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Il nuovo singolo dei Public

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A tre anni da Oracolo (2010, Lavorare Stanca), tornano i Public con Cinema / Tutte le donne, il nuovo singolo in vinile 7′’ 45 giri e in digitale (Digitalea/The Orchard) che anticipa l’arrivo del terzo LP previsto per l’autunno 2013. Due canzoni che hanno in comune una storia d’amore: “Tutte le donne” è un brano denso di recriminazioni e che si conclude nel tradimento, “Cinema” vuole invece descrivere in immagini il sanarsi di ferite in virtù di un affetto profondo che unisce due persone. La scrittura di Paolo Beraldo si mostra a tratti disarmante, in continuo passaggio tra l’io e il tu, istintivamente poco intuibile e proprio per questo spiazzante, coinvolgente e in grado di trasmettere una vicinanza anche tra voci differenti. Il singolo è in streaming via Soundcloud. (Fonte: Ufficio Stampa Sfera Cubica) (Read more ★ Leggi di più)

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Ascolta il nuovo singolo di Stephen Black (alias Sweet Baboo)

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Sweet Baboo è il progetto dietro il quale si cela il musicista e cantante gallese Stephen Black, che possiede un buon orecchio per le melodie frizzanti e scintillanti, ma anche un’anima inquieta e una discreta dose di autoironia. Ships è il suo quarto lavoro discografico che segue l’EP intitolato Girl Under A Tree (2011) ma soprattutto l’acclamato I’m A Dancer / Songs About Sleepin’ (2010). Influenzato in particolar modo dai Beach Boys, Daniel Johnston e Gorky’s Zygotic Mynci, Stephen Black ha sempre dimostrato delle eccellenti qualità compositive già a partire dall’esordio The Mighty Baboo del 2008 e il successivo Hello Wave del 2009. Con quest’ultimo disco Black riversa tutto il suo amore e fervore per l’indie pop a partire dalla traccia iniziale, If I Died…, che è possibile ascoltare in streaming integrale via Soundcloud. (Fonte: Bandcamp Sweet Baboo / Moshi Moshi Records) (Read more ★ Leggi di più)

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Film al cinema e in TV News & Releases Notizie & Comunicati Rubrica Speciali Streaming Video

(Ri)visti in TV: Ed Wood di Tim Burton (1994)

