Martedì, 27 Ottobre 2015

Intervista ai Casablanca: musica rock, musica viscerale.

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La scena è quella che vi abbiamo raccontato già nella recensione. Il disco ormai si fa consumare su più fronti. L’esordio di questo nuovo marchio, i Casablanca, piace per la fresca energia e quella scarsa coerenza con i cliché, anche se poi di cliché ce ne sono tanti ma tutti rigorosamente inseriti con gusto. Rifiutano etichette, fanno bene, rifiutano standard di produzione ma soprattutto rifiutano la catalogazione. La musica viaggia oltre i riferimenti conosciuto, attingendo da questi continua linfa vitale per le ispirazioni. Quella che segue è una bella chiacchierata con Max Zanotti dei Casablanca. Buona lettura.

Intervista ai Casablanca di Alessandro Riva
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Dai Rezophonic ai Green Day. Qual è la vostra collocazione?
Sicuramente rock, ma non c’entriamo niente sia con i Rezophonic né con i Green day. È musica più viscerale, secondo noi.

Casablanca. Come mai questo nome? Rivoluzione di sé o del modo di concepire la vita?
Perchè sapeva di cinematografia, di arte, di eleganza e ci piaceva come suonava la parola stessa. Non è sicuramente legato alla fama di cui alludi e alla voglia di stupire.

E tornando al vostro nome che poi è anche il titolo del disco: la vostra musica cerca una rivoluzione? Quale?
Vogliamo solo fare le cose come crediamo sia giusto fare. Prendendoci i tempi per maturare soluzioni non temporanee. La rivoluzione è qualcosa di importante, non ci prendiamo così troppo sul serio. Vorremmo scrivere dischi perché abbiamo qualcosa da dire e non perché dobbiamo per forza dire qualcosa.

Ci sono brani di spiccata estrazione americana, altri inglesi, altri italiani. Ma la radice di tutto qual è? Dove la collochiamo?
È il nostro background musicale che viene fuori, gli ascolti di una vita. La cosa più difficile è avere comunque un filo, anche sottile che unisce il tutto. L’italia è l’unico Paese con una storia importante che non esporta musica nel mondo. Non parlo della musica leggera o della lirica, quello è costume.

E a parte il resto del mondo, dalla nostra Italia che cosa avete rubato?
La lingua, ma quella era già nostra….



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