Lunedì, 21 Aprile 2014

Recensione: The See See - Days, Nights & Late Morning Lights (2014)

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Capita molto, molto di rado che la Sundazed si complichi la vita mettendo sotto contratto una band contemporanea (gli unici a venirmi in mente sono gli Straitjackets) licenziandone la produzione per il suo pubblico di ultra-fedelissimi amanti dell’old-music. Devono dunque essere oltremodo orgogliosi i cinque ragazzi inglesi che rispondono al nome di See See, di essere approdati con questa uscita che raccoglie il meglio della loro produzione nel prestigioso catalogo della Sundazed dei coniugi Irwin e di potersi fregiare della firma di Sid Griffin in calce alle note di copertina di Days, Nights & Late Morning Lights, dopo aver ricevuto attestati di elogio da parte di gente come Jack White e Anton Newcombes. Una galleria satura di gas folk-rock anni Sessanta (Byrds, Buffalo Springfield, Simon & Garfunkel, George Harrison, Kinks) speziati con i ricordi dell’ indie rock inglese di stampo Creation (non a caso Pete Astor è stato l’insegnante personale di Pete Greenwood) e le visioni espanse della psichedelia mod(erna) di Stone Roses, La‘s, Teenage Fanclub o Zutons. O, se vi viene più facile, una versione da spiaggia dei Jesus and Mary Chain (ascoltare per credere una roba tipo Mary Soul). Organetto, chitarre luccicanti, arie West-Coast, luccichii folkedelici, intrecci paradisiaci di voci e arpeggi semiacustici. Insomma, quel che basta per essere definiti un trionfo di banalità oppure l’ ennesima nuova stella della psichedelia britannica. (Franco Dimauro)

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