal Presidente degli Sati Uniti d’America, Barack Obama, della Medaglia Presidenziale della Libertà, la più alta onorificenza in campo civile. Il riconoscimento viene assegnato a coloro che hanno dato “un contributo meritorio speciale per la sicurezza o per gli interessi nazionali degli Stati Uniti, per la pace nel mondo, per la cultura o per ogni altra significativa iniziativa pubblica o privata”. La nomina è avvenuta lo scorso 26 aprile con la seguente motivazione: “Uno dei musicisti americani più influenti del 20° secolo, Dylan ha pubblicato il suo primo album nel 1962. Conosciuto per i suoi testi profondi e poetici, la sua opera ebbe una notevole influenza sul movimento dei diritti civili degli anni ‘60 e ha avuto un impatto significativo sulla cultura americana negli ultimi cinque decenni. Ha vinto 11 Grammy, tra cui un premio alla carriera. È stato nominato Cavaliere dell’Ordine delle Arti e delle Lettere (ndr, titolo onorifico francese), ha ricevuto una Menzione Speciale del Premio Pulitzer. Dylan è stato premiato nel 2009 con la National Medal of Arts. Ha scritto oltre 600 canzoni, e le sue canzoni sono state registrate oltre 3.000 volte da altri artisti. Ancora oggi continua a registrare e a fare tour in tutto il mondo.” È facile immaginare quindi come “pace e cultura” siano, da sempre, elementi ben riconoscibili della musica e della vita di Robert Allen Zimmerman. Il più grande e complesso personaggio della storia del rock o, meglio ancora, della popular music. (Fonte: whitehouse.gov) (Read more - Leggi di più)

Categorie
Concorso Musica News & Releases Notizie & Comunicati Speciali

Un disco per l’Europa: “Supernaturale” di Luca Gemma

Luca-Gemma.jpg
Luca Gemma con “Supernaturale(2012) è il protagonista del diciannovesimo appuntamento di “Un disco per l’Europa” (rubrica musicale realizzata da Thierry Vissol della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea in collaborazione con Luca D’Ambrosio di Musicletter.it e con la conduzione in studio di Luca Singer). L’album del cantautore di Ivrea è stato scelto e segnalato nel corso della trasmissione “22 minuti, una settimana d’Europa in Italia” di venerdì 13 aprile 2012 in podcasting sulla radio europea Euradionantes.eu, su tutto il circuito italiano di 1 Radio 100 Città nonché su più di 100 siti italiani della rete Europedirect. Per ascoltare l’intera puntata e per saperne di più su Luca Gemma e su questa iniziativa visitate il blog Un disco per l’Europa. Clicca qui (Read more - Leggi di più)

Categorie
Cultura Eventi Musica Notizie & Comunicati Speciali Video

Il 21 aprile 2012 la quinta edizione del Record Store Day

record-store-day-5.jpg
Si svolgerà sabato 21 aprile 2012 la quinta edizione del Record Store Day, manifestazione mondiale nata negli Stati Uniti d’America per la difesa dei negozi di dischi indipendenti. Consultando il sito ufficiale dell’evento potrete scoprire tutti i negozi del mondo che hanno aderito a questa lodevole iniziativa. Gli Shins di James Mercer con l’uscita del loro nuovo album si sono dimostrati immediatamente solidali con l’iniziativa dando in anteprima per il Record Store Day un brano (September) estratto dall’ultima fatica intitolata “Port of Morrow“. (Fonte: Recordstoreday.com) (Read more - Leggi di più)

Categorie
Cultura Interviste Musica News & Releases Notizie & Comunicati Recensioni Rubrica Speciali Streaming Video

10.000 WATT DAL SOTTOSUOLO + “3 DOMANDE 3”

sottosuolo.jpg
Italiani, poco conosciuti o in procinto di sfondare di Jori Cherubini
Da più di 30 anni Il Mucchio (Selvaggio) rappresenta una bussola per tutti coloro che amano la Musica, con la m maiuscola. Le recenti diatribe – distribuite in fazioni, quella fedele a Max Stefani e quella che segue Daniela Federico/ Federico Guglielmi – ci fanno rimanere abbastanza frastornati e increduli. Dal canto nostro, o almeno mio, auguro lunghissima vita sia a Il Mucchio, che di recente ha cambiato la grafica rendendola più accattivante, che alla nuova creatura editoriale di Max, la quale, probabilmente, si chiamerà “Il Nuovo Mucchio” e vedrà la luce in primavera. In groppa al riccio a entrambi! Veniamo a noi: ascoltiamo tutto e tutti ma a una singola condizione: mandateci cd e cartella stampa. No demo, no link-MP3 e no cd privi della suddetta cartella. Grazie per la preziosa collaborazione. (Read more - Leggi di più)