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Hollywood, 1953. Un giovane di bell’aspetto e dai comportamenti decisamente stravaganti (indossa vezzosi golfini d’angora: non è un omosessuale ma un “crossdresser”) incontra in un funeral parlor Bela Lugosi, ex star dell’horror degli anni ‘30. Ed Wood ama il cinema, vorrebbe diventare un regista famoso e, nel tentativo di coinvolgerlo nella realizzazione di un film, offre indirettamente un aiuto all’anziano attore ormai in declino e, per di più, morfinomane. Mette in piedi una nutrita corte dei miracoli – surrogato di un improbabile staff – di cui fanno parte lo stesso Lugosi, Kathy O’Hara, una mediocre attrice che vorrebbe avere successo e che sposerà Wood (nel frattempo abbandonato dalla prima moglie), il veggente Criswell King, un lottatore di wrestling svedese di nome Tor Johnson e Vampira, conduttrice di un horror show televisivo. Il regista riesce a trovare i finanziamenti ma il film prodotto si rivela l’ennesimo insuccesso di una carriera che stenta a decollare. Nel frattempo Bela Lugosi viene ricoverato in ospedale dopo un’improvvisa crisi ma Wood continua a pensare al film che rilancerà la fama dell’attore e risarcirà se stesso delle delusioni fin qui patite. Il reverendo Lemon accetta di finanziare il progetto del regista ponendo come condizione che l’intera troupe si converta al culto battista. Le riprese iniziano e riescono a concludersi nonostante la morte di Lugosi, avvenuta durante la lavorazione, sostituito da una controfigura. Per la prima volta un film di Ed Wood, “Plan 9 from Outer Space”, siamo nei territori della fantascienza, viene proiettato in una prestigiosa sala, completamente gremita, di Los Angeles, il Pantages Theater, regalandogli l’illusione di un possibile successo che, purtroppo, non arriverà mai. “Pee-wee’s Big Adventure”, “Beetlejuice”, i primi due episodi della saga di Batman e, soprattutto, Edward mani di forbice avevano rivelato la capacità immaginifica di Tim Burton nella creazione di affascinanti forme cinematografiche. Queste pellicole sono la rappresentazione di storie fantastiche, stravaganti ed argutamente allucinate in cui l’horror acquista una dimensione fiabesca colorandosi di sentimentalismo e, nello stesso tempo, di humour gotico. Quest’opera è completamente diversa, però, da tutto quello a cui Burton aveva abituato il pubblico: è il frutto dell’innamoramento postumo di un estroso cesellatore di visioni filmiche per un pioniere ante litteram dei B-movies, per un uomo che, nonostante le difficoltà, la penuria di mezzi economici e, probabilmente, la mancanza di talento, continua ad inseguire il proprio sogno di realizzare qualcosa che abbia un valore artistico, o quanto meno, un senso cinematografico e, anche soltanto per questo, assurge alla dimensione di sfortunato eroe romantico. Il film ha una genesi imprevedibile e del tutto casuale come avviene, talvolta, per le attività più riuscite. Dopo aver prodotto per la Disney Nightmare before Christmas e lo sfortunato Crociera fuori programma, l’autore californiano, infatti, legge la sceneggiatura scritta di Larry Karaszewski e Scott Alexander sulla vita del regista, attore, montatore e produttore Edward Wod jr e s’appassiona all’idea di portarla sullo schermo sic et simpliciter, senza alcuna variazione. Ed Wood rappresenta (e nel film questo emerge inequivocabilmente) il simbolo di una fase del cinema americano di grande libertà, frutto della liberalizzazione del mercato distributivo, del progressivo venir meno della censura e della necessità, attraverso la pratica del “double feature” (doppio programma), di reperire un nuovo tipo di pubblico che determinerà la crescita di una produzione complementare di pellicole a basso costo (solitamente di genere horror e fantascientifico) dalla stravagante titolazione. La sceneggiatura di Karaszewski e Alexander descrive la vita di Wood dopo il fortuito incontro con Bela Lugosi, concentrandosi sul particolare rapporto che si instaura tra i due, assimilabile a quello tra un padre e il figlio, e racconta le travagliate fasi della lavorazione di “Glen or Glenda”, finto documentario sul travestitismo del protagonista indeciso se vestirsi da uomo o da donna, “La sposa del mostro”, horror fantascientifico, e di “Plan 9 from Outer Space”, l’anticapolavoro per eccellenza, girato in un appartamento simulando l’interno di una navicella spaziale. Nelle mani di Tim Burton, tuttavia, il soggetto, pur mantenendo il tratto biografico, seppur romanzato, diventa “polimorfico”: più film che s’incastrano tra loro ampliando le possibilità interpretative e, soprattutto, moltiplicando le suggestioni. L’attrazione fatale nei confronti di Wood è l’omaggio e, dunque, la piena legittimazione resi dal regista californiano ad un’epoca per certi versi rivoluzionaria del cinema americano e della cultura “pop” di quel paese. La riproposizione di vecchie e declinanti “stelle” hollywoodiane, il ciarpame demodé, il “camouflage” gotico, il richiamo ad un immaginario caricaturale e gli effetti speciali ridicoli (dischi volanti realizzati con la carta stagnola tenuti su da fili ben visibili, piovre di plastica, lavatrici in luogo di navicelle spaziali) costituiscono in nuce l’elaborazione della cultura trash (la vera cifra estetica del postmoderno) che recupera soprattutto gli scarti. Dunque, il riciclo del dismesso armamentario mainstream – gli scarti inutilizzabili dei magazzini degli Studios e la paccottiglia già impiegata in produzioni minori – pongono le premesse (seppur con una buona dose di inconsapevolezza da parte di Ed Wood e ben al di là dei risultati stilistici) per la nascita dell’exploitation, il cinema di “genere” ai margini delle ricche produzioni hollywoodiane, che rivoluzionerà l’industria cinematografica internazionale. “Ed Wood” appare, pertanto, un film sul cinema che, nella sua delicata analisi, pone lo sguardo su un’epoca che sembra inventata o inverosimile perché lontana nel tempo ma che, al contrario, è più reale che mai non solo nella rievocazione di figure storicamente esistite (e che l’eccellente cast di attori restituisce al meglio: Martin Landau/Bela Lugosi, Johnny Depp/Ed Wood, Vincent D’Onofrio/Orson Welles) ma soprattutto nel suo lascito: il prevalere degli elementi più “camp” della cultura di massa che hanno progressivamente ridotto le distanze con la cultura “alta”, contaminandola e alterando definitivamente il gusto estetico prevalente. Ed Wood, però, è anche un film che s’interroga sul senso stesso del “fare cinema” e che fornisce implicitamente la sua risposta proprio nella raffigurazione del protagonista dell’opera: un personaggio tipicamente burtoniano, una figura umana bizzarra che, a causa della sua diversità e al pari delle altre stravaganti figure di cui si circonda, non è compresa ed apprezzata e che, quindi, viene relegata ai margini del suo lavoro e della società. Il cinema costituisce per Wood (e per lo stesso Tim Burton in definitiva) la possibilità di reinventare la vita, arricchendola di significato, dando corpo alle storie più fantastiche e ai sogni più impossibili da realizzare. Ben più d’una semplice occasione di affermazione sociale: lo strumento definitivo del proprio riscatto umano. “Fare cinema” è, dunque, più importante di “fare un cinema bello” anche se Burton non riesce a riprendere meno che perfettamente regalandoci un’opera che, pur restituendo volutamente l’incertezza registica di Ed Wood in alcune sequenze che rimandano alla preparazione e al backstage dei vecchi film, sa regalare momenti di grande virtuosismo (su tutti: il piano sequenza iniziale e il dolly conclusivo che stacca su un’Hollywood notturna) e che è di grande intensità poetica grazie ad una fotografia “d’antàn” che impasta il bianco e il nero in un’elegia fiabesca. A dispetto del ritratto biografico, infatti, Ed Wood è una favola cinematografica senza tempo. C’era una volta un giovanotto che amava con tutta la sua anima il cinema. Non aveva alcun talento ma, per una volta, questa è l’ultima cosa che conta. (Nicola Pice) (Read more ★ Leggi di più)

