Martedì, 9 Ottobre 2018

Herself - Rigel Playground, 2018 | Recensione

Herself - Rigel Playground, 2018 - Recensione
Ci sono dischi che arrivano più o meno violentemente con l’arrivo dell’autunno, dischi giusti che ti ricordano che la musica è e resterà sempre qualcosa (a discapito di tutta la musica di plastica che ascoltiamo ogni giorno). Questa volta parliamo di Herself e del suo Rigel Playground uscito per Urtovox che sembra non sbagliare mai un colpo.

Il sound è di quelli giusti, un folk pop moderno pieno di arrangiamenti e chicche studiati nei minimi dettagli, dove niente è lasciato al caso.

L’album, anticipato dal singolo The Beast of Love, è un viaggio introspettivo che sembra non concludersi mai, per bellezza, rarità e coraggio. Sì, perché per buttar fuori un disco così bello, oggi come oggi, ci vuole coraggio e audacia.

Le canzoni di questo nuovo lavoro proseguono sempre sulla stessa lunghezza d’onda del singolo, non sbagliano mai, non tergiversano più di tanto e non stancano, ma deliziano i timpani degli ascoltatori innalzando lo stesso Herself verso l’olimpo dei cantautori italiani o perlomeno verso l’olimpo dei dischi più belli di quest’anno (e magari pure del prossimo).

Rigel Playground sembra infatti uno di quei dischi fuori tempo massimo, che non credi nemmeno potesse uscire nel 2018 in Italia, qualcosa di così bello da non credere fino in fondo, come mi è successo con Persian Pelican.

In poche parole, questo è un album che si candida a diventare la colonna sonora dei miei prossimi ricordi, sogni e viaggi in macchina. Un disco da divorare, soprattutto con l’arrivo dell’autunno. (Lorenzo D’Antoni)