Martedì, 18 Giugno 2013

Country Joe and the Fish - Electric Music for the Mind and Body (1967)

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L’estate è quella dell’amore. Il posto però è Berkeley, a sedici chilometri da San Francisco. I Fish nascono all’inizio del 1966, all’ interno della piccola scena folk che ruota attorno all’Università della città. Qui avviene l’incontro tra Joe McDonald e Barry Melton, giovani attivisti degli Studenti per una Società Democratica. Gli altri “pesci” (in realtà il termine fish fa riferimento ai rivoluzionari di Mao) ad essere pescati sono David Cohen, Bruce Barthol e John Francis Gunning che verrà estradato durante le registrazioni del primo album in favore di Chicken Hirsh. Il repertorio è costruito su cover blues e attorno alle poesie di Joe, adeguatemente sostenute da una struttura a maglie larghe di folk, blues, beat sperimentale ed improvvisazione che McDonald si affretta a definire come un esempio di psichedelia perfetta. È questo miscuglio che Joe vende a Sam Charters della Vanguard per tirarci fuori un album. Il contratto viene firmato il 9 novembre del ’66 e a febbraio dell’ anno successivo i Fish sono in studio per il loro primo album. La band vive come un collettivo, secondo il costume del periodo, ma creativamente la supremazia di McDonald è quasi dittatoriale cosicché degli undici pezzi del disco, solo Love porta la firma di tutta la band (Gunning compreso). La musica di Electric Music for the Mind and Body porta con se tutta la rivendicazione politica della poesia sovversiva del loro leader da cui trae nutrimento, offerta al pubblico con il consueto portamento surreale e hippie in auge in quel periodo. I tempi si dilatano, le strutture vengono decompresse e arricchite con accenni alle tradizioni musicali lontane (i raga indiani, la Spagna, il medioriente, addirittura la Cina evocata tra le mille rifrazioni della Grace scritta e pensata per Grace Slick), rumorismi, rarefazioni, deformazioni delle proprie forme base e qualche inevitabile accenno alla cultura della droga imperante (come l’LSD sussurrato sulla coda della sinistra Bass Strings). Un disco inevitabilmente figlio del suo tempo, cosicché la sua ristampa con scaletta raddoppiata (versione mono per il primo cd, stereo per l’ altro) farà felici i reduci di quella stagione, gli amanti della cultura sixties che cominciano a puzzare di sborra vecchia come il sottoscritto e lascerà molto probabilmente di ghiaccio tutti gli altri. Io mi auguro vi piacciano almeno i loro manifesti, perché in caso contrario davvero non saprei come assolvervi. (Franco Dimauro)



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