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Il nuovo EP delle americane Boy Friend

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I Boy Friendanzi, le Boy Friend – sono una indie rock band al femminile che giunge da Austin, Texas. Il gruppo americano formato da Christa Palazzolo, Sarah Brown e Tiffanie Lanmon ha all’attivo diversi singoli, EP e un lavoro discografico sulla distanza, Egyptian Wrinkle, pubblicato nel 2012. Lo scorso mese di febbraio è stato pubblicato un altro mini album di quattro tracce intitolato Secret City che è possibile ascoltare in full streaming via SoundCloud. Buon ascolto. (Fonte: Night-People Records/Boy Friend) (Read more ★ Leggi di più)

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Dharma dei Gigahearts in full streaming su ML

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Continua la serie di “streaming esclusivi” sul nostro Bandcamp. Questa volta tocca ai Gigahearts con Dharma, nuovo album della formazione alternative/indie rock di Torino. Influenze non dichiarate del gruppo sono il noise, certo grunge oscuro degli anni ’90, la new wave, la psichedelia intesa come stato della mente e il punk come attitudine, così come tutte quelle gloriose band che sul finire del millennio hanno codificato un nuovo modo di fare rock all’italiana. Dharma è in streaming integrale attraverso questo link. (Fonte: ML / Emanuele Chiti – Ufficio Stampa Cut Press ) (Read more ★ Leggi di più)

