Giovedì, 3 Luglio 2014

Recensione: LOC17 - Sixex (2014)

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Un suono quadrangolare incalzante e post-industriale, leggermente contaminato dall’elettronica, si sviluppa lungo le otto essenziali tracce del debutto dei siciliani Loc17. Otto canzoni improntate al baccano metallico e alle abrasioni ritmiche della new wave più eccentrica e del math rock meno austero. Parafrasando essi stessi potremmo dire che i Loc 17 provano a “quadrare il cerchio” tra certo post-punk inglese (Joy Division, Gang of Four, Wire, Bauhaus) e il noise americano degli anni Novanta (Shellac, Don Caballero, Helmet, Bitch Magnet, Polvo). Basso-chitarra-batteria sono martoriati in maniera propulsiva e pressante mentre il ruolo della voce solista è quella di conferire un’ impronta teatrale e, a tratti, caricaturale (assecondando il tono beffardo delle liriche) al tutto, smussando i molti spigoli che gli strumenti disegnano con ortogonalità ferrea e gagliarda. Come l’ultimo plotone nazista in cerca di un ultimo ebreo da ammazzare. Con una folle risata immersa nel rumore di un cingolato che schiaccia cumuli di ossa. Poi tutto si spegne. Come l’amore. (Franco Dimauro)



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