Martedì, 4 Febbraio 2014

Recensione: The Jam - In the city (1977)

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Voi cosa avete fatto per il vostro diciannovesimo compleanno? Paul Weller era al Working Men‘s Club a bere una pinta di birra per festeggiare l’uscita del primo album dei suoi Jam, pubblicato appena cinque giorni prima. Paul è rimasto folgorato dai Beatles, dagli Small Faces, dai Who e dai Kinks ancora prima di diventare maggiorenne ma è l’incontro col rozzo ed essenziale sudiciume di Dr. Feelgood a guidare il suono della sua band nella giusta direzione che va ad impattare con i dischi di Clash e Sex Pistols più per una coincidenza astrale che per reale intenzione di saltare sul carrozzone del punk.Sono di una pasta diversa, i Jam. Sono il Decline and Fall of the British Empire parte Seconda, diciott’anni dopo Arthur dei Kinks. Sono eleganti e spavaldi. Una versione bruna dei Police che proprio lo stesso mese hanno debuttato con il singolo Fall Out/Nothing Achieving. Arrivano ad una major senza nemmeno dover passare dal Via. Che per la maggior parte delle band arrivate dal nulla significa la casella dove stazionano le etichette indipendenti. Arrivano in tre (e in tre se ne andranno, dopo sei album e sette anni di successi) e portano in dono al punk le chitarre sfavillanti e fragorose di Pete Townshend e una manciata di belle canzoni che ruggiscono come bestie in cattività ma sotto il cui frastuono si nascondono i ricordi infantili dei dischi di Four Tops tanto amati dalla madre. I‘ve changed my address, Away from the numbers, I got by in time, In the city, Takin’ my love e il finale distruttivo affidato a Bricks and mortar (piena, come I‘ve changed my address del resto, dei trucchi dei Who più pirotecnici) sono le migliori. Ma non le uniche. I Jam avrebbero fatto ancora di più e ancora meglio, quello stesso anno, con This is the modern world, facendo esplodere le mine che con In the city avevano piazzato sotto le strade di Londra. In the city there’s a thousand men in uniforms /And I’ve heard they now have the right to kill a man / We wanna say, we gonna tell ya / About the young idea / And if it don’t work, at least we said we’ve tried. Trentacinque anni dopo, quegli uomini sono ancora lì. I Jam, purtroppo, non più. (Franco Dimauro)



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