Mercoledì, 12 Ottobre 2011

“Una questione privata” di Beppe Fenoglio (1963)

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La più bella intuizione di Beppe Fenoglio nel corso della narrazione di “Una questione privata” è il distacco tra i pensieri di Milton e la realtà in cui il giovane è immerso. Il protagonista del breve romanzo passa le pene dell’inferno nella selvaggia e disperata natura piemontese, durante quell’incantesimo dell’umanità chiamato Resistenza, ma pensa ad altro. Pensa alla ragazza dei suoi sogni, quella che si è (così sembra) sposata con un suo amico anch’egli partigiano. Pensa a “Over The Rainbow” e alla fine di un sogno cancellato dalla guerra. Solo i proiettili risveglieranno Milton da questo sogno, solo la condizione più estrema all’interno di un insieme già allucinato e folle lo renderà partecipe della fatica, del dolore, del pericolo. La Resistenza è guerra senza pietà e senza futuro, è guerra dove il passato è cancellato e il presente avvolto nella nebbia reale (quella delle Langhe) e in quella ideale che non permette al partigiano di conservare le proprie abitudini. La guerra ci priva di tutto: del gioco, della musica, dell’amicizia, del calore, dell’amore. Quest’ultimo sentimento invade i pensieri del partigiano Milton fino a fargli dimenticare il fango e il freddo che ostacolano la sua folle ricerca dell’amico rapito dai fascisti. La crudeltà definitiva del nemico allontanerà Fulvia dalla sua mente per un solo minuto, quello necessario a fuggire con tutte le forze rimaste. L’identificazione con l’eroe è totale: noi sappiamo una sola cosa in più rispetto a ciò che lui conosce, per il resto ci innamoriamo con lui, sentiamo il suo stesso bisogno di riposo, di sopravvivenza, di pace. Si è detto che Milton fosse il perfetto ritratto del partigiano Beppe Fenoglio. Se così fosse, e non abbiamo motivo per dubitare, nella nostra mente dovrebbe accendersi un faro sulla Resistenza, tragedia umana tanto nuda ed epica da diventare letteratura. “Una questione privata” è anche una lezione immortale sui valori dell’individuo. Per quanto si debba lottare per un mondo migliore, per la libertà e per la collettività, ci sarà sempre un posto nel cuore che è riservato a un’intimità del tutto personale; ci sarà sempre un motivo per vivere quando tutto sarà perduto, quando non ci sarà più speranza, quando le idee saranno cadute nel vuoto. Tra tutte le illusioni, l’amore sarà l’ultima a farsi da parte, l’ultima a crollare sotto i colpi della cruda realtà. Una questione privata ovvero la sopravvivenza. (Marco Archilletti)



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