Martedì, 10 Luglio 2018

Fabio Curto - Rive, Volume 1, 2018 | Recensione

Fabio Curto
Gira del buon gospel, di quel soul nero americano, di quel blues di cotone fatto di metalliche resofoniche. Fabio Curto ha vinto The Voice of Italy nel 2015 e questo va detto per diritto di cronaca. Ma oserei pensare che con quel mondo glitterato della televisione non ha troppo a che fare.

Parliamo di anima nera, anima latina nel cuore e poi decisamente americana nell’apparire. Parliamo di una voce che forse dovrebbe sperimentare di più e che troppo si adagia su allori preziosi che madre natura gli ha concesso. Beato lui…

Una bellissima voce che inevitabilmente richiama, nell’estetica e poi anche negli arrangiamenti del disco, Zucchero dal fronte italiano e Springsteen da quello del resto del mondo. Esatto: Fabio Curto è capace di farci rivivere tutto questo e non solo. E i vertici sono ben celebrati se mettiamo su questo disco dal titolo Rive, Volume 1.

L’ascolto parte con una intro di vero blues e su questo tema si mantiene per sviluppare la bellissima Suona con me con tanto di sabbia del deserto che sembra arrivarti in faccia in un caldo torrido di questo Luglio. E poi il singolo portante, didascalico nei suoi cliché come si deve, con un bel video che ovviamente non poteva trasgredire alla ricetta: parliamo di Mi sento in orbita. E l’altro vertice? Quello americano? Be’, ascoltate la chiusa della tracklist affidata alla malinconia di un tramonto che c’è in Domenica e poi proviamo ad intavolare una discussione.

Fabio Curto ha potenti armi per colpire al cuore, ha grandi potenziali che per esempio mette in scena con movimenti assai unici come ad esempio la splendida L’airone che trovo essere il momento più alto del disco, sia per quel gusto ricercato di scrittura melodica e lirica, sia per quel certo modo di distanziarsi dai cliché purtroppo già famosi e che finiscono ahimè per eclissare tutto il resto.

Fabio Curto pubblica un disco che forse ha in se il valore di un passaggio, una rivoluzione, di un incipit a qualcosa che arriverà presto, sembra quasi un disco che sta cercando la strada giusta. Forse anche per questo il titolo porta scritto Volume 1. Aspetteremo per capire. Intanto, facciamo circolare del sano blues per le vene. (Alessandro Riva)