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Musica Streaming

Decadenza, il nuovo singolo degli Engage.

Decadenza, il nuovo singolo degli Engage.
Tra crisi sociali e morali, spesso i sentimenti lasciano il passo a un amore liquido volto a farci affogare nel mare della più cupa superficialità. (Read more - Leggi di più)

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Streaming

The Pack A.D. – Do Not Engage, 2014 (full album stream)

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Due ragazze scatenate. Una alla chitarra (Becky) e l’altra alla batteria (Maya). Do Not Engage è il nuovo disco del duo canadese The Pack A.D. e lo si può ascoltare in full streaming su SoundCloud attraverso il widget/player di Musicletter.it. L’album è stato prodotto da Jim Diamond (nome di culto della scena di Detroit che ha lavorato con White Stripes, Dirtbombs ed Electric Six). Un mix di grunge, indie rock e punk. Buon ascolto. (Fonte: Jarno – Ja.La Media Activities) (Read more - Leggi di più)

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Musica Ultime Notizie

Concerto del Primo Maggio: ecco i finalisti di 1M Next 2019. I 3 artisti vincitori si esibiranno in diretta TV | Notizie

1M Next 2019
Si sono concluse le votazioni per il Contest 1M Next 2019 che porterà a esibirsi in diretta TV 3 artisti sul palco del Concerto del Primo Maggio. Tra i 130 selezionati l’hanno spuntata Dario Zumkeller, Disco Zodiac, Engage, Federico Baroni, Giulio Wilson, I Tristi, Key Elle, Le cose importanti, Margherita Zanin, Matteo Costanzo, Raphael, Redh, Stona e Tananai. (Read more - Leggi di più)

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Concerti Musica Ultime Notizie

1M Next: il contest del concerto del primo maggio. Ecco i nomi dei 130 preselezionati | Notizie

1M Next: il contest del concerto del primo maggio
1M Next è il Contest del Concerto del Primo Maggio di Roma, il più grande concerto gratuito d’Europa promosso da CGIL, CISL, UIL e organizzato da iCompany. (Read more - Leggi di più)

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Recensioni

Recensione: Plasticland – S.T. (1985)

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Nelle note di copertina che accompagnano la ristampa di Plasticland, John Frankovic e Glenn Rehse parlano più dell’Europa che della loro terra. Così come facevano nella loro musica, del resto. Nati a Milwaukee nel 1980 ma ossessionati dalle produzioni di Hurricane Smith (Rubber Soul, Ummagumma, S. F. Sorrow, The piper at the gates of dawn, Parachute) e dalle vetrine in technicolor della Swingin’ London, i Plasticland furono i più inglesi tra i gruppi revival americani di quel decennio. Ironia della sorte e beffa del destino, non avrebbero mai coronato il sogno di suonare in Inghilterra ma è tuttavia in Europa (esattamente in Francia) che il loro album di debutto viene stampato prima che nel resto del pianeta. Si tratta in realtà di una raccolta di pezzi pubblicati dalla band in varia guisa sulla loro Scadillac Records ma la visibilità concessa al formato long playing serve a spadellare il nome dei Plasticland dai vassoi degli amatori verso piatti numericamente più consistenti nonostante il gourmet del gruppo del Wisconsin rimanga parecchio prelibato e, per qualcuno, finanche indigesto. Le canzoni dei Plasticland risuonano di segreti freakbeat carpiti dai manuali di band come Move, Syn, Smoke, Attack, Status Quo, Creation, Pretty Things, Tomorrow, Pink Floyd e di fluttuanti eco di musica teutonica (Neu!, Guru Guru, Amon Dull) e vapori di jazz cosmico portati in dono da Brian Ritchie (fanatico, già allora di John Coltrane, Sun Ra e Pharoah Sanders). Muri di suono acido innalzati su mattoni di chitarre fuzz e fluttuanti, stanite armonie di mellotron e liriche totalmente fuori di testa. Così nascono pezzi come Her Decay, Rattail Comb, Color Appreciation, The garden in pain, Elongations, Disengaged from the world, Posing for pictures (che rivela tutta la loro venerazione per i vestiti sfavillanti in stile Carnaby Street) e cover stravolte come Alexander e Magic Rocking Horse. Così nasceva la leggenda di una band dal suono atipico. Così rinasce, oggi, il loro ricordo. (Franco Dimauro) (Read more - Leggi di più)