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La trappola della Rete: sesso, droga, soldi e trap | Speciale

Trap
Checché se ne dica, anche nel nostro Paese la musica trap sta scalando le classifiche di vendita, facendo emergere tra l’altro un discreto numero di personaggi italiani fino a ieri sconosciuti. Giovani spavaldi, dalla faccia tosta, che hanno fatto del web e del vuoto ideologico dettato dalla globalizzazione il proprio stile di vita. (Leggi di più)

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Musica Speciali

Milano: il rock fa sul serio con Lambstone e Audyaroad | Speciale

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A chi sostiene che il rock è morto consiglio di girare qualche locale milanese come il Legend Club o la Blues House per vedere un concerto spesso gremito dei milanesi Lambstone, ormai da diversi anni sulla scena rock underground ma usciti finalmente dal bozzolo con il loro esordio ufficiale Hunters & Queens (Vrec/Audioglobe). (Leggi di più)

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Speciali

I Frank Sinutre raccontati da Isi Pavanelli e Michele K. Menghinez

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Il progetto Frank Sinutre nasce nell’aprile 2011 presso l’associazione culturale la Saletta di Sermide (MN) e più precisamente sul pianerottolo delle scale che divide due sale prove: la prima dei Bianconiglio e la seconda de La Fabbrica di Vapore. (Leggi di più)

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Speciali Streaming

Christmas songs: la nostra playlist di Natale. Ascoltala in streaming.

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Potrà risultare una scelta scontata, banale e forse anche patetica quella di fare una playlist di Natale, ma – ahinoi – anche quest’anno non abbiamo resistito alla tentazione di buttare giù una lista di canzoni natalizie a noi care. (Leggi di più)

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Best albums Musica Speciali

I migliori 50 album non italiani del periodo 2001-2005

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Diversi anni fa, esattamente il 20 aprile 2007, la nostra redazione diede vita a un PDF gratuito che racchiudeva e analizzava i migliori cinquanta album “non italiani” del quinquennio 2001-2005. Un lavoro ben fatto, oculato, che anticipò molte riviste specializzate del settore e che, proprio per questi motivi, suscitò qualche polemica. (Leggi di più)

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Musica Speciali Video

Recensione: Michelangelo Giordano – Le Strade Popolari (2015)

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L’esordio del calabrese Michelangelo Giordano viene dalle sua strade di quartiere, da piccole città di provincia, da un mondo che come molti è lontano anni luce dalle grandi metropoli dove accadono e si muovono i fili dei giochi che passano alla TV. Si intitola Le Strade Popolari, un disco di undici inediti che si lasciano introdurre dal primo singolo estratto di cui in rete è presente un carinissimo video dal titolo “Chi bussa alla porta”. La sua esclusione dal Festival di Sanremo 2015 per la categoria nuove proposte per motivi mai chiaramente chiariti, che tuttora sono in fase di valutazione in sedi legali, ha prodotto rivalsa e grande maturità d’impegno che si condensano e producono buona musica da vivere. Un album dalle sonorità popolari che mette in luce strumenti acustici e non digitali, chitarre e fisarmoniche come decanta, chiaramente, nella bellissima “Lungo il cornicione”. Guarda il mondo che sta vivendo, Giordano, lo guarda con gli occhi di un ragazzo che ha energia e voglia di farcela, come un gatto che si estranea dal tutto e di notte osserva indisturbato la sua città dall’alto di un cornicione, per l’appunto. E poi anche la mafia nella suggestiva “Nun cangiunu li così”, e poi la crisi come traspare nella figura dell’esattore nel primo singolo estratto di cui parlavo prima e, infine, immancabile l’amicizia così come l’amore. Etiche e sentimenti a cui affidare l’astioso compito di ricondurci alle origini del tempo e della genesi di questa modernità digitale, tra populistiche soluzioni di design sonoro e freschezza compositiva dei nuovissimi fautori della canzone cantautorale italiana. Un tempo suonava bene questo genere il buon Daniele Silvestri. Oggi invece il testimone passa, o meglio, viene preso in prestito da tanti altri. Tra questi c’è anche Michelangelo Giordano. (Alessandro Riva) (Leggi di più)

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Pillole quotidiane: Io sto bene dei CCCP Fedeli alla Linea

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Oggi è lunedì e l’unica certezza è che anche quest’edizione del Festival di Sanremo è finita. Adesso si torna alla normalità e io, tutto sommato, sto bene. (L.D.) (Leggi di più)

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Rubrica Speciali

Pillole quotidiane: Benji di Sun Kil Moon

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C’è malinconia e malinconia. Quella di Mark Kozelek non è altro che un racconto intriso di ricordi e poesia. Un viaggio solitario e introspettivo tra le macerie e lo splendore di un passato mai dimenticato. E Benji è il suo capolavoro definitivo. (L.D.) (Leggi di più)

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Notizie & Comunicati Speciali

X-Ray Spex e Poly Styrene: ricordi punk rock.

