Mercoledì, 19 Marzo 2014

Recensione: Black Manila - Beach Parade EP (2013)

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Il singoletto dello scorso anno, uscito ad aprile e finito nel mio lettore a luglio, è stato uno dei miei preferiti dell’Estate 2013. Poi l’estate finisce e, manco il tempo di far asciugare il costume e ti ritrovi la casa piena di palle da appendere all’abete e il profilo facebook stuprato da una lista di auguri finti come la neve in bomboletta. Io quest’ anno ho sapientemente evitato la seconda tortura ma non la prima. Sotto l’albero, la consueta sfilza di regali incartati tutti uguali, la parata dell’inutilità a forma di pacchetto regalo. L’unico ad arrivare inatteso e senza confezione è stato questo EP dei Black Manila, scaricabile gratuitamente dal loro bandcamp e intitolato Beach Parade, in omaggio a quello che era il nome originario del trio londinese. Si comincia con la zompettante Keep your head on che a me ha ricordato tantissimo quello che facevano anni fa band come Zutons e Coral e di cui adesso temo non si ricordi più nessuno. Lo strumentale che intitola il lavoro è ricco di richiami surf così come Bicho Raro scherza con la musica di frontiera americana, in un polveroso tex-mex che sembra parodiare i Calexico usando le facce da paraculo degli Stairs. Il quarto asso calato dai Black Manila è All for you. Ovvero il garage come era stato registrato all’anagrafe di New York da Jonathan Richman e Lou Reed. Dura un quarto d’ora, ovvero due volte la durata di una scopata dell’italiano medio. Ma la sorpresa più amara arriva solo a eiaculazione avvenuta. Ovvero quando i Black Manila annunciano con le loro facce da schiaffi, che si sono sciolti. Lo spirito beffardo del Natale. (Franco Dimauro)