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Nuovo singolo e tour per Nikki Corvette and the Romeos

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È la fine degli anni ‘70 quando Nikki Corvette pubblica, per la Bomp Records di Greg Shwan, il suo primo disco: Nikki & The Corvettes. Non un disco qualsiasi ma un LP che avrebbe influenzato generazioni di band rock ‘n’roll al femminile: dalle Go Go’s alle Muffs, dalle Donnas (che cantavano I wanna be Nikki Corvette) fino ad arrivare alle giapponesi 5,6,7,8’s, quelle di Kill Bill, per intendersi. Trentacinque anni dopo la reginetta del power pop ha ancora tanto da dire, con la stessa passione e la stessa voglia di divertirsi di un tempo. Così nel 2012, con una backing band d’eccezione composta da Hervé Peroncini (The Peawees) e dai fratelli Franz e Brown Barcella (Miss Chain & the Broken Heels), decide di ritornare in Europa con un infuocato tour estivo, il cui successo trasforma quella che doveva essere un’esperienza sporadica in una vera e propria band: Nikki Corvette & The Romeos. Il caratteristico sound di Nikki, che prende a piene mani dal power – pop e dal bubblegum, si fonde magicamente con le influenze soul, r’n’b e sixties garage dei tre italiani, dando vita così ad un nuovo singolo contenente due canzoni originali. La sorprendente He’s Gone (Lato A) mixa melodie da Sixties Girl Groups e Reignin’ Sound al groove Motown, Rockin’ Romeos (Lato B) è, invece, un punk-rock’n’roll accattivante di scuola Flamin’ Groovies. Il singolo uscirà in edizione limitata a 300 copie per Otis Recordings, label interna di Otis Tour, e verrà presentato durante il nuovo tour europeo della band che partirà il 23 aprile da Bologna e toccherà, oltre all’Italia, Germania, Belgio, Olanda, Danimarca, Svezia e Inghilterra. (Fonte: Hoodooh Ufficio Stampa) (Read more ★ Leggi di più)

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Ascolta in streaming l’album di debutto dei Neighbourhood

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Vengono dalla California e si chiamano Neighbourhood, formazione che mescola sonorità dalle atmosfere indie rock, elettroniche, ritmi di natura hip-hop e parti melodiche tipiche del R&B. Un band di contemporary R&B, ma non solo, che dà alle stampe l’album d’esordio I Love You che arriva dopo l’EP del 2012 intitolato I’m Sorry… e il singolo Thank You d’inizio 2013. Un esordio discografico sulla lunga distanza, in uscita il prossimo 23 aprile, che è possibile ascoltare in streaming integrale via SounCloud. (Fonte: Sony Music)
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Il nuovo videoclip dei Low

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Dopo aver pubblicato recentemente il loro decimo album della carriera, i Low, formazione indie rock/slowcore di Duluth (Minnesota), realizzano il videoclip ufficiale di Just Make It Stop, uno dei brani di The Invisible Way, disco da poco dato alle stampe e prodotto da Jeff Tweedy dei Wilco. E se l’ultima fatica discografica di Alan Sparhawk, Mimi Parker e Steve Garrington la si può ascoltare in full streaming a questo link, di seguito invece è possibile guardare via YouTube il nuovo video della formazione americana. (Fonte: Sub Pop!) (Read more ★ Leggi di più)

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In streaming il nuovo album degli americani Houses

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A Quiet Darkness è il nuovo disco degli americani Houses. La formazione di Chicago, formata da Dexter Tortoriello e Megan Messina, che ha esordito nel 2010 con All Night, torna con un nuovo album di indie pop dai riverberi elettronici che è possibile ascoltare in full streaming via SoundCloud. Buon ascolto. (Fonte: Downtown Records)
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Ascolta il nuovo singolo degli Empire of the Sun

