Giovedì, 19 Luglio 2018

Musita - S.T. - 2018 | Recensione

Musita
Un EP omonimo semplice e ispirato quello del duo elettropop denominato Musita, ovvero Ubaldo Schiavi al basso e alla produzione artistica e Laure Tarantini alla voce e alla seduzione. Eh sì, perché non sono tante le carte che si può giocare questo lavoro, e di certo la seduzione e il fascino sono una colonna portante. Un eros che sa sagomare la chiusa delle liriche e che sa dare spessore e una sensazione pulita ed efficace a ogni passaggio.

Laure Tarantini recita con mestiere quando occorre, mentre Ubaldo Schiavi dimostra di essere un musicista d’esperienza che guarda al futuro e che detta tempi e regole del gioco.

Un lavoro pop dal suono totalmente digitale, socievole e per molti tratti sociale. Un pop liquido dalle strutture sottili che non cercano affatto di accattivarsi il gusto dei teenager. Ciononostante i Musita con questi 5 inediti non hanno ancora tirato fuori la loro vera personalità.

Ai brani manca ancora qualcosa che li renda riconoscibili e che possa sorprendere l’ascoltatore. Una mancanza dovuta probabilmente dalla scelta di essere estremamente semplici e diretti, sia nei testi che negli arrangiamenti di ciascuna composizione.

E se dunque il progetto da una parte ha una fruibilità di massa, dall’altra purtroppo manca una soluzione originale in grado li lasciare il segno. A essere sinceri, anche dopo più ascolti, faccio difficoltà a ricordare, a trattenere e a riconoscere un ritornello o un motivo di questo disco.

Come antipasto, in previsione di un grande disco, direi che non è niente male. Ma non mi resta che attendere con con ansia la portata successiva. (Alessandro Riva)