Lunedì, 20 Gennaio 2014

Recensione: The Saints - Eternally Yours (1978)

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Nel maggio del ‘77, a pochi mesi dalla pubblicazione del disco di debutto, i Santi scendono sul cielo di Londra credendo di planare sulla terra promessa. Quello che trovano è, invece, ne’ più ne’ meno che un mercato. Il punk, non appena arrivato, si è già trasformato in etichetta, in merce chiusa in vasetti ed esposta sui banchi a consumo delle nuove generazioni. Omogeneizzati per tossici che hanno già tolto i pannolini e non sanno ancora dove appuntare le spille da balia. L’album che il quartetto regista ai Roundhouse di Londra certifica e amplifica questa delusione sputando parole ciniche e disilluse sul consumismo che ha divorato la furia originale del punk. This Perfect Day, Know your product, Lost & Found, New centre of the Universe, Private affair, International Robots, sono sonori ceffoni sulle facce paffute di quelli che hanno fatto dello spirito punk un nuovo, ennesimo affare commerciale e alimenta i dissapori con la EMI, acuiti dal rifiuto della band di indossare le divise che la casa discografica ha preparato per il loro debutto a Top of the Pops e dalla scelta, totalmente sovversiva per il punk “pensato” in Inghilterra, di inserire una sezione fiati su Know your product e Orstalia con l’obiettivo di non omologarsi al punk locale, all’immagine riottosa da teppisti para-militari che sembra far breccia nel cuore del pubblico londinese. Eternally Yours conferma e ribadisce la forza demolitrice del disco di debutto ridefinendone l’approccio e concedendo all’ ascoltatore qualche respiro grazie all’uso di chitarre acustiche (Memories are made of this, Untitled, A minor aversion) e dando maggior spinta R‘n’B grazie al lavoro di arrangiamento di Graham Preskett (proprio quello che poi lavorerà sui dischi orribili di Miguel Bosè, NdA). Il disco ruggisce e mette soggezione ancora oggi. Ma non si può essere devoti a più di un santo. E così la EMI, pia al Dio Denaro, perde la sua fede nei Saints. “È tutto talmente buffo che non riesco a ridere” canterà Chris Bailey su This Perfect Day. E infatti Chris non sorride. (Franco Dimauro)



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