Martedì, 24 Novembre 2015

Come funziona la musica? La risposta di Teho Teardo

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Altro musicista, stessa domanda. Per questo quarto appuntamento con “Come funziona la musica?” abbiamo interpellato Teho Teardo musicista e compositore italiano noto per le sua estesa e interessante produzione musicale (Meathead, Here, Matera…) nonché per le sue collaborazioni con Blixa Bargeld, Erik Friedlander, Elio Germano, Guido Chiesa, Paolo Sorrentino, Andrea Molaioli, Daniele Vicari e tantissimi altri ancora. La risposta che segue mette in luce un Teho Teardo decisamente ottimista e fiducioso. Buona lettura.

Come funziona la musica? La risposta di Teho Teardo
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Parafrasando il titolo del libro di David Byrne e tenendo conto della tua personale esperienza, come funziona la musica oggi e quali sono le prospettive, soprattutto in Italia, per chi come te ha intrapreso questo mestiere da molti anni e per chi si appresta a farlo?

Ora i musicisti non hanno più scuse: non essendoci quasi più label in giro, non possono più lamentarsi con nessuno se le cose non vanno come vorrebbero. Ora si è soli davanti al mondo e ci si deve prendere tutte le responsabilità. Tutto ciò mi garba molto. Il momento che stiamo vivendo non è nemmeno più favorevole alla vendita dei dischi, pare non interessino più, almeno non nella misura in cui eravamo abituati pochi anni fa. E così, proprio ora ho pensato di mettere in piedi la mia etichetta per pubblicare i miei dischi. Proprio quando non li comprano più. Mica possiamo farne a meno?

C’è qualcosa che va al di là dei formati, di internet, delle chiacchiere ed è la musica. C’è sempre stata, anche prima dei dischi e continuerà a essere fondamentale produrne ancora, di qualità altissima esattamente quanto sarà ancora fondamentale poterne ascoltare. E che sia bella davvero, che racconti questo tempo come solo la musica può fare. Vivo di musica e con questa mantengo la mia famiglia e così a volte rimango un po’ perplesso quando ricevo richieste da sconosciuti che pretendono addirittura gli invii mp3 solo perché non li trovano in rete. Ti senti calpestato e ignorato nonostante si chieda di te, della tua musica. È una contraddizione gigantesca ma è una di quelle che caratterizza questi tempi.

Mi viene sempre in mente una frase che ho letto in un album degli Swans: non mettere questa musica in rete, c’è voluto tanto lavoro, sudore e fatica per produrre questo disco… In sintesi, se nessuno lo compra e tutti lo mettono in rete gli Swans non avranno più risorse per farne un altro e noi tutti ci priveremo della gioia di ascoltare che ne pensano del mondo attraverso la loro musica. È per questo che sono fiducioso e ottimista.

Teho Teardo

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