Categorie
Interviste Musica News & Releases Notizie & Comunicati Speciali Spot

Umberto Giardini, alias Moltheni, è in procinto di registrare un nuovo album.

Umberto-Giardini.jpg
Da alcune, ma sembrano sicure, indiscrezioni pare che Umberto Giardini alias Moltheni sia in procinto di registrare il suo nuovo album. Il disco del ritorno del cantautore di origine marchigiana non porterà la firma Moltheni, ma sarà probabilmente a suo nome. Sembra che si tratti di un disco lento ed elettrico, con chiare ispirazioni legate al viaggio interiore intorno all’uomo e alla donna, nonché all’apocalisse, oramai prossima. Lenti tanghi, dove l’eleganza farà da padrona, colorati da una voce (a detta del musicista) che dovrà cucire tutto il lavoro che sta dietro, elaborato, minuzioso e certosino. Secondo una brevissima intervista rilasciata dallo stesso alla nostra redazione, il nuovo album dovrebbe essere pubblicato entro metà settembre del 2012, ma al momento ancora non si sa con chi e per quale etichetta; di sicuro rappresenterà una ulteriore maturazione del musicista a noi tanto caro e un nuovo sviluppo su ciò che rappresenta un certo tipo di musica nel nostro paese. Il titolo previsto per ora, salvo cambiamenti dell’ultimo momento, è “L’umanità indotta“. (Fonte: ML) (Read more - Leggi di più)

Categorie
Musica News & Releases Notizie & Comunicati Speciali Video

Un disco per l’Europa: “Possibilities” dei Sarah Schuster

possibilities.jpg
Sono i Sarah Schuster, con il loro secondo album in titolato Possibilities, i protagonisti del terzo appuntamento di “Un disco per l’Europa”, rubrica musicale realizzata in collaborazione con Luca D’Ambrosio di Musicletter.it, nell’ambito della trasmissione “22 minuti, una settimana d’Europa in Italia” (programma ideato da Thierry Vissol della Rappresentanza della Commissione europea in Italia e condotto in studio da Luca Singer). L’album del gruppo vicentino è stato scelto e segnalato nel corso della trasmissione di venerdì 25 novembre 2011 in onda dalle ore 18:00 sulla radio europea Euradionantes.eu e sul circuito italiano 1 Radio 100 Città, nonché in podcasting su più di 100 siti italiani della rete Europedirect. Per ascoltare l’intera puntata e per saperne di più sui Sarah Shcuster e su questa iniziativa visitate il blog ”Un disco per l’Europa”. (Read more - Leggi di più)

Categorie
Cultura Interviste Musica Speciali Video

Intervista a Paul Heaton degli Housemartins

Paul-Heaton.jpg (Read more - Leggi di più)

Categorie
Cultura Libri Musica News & Releases Speciali Video

La storia della Impulse Records

john-coltrane.jpg
Impulse! The House That Trane Built – La storia della Impulse Records” è il titolo di un libro uscito qualche anno fa firmato Ashley Kahn sulla singolare storia dell’etichetta: non una qualsiasi. Infatti nell’immaginario collettivo dei consumatori di Musica la Impulse! è etichetta discografica che occupa un posto di rilievo nella storia del jazz per aver annoverato tra i suoi grandi protagonisti artisti del calibro di John Coltrane, Charles Mingus, Keith Jarrett, Gato Barbieri, e più recentemente Diana Krall. Ripercorriamo la prestigiosa avventura dell’etichetta in termini musicali. (Read more - Leggi di più)

Categorie
Musica Speciali

SPECIALE LUCIO BATTISTI di Luigi Lozzi

lucio_battisti_1.jpg (Read more - Leggi di più)