Sabato, 1 Luglio 2017

Le Rivoltelle - Play & Replay, 2017 | Recensione

le-rivoltelle-plug-and-play.jpg
Non posso che essere sincero. Non amo particolarmente questi progetti che agli inediti mescolano cover con una qualche filosofia dietro. Ma questo è un punto di vista assai personale e lascia il tempo che trova. Perché il nuovo disco de Le Rivoltelle fa proprio questo e il suo ascolto non è che mi abbia entusiasmato particolarmente.

Si intitola Play & Replay e non ci sono grandi novità sul fronte occidentale. Di sicuro non ci sono delusioni e questo è un punto di assoluta conferma di qualità e di spessore per le rocker calabresi. Un disco che mescola inediti della carriera della band con la storia musicale italiana sfoggiando omaggi classici rivisitati e ridisegnati in chiave ovviamente rock.

Non è cosa facile e scontata quella di dare dinamiche e distorsioni a una canzone di Fabrizio De Andrè (nello specifico troviamo Un giudice) oppure alla perenne luna di Buscaglione, o all’amore malinconico di Cocciante, o addirittura la famosissima Bang Bang di Nancy Sinatra (be’, insomma, questa si che si presta a ogni tipo di salsa).

Non è cosa facile e devo dire che qui viene fuori alla grande non solo il mestiere ma anche una personalità forte e consolidata prima come artiste e poi come insieme. Credo che al di là della bellezza o meno, della funzionalità o meno del progetto, lo scopo di questo disco (almeno ciò che mi arriva) è proprio il voler mostrare come nel tempo la band abbia raggiunto un equilibrio che possa parlare con facilità la sua lingua, personale e riconoscibile, per qualsiasi brano si voglia, di qualsiasi genere e di qualsiasi tempo.

Visto sotto questa chiave Play & Replay è sicuramente un lavoro interessante che non manca di stupire nonostante per 14 tracce abbia attuato una ricetta ormai non solo usata ma direi anche abusata. Non manca di stupire come dicevo perché alla qindicesima traccia, chiusura del disco, chissà come ma troviamo davvero il bellissimo soul di maniera, quello di gran gala, quello orchestrale guidato per mano dal pianoforte.

E il brano è Fratello Sole e Sorella Luna. E io questa mossa, ardita, meravigliosamente riuscita e inevitabilmente efficace, da Le Rivoltelle e soprattutto da chi mi presenta un disco simile, non me la sarei mai aspettata. Tanto di cappello alla versatilità e alla meraviglia. Ultimo cenno agli inediti del disco: e qui purtroppo torna prepotente quel pop che si maschera di rock ma che poco gli riesce. Mentre la rabbia che “vomitano” le nostre, quella sì che è rock. (Alessandro Riva)