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Dopo Walking on a Dream del 2008, uscirà il prossimo giugno il nuovo album degli Empire of the Sun, formazione electropop/synthpop proveniente dall’Australia formata da Luke Steele degli Sleepy Jackson e Nick Littlemore dei Pnau. Il nuovo lavoro discografico si intitolerà Ice on the Dune e Alive è il primo singolo in full streaming messo a disposizione del web dagli Empire of the Sun. (Fonte: Empire of the Sun) (Read more ★ Leggi di più)

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In full streaming l’album di debutto dei londinesi Fiction

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È stato pubblicato lo scorso 4 marzo l’album di debutto della band londinese Fiction. Undici brani di “indie pop anarchico”, per la durata complessiva di 40 minuti circa, che si possono ascoltare in streaming integrale attraverso il link che segue. “Un piacere unico e inaspettato”, così Q Magazine, popolare rivista inglese di critica musicale, ha definito The Big Other dei Fiction. Al solito, quindi, non ci resta che augurarvi un buon ascolto. (Fonte: Moshi Moshi)
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Ascolta il singolo tratto dall’esordio come solista di Andrew Wyatt

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Già membro degli A.M. e dei Miike Snow, il musicista e produttore americano Andrew Wyatt esordisce come solista con un album intitolato Descender. Di seguito, in streaming integrale via SoundCloud, è possibile ascoltare And Septimus…, uno dei brani tratti dal nuovo lavoro discografico che Andrew Wyatt ha voluto firmare lo scorso 16 aprile con il suo nome e cognome. Buon ascolto. (Fonte: INGRID/Downtown Records)
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Ascolta il nuovo singolo di Gold Panda

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Si intitolerà Half Of Where You Live il nuovo album di Derwin Panda (alias Gold Panda), musicista e produttore inglese, che ha all’attivo già diversi lavori di musica elettronica tra EP, singoli e full-length tra cui il debutto Lucky Shiner del 2010. In attesa della pubblicazione ufficiale del nuovo lavoro discografico, prevista il 10 giugno 2013, Gold Panda mette in streaming integrale via SoundCloud Brazil, uno dei brani di Half Of Where You Live. Buon ascolto. (Fonte: Website Gold Panda) (Read more ★ Leggi di più)

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In full streaming il secondo album dei Solar Bears

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Vengono dall’Irlanda (per la precisione da Dublino e Wicklow) i Solar Bears di John Kowalski e Rian Trench che nel 2009, con un nome ispirato dalla visione di un film di fantascienza del regista russo Andrej Tarkovsky, hanno dato vita a un progetto di musica elettronica che, alla maniera degli Air, prende spunto dai grandi compositori di colonne sonore come, per esempio, Ennio Morricone e George Delerue. E così, dopo l’esordio del 2010 intitolato She Was Coloured In, arriva il secondo album del duo irlandese, Supermigration, che vede la collaborazione di Sarah P dei Keep Shelly In Athens e di Beth Hirsch (quest’ultima meglio conosciuta per la sua collaborazione con gli Air nello splendido disco d’esordio Moon Safari). Di seguito è possibile ascoltare in streaming integrale Supermigration dei Solar Bears in uscita il prossimo 15 aprile. “Welcome to the trip”. (Fonte: Planet Mu Records) (Read more ★ Leggi di più)

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Tame Impala: guarda l’esibizione al KCRW Studios

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Guarda l’intera performance della band australiana Tame Impala al KCRW Studios di Santa Monica (Contea di Los Angeles, California) lo scorso 11 aprile nel corso del programma Morning Becomes Eclectic. Oltre mezz’ora di musica dal vivo a cavallo tra space rock, dream pop e neo-psichedelia per una delle formazioni indie più acclamate del momento dal pubblico e dalla critica specializzata. Una band/progetto del musicista e cantante Kevin Parker che nel giro di appena due anni ha dato vita a due album decisamente pregevoli: Innerspeaker del 2010 e Lonerism del 2012. Buona visione e, naturalmente, buon ascolto! (Fonte: Modular) (Read more ★ Leggi di più)

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Il secondo singolo tratto dal nuovo album di Nancy Elizabeth

