Mercoledì, 22 Luglio 2015

La Tarma: il ritorno in scena con un EP di cover suggestive (intervista)

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Si ripercorre la storia con questo nuovo EP de La Tarma dal titolo emblematico: 4 Pezzi Facili. Cantautrice e poliedrica artista che dell’immagine e del colore ha sicuramente fatto strumento di carattere e riconoscibilità. Dall’esordio di inediti intitolato Antitarma a oggi con questo nuovo lavoro di cover con soli 4 brani in distribuzione digitale e prodotto da SRI/Neurosen in cui La Tarma sceglie quattro grandi capisaldi della discografia italiana e non solo rivisitandone gli arrangiamenti con un occhio decisamente attuale e prepotentemente digitale. Interessantissima operazione che mostra come, i testi di allora, oggi acquistano una nuova veste, fatta di cronaca e di discriminazione, fatta di denuncia e di violenza. Non più l’amore di Fidenco quando cantava Legata a un granello di sabbia bensì lo stalking piuttosto che l’omofobia. Bella mostra d’arte di come le parole giocano nel tempo, di come certe grandi canzoni vivono di luce vivissima anche a distanza di 50 anni.

Intervista a La Tarma di Alessandro Riva
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La Tarma e la nuova scena indie. Guardati attorno. Cosa vedi?
Non ho un grande talento per capire quello che mi circonda, chi mi conosce personalmente lo sa. Se mi guardo intorno vedo un reticolo di possibilità del libero arbitrio e cause di forza maggiore che muovono gli esseri come i burattini semi-umanizzati in Cosa sono le nuvole di Pasolini. O come i fili luminescenti del destino che escono dallo stomaco delle persone in Donnie Darko. Non so se ho risposto alla tua domanda.

In “Zenone” cantavi la inevitabile propensione ai mutamenti. Con questo EP che mutamento stai accompagnando?
Un mutamento di sound verso quello che mi corrisponde di più: batterie elettroniche asciutte, tastiere e archi a profusione, la voce in primo piano. Un linguaggio più sintetico ma più solido rispetto a quello precedentemente adottato.

In questi “4 Pezzi Facili” dove ti ritroviamo? In quale di questi si nascondono tracce personali di te?
L’unico brano per me legato a un ricordo è Legata a un granello di sabbia, che ascoltavo da piccola. Ma ho trovato grande empatia anche con We’ll meet again.

Ma la scelta di fare 4 cover del passato è anche per stimolare un ritorno a quel tempo? Come dire: ascoltate cosa vuol dire “una grande canzone”?
No, nessuna ambizione di ammaestramento morale dietro questa scelta. Odio gli intenti pedagogici.

Secondo te oggi usciranno canzoni che tra 50 anni qualcuno sentirà ancora il bisogno di raccontare?
Me lo auguro.

Inevitabile chiederti che seguito avrà questo EP. Dopo “Antitarma” a quando il secondo disco di inediti?
Presto, nel 2016, con probabile anticipazione di qualche contenuto già a fine 2015.

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