Venerdì, 2 Novembre 2018

The Lizard’s Invasion - INdipendence Time, 2018 | Recensione

The Lizards' Invasion - INdipendence Time, 2018 | Recensione
Un ascolto quasi rivoluzionario visti questi tempi di conformismo spietato, anche se poi questo debutto dei vicentini Lizard’s Invasion ricalca un cliché di un passato ormai lontano, quello in cui i concept album di stampo progressive erano una moda. Nonostante ciò, però, bisogna ammettere che ritrovare oggi questa soluzione vintage ha sempre il suo fascino.

Il disco autoprodotto si intitola INdipendence Time ed è un un viaggio distopico ed epico lungo sette tracce inedite dal chiaro stampo rock internazionale, con forti richiami alle belle melodie trascinanti e progressive, citiamo tanto gli Aerosmith quanto i Dream Theater, ma anche a un certo pop rock romantico anni ‘80.

Un lavoro dalle lievi e impercettibili sfumature trasgressive, come nel drumming di INsider o nelle pennellate di synth sfacciatamente anni ’70 che ritroviamo in INdestructible. E poi ancora ci sono brani che si appoggiano morbidi come nelle migliori ballate dei Train o quelle ricette di ritmo e sentimento che vengono fuori dai Nichelback.

Determinante in molti passaggi è il corollario stilistico che arriva dagli archi (immagino essere digitali e non reali) che chiudono il quadro nel più classico dei modi e, ovviamente, questo non significa banalità ma rispetto di una scuola che ha fatto grande il rock epico e progressivo di tutti i tempi. E devo ammettere che i Lyzard’s Invasion sanno benissimo come gestire questa grande eredità.

Non nego infine che di INdipendence Time mi ha incuriosito il tema portante in cui si immagina e si racconta un mondo dove l’umanità non è attanagliata dal bisogno di potere, di apparire, di supremazia, di possesso. Una storia di pura fantasia che diventa provocazione, attualità e speranza. Ma soprattutto musica. (Alessandro Riva)