Venerdì, 9 Dicembre 2016

Come funziona la musica? La risposta di Edda

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Ci risiamo: come funziona la musica? A risponderci questa volta è Stefano Rampoldi, in arte Edda, cantautore milanese di talento e naturalmente controcorrente, conosciuto per essere stato la voce dei Ritmo Tribale ma soprattutto per i suoi splendidi lavori da solista quali Semper Biot (2009), Odio i Vivi (2012) e Stavolta come mi ammazzerai? (2014).

Ci ha risposto subito e senza peli sulla lingua, rivelando ancora una volta il suo carattere di uomo nonché artista schietto, sincero e appassionato. E noi che da queste parti lo abbiamo sempre amato e seguito per quel suo mix di genio e sregolatezza, non possiamo che consigliarvi di leggere questa sua considerazione sulla musica e sul mestiere di musicista, in attesa che arrivi il suo nuovo e imminente album in studio. Buona lettura. (La redazione)

Come funziona la musica? La risposta di Edda
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Parafrasando il titolo del libro di David Byrne e tenendo conto della tua personale esperienza, come funziona la musica oggi e quali sono le prospettive, soprattutto in Italia, per chi come te ha intrapreso questo mestiere da molti anni e per chi si appresta a farlo?

Come funziona la musica oggi? Quali sono le prospettive per chi fa questo mestiere e consigli per i principianti? Guarda proprio qualche ora fa mi ha telefonato la Manpower per chiedermi se so guidare un autotreno. Nonostante abbia la patente per farlo la risposta è stata ovviamente: no! Non so guidarlo però se volete so fare i ponteggi.

Per rispondere invece alla tua domanda mi viene in mente una cosa che disse Manuel Agnelli e poi un’altra detta da De Andr√©. Secondo Manuel la musica non pu√≤ essere un secondo mestiere, ti devi buttare con tutte le tue forze e sperare che i freni della bicicletta tengano la discesa. Il secondo invece diceva che si era comprato un appezzamento di terra e andava a fare l’agricoltore perch√© per lui √® meglio quando la musica non diventa un mestiere. Io che invece le cose le faccio sempre a cazzo posso dirti che hanno ragione tutti e due (sempre ammesso che abbiano detto queste cose).

Nel mio caso o lavoravo dodici ore sui ponteggi o facevo musica. Ho scelto la musica e non passa giorno che non mi disperi per questa scelta scellerata. Sono due anni che non prendo uno stipendio in perfetto trend con molti italiani (il momento è favorevole per gay e sedicenti artisti). Ci vuole molto coraggio, e sperare che nel tuo karma ci sia scritta la parola musica.

Una cosa √® certa, chi fa musica √® un gran benefattore dell’umanit√†. Pensate a tutte le volte che avete fatto l’amore ascoltando una canzone. Oppure quando siete sotto la doccia e vi massaggiate per bene le palle e siete felici e vi viene voglia di cantare. Ecco se rientrate in questi canoni allora vuol dire che siete pronti per fare questo mestiere. Il resto √® solo narcisismo, in tal caso ben venga l’autotreno.

Maschiamente vostro, la vostra cara Edda.

Edda

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Il videoclip di Odio i Vivi