Giovedì, 15 Febbraio 2018

Il ritorno della vocalist jazz Carla Marcotulli con il nuovo album Love is the sound of surprise | News

Carla Marcotulli
Il 9 febbraio scorso è stato pubblicato su Parco della Musica Records Love is the sound of surprise, il nuovo album di Carla Marcotulli, una delle vocalist jazz più apprezzate in Italia.

Love is the sound of surprise arriva a distanza di dieci anni dal suo ultimo progetto discografico, disco con il quale la musicista racconta dodici storie attraverso 12 canzoni da lei interpretate e arrangiate da Dick Halligan, suo collaboratore di lungo corso, celebre per essere stato il fondatore della band jazz rock Blood, Sweat & Tears.

Alla realizzazione dell’album hanno collaborato grandi musicisti, oltre a Dick Halligan al pianoforte e tastiere (sostituito in due tracce da Greg Burke e in una da Gilda Buttà), troviamo anche Bruce Ditmans alla batteria, Antonio Leofreddi alla viola, Sandro Gibellini alla chitarra, Marco Siniscalco al basso, Giovanni Tommaso e Stefano Cantarano al contrabbasso, Pietro Tonolo al sax soprano, Giancarlo Maurino al tenore, Rossano Emili al baritono, Aldo Bassi alla tromba, Mario Corvini e Stan Adam al trombone e Israel Varela alle percussioni.

I brani sono tutti originali tranne lo standard God Bless the Child, uno spontaneo omaggio alla cantante più amata dalla Marcotulli, le parole di Io sono nessuno sono tratte da una poesia di Emily Dickinson, a cui si ispira anche il brano Io canto.

Vado di fretta è scritta insieme a Paolo Pietrangeli sulle musiche di Sandro Gibellini. Gretchen am Spinnrade è un brano ispirato a un lied di Schubert, una marcia funebre in stile swing con finale a sorpresa.

L’ultima traccia Needless to say, che nasce da un testo di Greg Burke e che si avvale del suo accompagnamento al pianoforte, chiude Love is the sound of surprise con una libera improvvisazione.

“Questo disco è quello che a oggi più mi rappresenta e racconta la mia storia musicale come cerco di fare anche con i miei disegni. L’illustrazione della copertina, restituisce la mia idea di jazz e di musica: viva, metropolitana, colorata, sempre aperta all’incontro e in viaggio.” (Carla Marcotulli)

Le canzoni sono arrangiate ed eseguite in varie formazioni, dal duo al trio a formazioni più estese. (La redazione)