Domenica, 2 Giugno 2013

Swans - The Seer (2012)

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L’Apocalisse secondo Michael. The Seer è un lunghissimo, tormentato viaggio nel delirio. È una giga sulfurea che segnala l’apertura dei sigilli che liberano le fiere avide e ingorde. È il respiro di quelle fiere. È l’affanno delle loro vittime, il rantolo della loro corsa. The Seer scoperchia il vaso di Pandora delle nostre paure e dei nostri peccati e ci lascia divorare da essi. Your childhood is over (is over) ripete perentorio e inquietante Michael Gira mentre scivola lungo il fianco del primo girone del disco, ammonendoci a riflettere che quel che verrà lì in avanti non potrà riservarci più alcuna gioia. E infatti quel che viene dopo è una eterna, aberrante, perversa fustigazione, una pioggia incessante di scudisciate assassine, una sequenza asfissiante di figure agonizzanti in posa medievale che assume contorni grotteschi, abnormi, assurdi ed epici nei dieci minuti di Mother of the world e lungo i trentadue minuti della title-track dove ogni nostro senso di colpa sembra montare fino a materializzarsi in immense creature mutanti di fango e letame sotto la cui ombra il peccato pare moltiplicarsi e partorire nuovo peccato, come branchi di maiali che fecondano branchi di scrofe grugnendo e defecando in una palude di melma impestata di zolfo. The Seer è un disco che innalza il tormento ad opera d’arte. Non più musa ispiratrice, non più fecondo lato oscuro della nostra mente, ma esso stesso soggetto e protagonista, esso stesso padrone inquisitorio e severo che ci insegue fino a crocifiggerci su un qualsiasi palo elettrico della 93 Avenue B, stesi al sole come pelli di canguro. Un disco che sublima, congiungendoli carnalmente, l’istinto suicida di Leonard Cohen, la poetica ossianica dei Banshees, il folk apocalittico di Douglas Pearce, i tentacoli di rumore di La Monte Young. Una delle poche opere pop essenziali di questo nuovo secolo. E voi? Cosa direte quando uscirete dalla vostra stanza dopo averlo ascoltato? Cosa inventerete per nascondere lacrime ed ecchimosi? Che vi si è rovesciata addosso la cera della vostra candela orientale? Che vi eravate assopiti e avete fatto un brutto sogno? Che eravate in cerca del paradiso e il vostro tom-tom vi ha spedito altrove? E perché siete entrati, se ne avevate paura? E perché avete addentato del frutto del sapere se vi era stato proibito? Perché avete paura del lupo e nonostante questo avete scelto di vivere come pecore? Perché? (Franco Dimauro)

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