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Sarà pubblicato il 20 maggio 2013 il nuovo lavoro discografico della cantautrice musicista inglese Nancy Elizabeth. Nell’attesa dell’uscita del disco, dopo The Last Battle, la musicista di Manchester ha reso disponibile, sempre via Bandcamp, Heart, un altro brano tratto da Dancing, il nuovo album che uscirà su etichetta Leaf e il cui artwork è stato disegnato dalla stessa Nancy. (Alessandro Favilli / Prom-o-rama) (Read more ★ Leggi di più)

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In streaming l’album di debutto di Echopark

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Echopark è il progetto dietro il quale si cela il musicista italiano Antonio Elia Forte. Originario di Lecce, ma con base a Londra, Antonio Elia Forte esordisce con un album intitolato Trees che fonde sapientemente pop, elettronica e riverberi folk e psichedelici attraverso undici canzoni decisamente piacevoli. In attesa dell’uscita ufficiale, prevista il 16 aprile prossimo, il disco d’esordio di Echopark è in full streaming via SoundCloud. (Fonte: Enclaves) (Read more ★ Leggi di più)

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Wes Tirey – I Stood Among Trees – EP, 2013 (full stream)

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Il Midwest, Dayton, Ohio. Sarebbe l’inizio di una storia. Una piccola storia, formata da piccole canzoni. Le canzoni di Wes Tirey. Un tipo del Midwest (di Dayton, Ohio), con la semplice passione per la chitarra acustica. Semplice passione, certo, ma ricca di energia. E vitale come poche altre. Intransigente nel crescere, la passione, durante gli spostamenti della vita. Come quando arrivi in North Carolina, ad Asheville, e trovi una nuova creatività, destinata ad intrecciarsi con quella del passato. Ed è curioso accorgersi come la contemplazione possa essere tanto intima quanto dirompente negli accordi di una piccola canzone. Dove l’immaginario di un brano come Wild Beasts sfiora Cormac McCarthy per vivere poi di fuoco proprio e The Time Leaves So Soon carezza amore e perdita. Pensando, forse, al Leonard Cohen più sussurrato (quindi splendido e clamoroso), mentre le tessiture sfuggono alla catalogazione, per addentrarsi in quei territori che il David Pajo versione Papa M ha visitato e conquistato (When Your Eyes See The Valley). Ed allora queste piccole canzoni, piccole storie suonate e cantate, forse sono più grandi di quello che pensavamo. O forse no. E la loro bellezza è proprio questa. (Giuseppe Marmina / Ghost Records) (Read more ★ Leggi di più)

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Il terzo album dei Danamaste in streaming su ML

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Uscirà il 26 aprile prossimo Le teste degli altri, terzo album dei Danamaste che, dopo quattordici anni di attività, decidono di sintetizzare il nome (prima Da’Namaste) e di riassestare la formazione inserendo nella lineup il bassista Antonio Senesi (voce e chitarra dei Verme Robots) che si unisce a Francesco Tedesco (voce e chitarra), Teresa Tedesco (voce e chitarra) e Rita Marchitiello (batteria). Quindici canzoni di impronta art rock, post-progressive e blues che la formazione campana ha deciso di mettere in anteprima e in streaming integrale sul Bandcamp di Musicletter.it. Non ci resta quindi che augurarvi un buon ascolto! (Fonte: ML / I make records) (Read more ★ Leggi di più)

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In full streaming l’album di debutto dei Fossil Collective

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Dopo due EP, Let It Go e On And On, la formazione inglese di Leeds formata da David Fendick e Jonny Hooker (a cui poi si sono aggiunti anche Sean Gannon, Antonio Mucedero e Zane Keenan) danno alle stampe il loro primo lavoro in studio sulla lunga distanza. Tell Where I Lie, questo è il titolo dell’esordio discografico, è un disco indie che mescola piacevolmente sonorità pop e folk; un album che è possibile ascoltare in full streaming via SoundCloud attraverso il link che segue. Buon ascolto. (Fonte: FossilCollective.com) (Read more ★ Leggi di più)