Mercoledì, 15 Aprile 2015

Recensione: The Bluebeaters - Everybody knows (2015)

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Stavolta metto il mi piace. Che, per un post dei Bluebeaters non era mai successo. E non credo sia dovuto esclusivamente alla nostalgia d’estate che quest’umido inverno ha portato nel mio cuore e al confortevole senso di calore caraibico che il bluebeat riesce a infondere. Usciti fuori dal cono d’ombra della “Palma”, i Bluebeaters ridanno verve a un’avventura musicale che dagli entusiasmi iniziali si era via via adagiata sul fin troppo facile e scontato trucco della cover stucchevole in salsa caraibica (Messico e Nuvole, Testarda io, Tutta mia la città, Per una lira, Il cuore è uno zingaro e via banalizzando). Un’operazione nostalgia del tutto superflua dal punto di vista artistico ma molto funzionale per modulare il gusto del pubblico, notoriamente permeabile all’effetto deja vu. Everybody knows riporta indietro la storia dei Bluebeaters a quell’energico e furbetto bluebeat del disco d’esordio, tornando a cimentarsi con un repertorio meno banale e fabbricando sul bagnasciuga delle spiagge giamaicane piccoli castelli di sabbia che hanno le sagome familiari di Teenage Kicks, Hungry Heart, Girlfriend in a coma, Glad, The Model, Roll with it. Portandoci in dono il buonumore e qualche raggio di sole. E una faccia a skacchièra. (Franco Dimauro)



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