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Non c’è un motivo speciale per ricordare oggi gli X-Ray Spex: né una ormai impossibile Band Reunion e ovviamente nemmeno una nuova uscita. Quasi quattro anni dopo la scomparsa della mitica cantante Poly Styrene, probabilmente il solo motivo che avremo di parlare di loro in futuro sarà per chiederci perché un gruppo così significativo per chi ha vissuto i primi anni punk sia oggi dimenticato dai più. Oggi in effetti tante cose sono cambiate, in un modo che non avevamo previsto: Iggy Pop fa pubblicità in TV e le ragazzine comprano la t-shirt dei Ramones perché è bella e va di moda. Forse è normale anche che sociologi da strapazzo ci spieghino cosa sia stato il punk e perché sia stato un fenomeno di società o una moda passeggera, o tutti e due, magari nello stesso articolo in cui ci parlano di calcio o dei migliori casinò online. E forse è normale perfino che in tutto questo non si parli più di un gruppo che si definiva “deliberate underachievers” e che fece certamente ben poco per perpetuare nel tempo il successo della sua musica. Eppure all’epoca quello che fece Poly Styrene (al secolo Marianne Joan Elliott-Said) non aveva niente di ordinario: scappata di casa a 15 anni per assistere ai festival musicali dell’epoca, incise l’anno successivo un primo disco reggae; e dopo aver festeggiato il suo diciottesimo compleanno a un concerto dei Pistols, mise un annuncio sul Melody Maker per cercare “giovani punx che vogliono stare insieme”. Con i musicisti che risposero all’annuncio fondò gli X-Ray Spex, che furono tra i protagonisti, insieme a Pistols e UK Subs, del mitico Live At The Roxy del 1977 (lo stesso da cui furono cacciati i Crass). Poly era un’eroina del tutto improbabile e sembrava non avere niente di particolarmente carismatico: piccolina, scurissima (la leggenda dice che il padre fosse un nobiluomo somalo in esilio), con l’apparecchio ai denti, un’aria perennemente distratta, accompagnata sul palco da una giovanissima sassofonista (cosa del tutto inusuale nei primi gruppi punk), la ragazzina esordì mettendosi in testa un casco militare e gli occhialoni di Snoopy contro il barone rosso per dire al mondo “Some people think little girls should be seen and not heard. Well, I think Oh! Bondage, Up Yours!”. Questo primo brano (Oh Bondage Up Yours!, appunto) divenne un single cui seguì l’unico LP del gruppo Germ Free Adolescents, in cui troneggia la splendida e disperata Identity (“When you look in the mirror / Do you smash it quick / Do you take the glass / And slash your wrists”), insieme alla magnifica I Live Off You, che forse più di tutte rende giustizia al sorprendente sassofono di Lora Logic. Riascoltati tanti anni dopo, i ritmi e il suono sono forse appena invecchiati, ma le emozioni certamente no. Molti dei testi sono perfettamente attuali: I Am A Poseur sembra scritta oggi (“I am a poseur and I don’t care / I like to make people stare / Exhibition is the name / Voyeurism is the game”). La storia degli X-Ray Spex finisce qui, appena cominciata. Negli oltre 35 anni passati da allora, si possono segnalare unicamente una effimera Band Reunion del 1991 e due album solo di Poly (Translucence e Generation Indigo, l’ultimo dei due pubblicato subito prima della sua scomparsa nel 2011), gemme strappate a una vita particolarmente travagliata e sofferta. Prima di lasciarci a soli 53 anni, Poly ha avuto la gioia di cantare Oh Bondage, Up Yours davanti a numerosi fan al Roundhouse di Londra insieme all’unica figlia Celeste e all’amica Zillah Minx (la cantante dei Rubella Ballet). Il primo video che segue è una chicca per i nostalgici e per chi non c’era; sul palco Poly aveva ancora la stessa carica e lo stesso contagioso entusiasmo del mitico 1977. (Romeo Vegas) (Leggi di più)

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Musica Rubrica Speciali

Pillole quotidiane: Always for You degli Album Leaf

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Le foglie sono un tappeto. Un tappeto morbido e colorato su cui far scivolare i propri ricordi e le proprie fantasie, in un eterno aggrovigliarsi di sentieri e di misteri che solo il cuore può custodire. (L.D.) (Leggi di più)