Martedì, 6 Marzo 2018

The Laissez Fairs - Empire of Mars, 2018 | Recensione | Streaming

The Laissez Fairs
La musica dei Laissez Fairs potrebbe essere descritta come una “doccia psichedelica”. Il suono carico di colori della band di Las Vegas è infatti una autentica psichedelia a cascata che investe l’ascoltatore in verticale, scaraventandogli addosso una cataratta di gemme rifrangenti talmente intensa da stordirlo.

La prima metà del loro nuovo disco abbonda di questa sua peculiarità, con uno sperpero di effettistica e una equalizzazione sui volumi che tende a mettere in primo piano l’intera strumentazione e ad esaltare le frequenze alte, creando un effetto di straniamento che potrebbe rovinare il PH a chi non è avvezzo a questi tipi di bagni acidi, che ricordano molto quelli dei pregiati centri benessere inglesi (Beatles, Who, Creation, Robyn Hitchcock, Dukes of Stratosphear).

Del resto è però anche vero che quando la pioggia si placa e la musica dei Laissez Fairs si denuda, molta della magia evapora, a dimostrazione di quanto il frastuono e l’intricata foresta psichedelica sia funzionale e necessaria al loro concetto di “viaggio” alienante, di quanto lo sgargiante vestito che è il loro marchio di fabbrica sia indispensabile a caratterizzare il corpo da cui viene coperto.

Però se vi sentite rigenerati dopo una doccia di riverberi, delay e altri ammennicoli psichedelici Empire of Mars, così come i due dischi che lo hanno preceduto, saprà portarvi nella dimensione extra-corporea che bramate di raggiungere. Magari, con un piccolo aiuto dagli amici… (Franco Dimauro)

Clicca qui e ascolta il disco mentre navighi