Martedì, 26 Marzo 2013

Julian Cope - Copendium (2012)

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Dal giugno del 2000 al maggio del 2010, per 120 lunghi mesi, Julian Cope ha curato sul suo sito, tra la pubblicazione di un libro e uno speciale sull’avanguardia space-rock tedesca, uno spazio intitolato semplicemente “Album del mese”. Centoventi dischi per cui vale la pena vivere. Perlopiù roba da veri cultori ma non solo. Ci sono pure i Kiss, i Van Halen, i Black Sabbath, Battiato, Le Stelle di Mario Schifano, gli Heads, ]more] i Comets on Fire, Nathaniel Mayer, Miles Davis, i Melvins, i Blue Cheer, Nico, i Pentagram, i Chrome, i Grand Funk, gli Sleep, James Brown. Roba vecchia e nuova, senza distinzioni. L’alternativa alla musica alternativa, commentata con un lessico altrettanto folle come la scintilla creativa che l’ha generata. Elettronica, rock crauto, progressive, avanguardia, rumore bianco, ferocia doom, space-rock, proto-punk, blues cattivo, hard rock brutale, psichedelia torbida, folk apocalittico, metal estremo ma anche qualche semplice barzelletta. Copendium, firmato in copertina dallo stesso Julian Cope quasi come si trattasse di un disco suo al 100%, raccoglie su tre cd il “peggio” di quei dieci anni, lasciandoci attoniti testimoni di un suicidio commerciale. E’ il mondo che si arriccia su se stesso e schizza nello spazio, per sempre. Un lunghissimo viaggio di esplorazione dalla barbarie alla conquista dei pianeti, snodato attraverso un percorso per nulla omogeneo e tappe accidentate e interminabili (i 20 minuti di The Temple degli Haare, i 27 minuti di Geryon‘s Throne degli Orthodox, i 17 minuti di The Jaybird dei Sunburned hand of the man) che stravolgono il comune concetto di piacere musicale. Copendium apre le porte della metafisica superando la nozione semplicistica di forma connessa a quella di bellezza. Quello che passa, su queste 31 meraviglie, è il concetto di big bang primordiale, di caos generatore di vita, di sovrapposizione, affiancamento, sfaldamento, fusione degli elementi. Odio-amore, bene-male biblicamente non ancora disgiunti. Quindi difficilmente individuabili. Trentuno anti-eroi. Nessuno ha mai parlato delle loro vittorie. Nessuno. Finora. (Franco Dimauro)


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