Lunedì, 28 Settembre 2015

Ascoltando il disco de Il Boom non servono troppe parole (intervista)

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Esplosione di gioia, sicuramente. Ma anche tantissima passione che pulsa e si fa strada lacerando le pareti dei contenitori a tenuta stagna. Firme didascaliche e di rispetto accademico. Di questo disco ne avevamo già parlato e come preannunciato Alessandro Riva si è seduto a rubare qualche chiacchiera con Eugenio Ciuccetti e Raffaele Rinciari de Il Boom che tanto hanno avuto da dire. Un bel disco di condivisione, quando la contaminazione parte da noi stessi e non sempre occorre girare il mondo. Buona lettura.

Intervista a Eugenio Ciuccetti e Raffaele Rinciari de Il Boom di Alessandro Riva
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Swing e musica d’autore? Che incontro è stato?
L’incontro di musicisti navigati che da tanti anni vivono di jazz con un autore che viene dalla poesia. Due percorsi apparentemente lontani ma che hanno immediatamente trovato un linguaggio comune capace di valorizzare entrambi.

Incontro artistico che avete paragonato a un’esplosione, appunto “Il Boom”. Come mai è accaduto questo?
La nostra collaborazione, in fondo, è nata da pochissimo tempo ma evidentemente, anche senza saperlo, le note degli uni stavano cercando le parole dell’altro e viceversa. La sintonia creativa è apparsa subito evidente e ne è nato “Così come ci viene”, un disco spontaneo, genuino, vero.

Facendo proprio riferimento al vostro “incontro” nato dalla passione: secondo voi la musica può nascere in qualche modo dalla ragione?
Come in tutte le forme d’arte anche nella musica esiste una parte di ispirazione e creatività e insieme una parte di studio, di ricerca, di metodo, di disciplina. La passione e la spontaneità però restano la base di tutto, ciò che rende la musica un bisogno primario.

Dopo il singolo “Jazz Club”, che ha aperto le danze, che storia è stata tirando delle somme?
Così come ci viene e il singolo “Jazz Club” sono lavori di cui siamo molto orgogliosi. Un debutto che certamente ci rappresenta per quello che siamo. Detto questo, ovviamente, l’obiettivo è quello di alzare costantemente il livello qualitativo della nostra musica, prestando sempre maggior attenzione ai dettagli e continuando a sperimentare strade nuove.

La musica oggi. Una nazione invasa dal pop commerciale e da tutti i surrogati popolari. Il vostro swing che spazio pretendeva e quale invece ha ottenuto?
È ancora presto per fare dei bilanci definitivi. Il primo impatto con la critica e il pubblico è stato ottimo. Molta curiosità, anche da parte dei giovani, e tante lodi. Dopodiché la sfida è quella di riuscire a consolidarsi nel tempo, trasformandosi da simpatico divertissement a concreta realtà della musica italiana. Lo spazio, secondo noi, c’è. L’industria discografica oggi propone soprattutto prodotti molto commerciali ma questo non significa che tra la gente, anche nelle nuove generazioni, non ci sia un crescente bisogno di ascoltare qualcosa di diverso e riscoprire la musica con la M maiuscola.

Il Boom sta guardando a future “esplosioni” di creatività?
La creatività non è certo la cosa che ci manca. Stiamo già lavorando a tantissimi nuovi brani e le idee continuano a sgorgare in modo quasi incontenibile. Non bisogna avere fretta però. Ogni passo a suo tempo. Nelle prossime settimane intanto gireremo un nuovo videoclip (del brano Meravigliosi dettagli preziosi) che sarà davvero una bella sorpresa. E poi, naturalmente, continuano le date live.



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