Domenica, 12 Maggio 2013

Il Veleno del Popolo! - Il Primo (2012)

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Il veleno c’è tutto. Quello degli anni Ottanta, dei Novanta e degli anni Zero. Quello che ci è covato dentro mentre ascoltavamo gli Hüsker Dü, i Replacements, i Black Flag, i Nirvana, gli Scratch Acid, i Fugazi, gli Shellac e che pure credevamo di poter domare. Perché alla fine c’era mamma di là a prepararci le frittelle e gli arancini di riso e carne tritata. E potevamo rubare le Nazionali a papà mentre guardava Maradona, Falcao o Platini saltare sul prato verde come gli eroi del Subbuteo. Perché fuori alla fine regnava l’ordine globale e globalizzato ma nessuno ci cagava il cazzo quando eravamo chiusi nella nostra stanza a far implodere quell’odio che ci serpeggiava dentro tra uno Zen Arcade, un Bleach, un At Action Park, uno Stink, un Repeater. Le finestre sul mondo erano quelle della nostra stanza che vomitava rumore e il nostro social network si limitava alla scala condominiale. Ora eccolo nuovamente qui in fila, quel dolore, senza neppure un nome preciso. L’Uno. Il Quattro. Il Cinque. Il Nove. Il Dieci. L’Undici. Il Dodici. Il Tredici. Ora che ci pisciano in testa dicendoci che piove. Ora che nessuno crede più a un cazzo di niente, neppure al suo macellaio di fiducia. Ora che le piccole storie degli impiegati non hanno neppure l’onore di essere raccontate da un De Andrè qualsiasi. Ora che tornano tutti ma non gli Stormy Six e Ivan Della Mea, nonostante dovrebbero. Ora che in rete ti istruiscono su come manipolare il tritolo o le bombe-carta ma non ti insegnano il coraggio di usarlo. Ora, ecco Il Primo: una batteria e una chitarra + una voce. Quattro polsi + una gola. Venti dita + una lingua. Otto canzoni + una recensione: la mia. (Franco Dimauro)


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