Lunedì, 5 Novembre 2018

L’Etiope - Tutti i Successi, 2018 | Recensione

Vanarin
L’Etiope è un progetto artistico-musicale nato nel 2015 nella periferia di Milano. Il nome della band è un tributo a una famosa scena del film “Ecce Bombo” di Nanni Moretti, in cui l’Etiope è qualcuno dalle idee precise ma vane, che ha inutilmente ragione, qualcuno con cui “fare finta” per nascondere le proprie frustrazioni.

Il loro ultimo album intitolato Tutti i successi è un lungo viaggio nell’indie rock nostrano che si dimostra di gran lunga superiore a molti progetti finora conosciuti e ascoltati, gettando così ulteriore fuoco alla classica diatriba tra cantautori e chitarroni (il rock è morto?).

Il disco racchiude i primi due anni di lavori della band, dieci canzoni che attraversano le diverse fasi compositive del gruppo, andando a creare un’opera eclettica capace di spaziare da sonorità indie rock fino ad arrivare a ballate in lingua sarda, passando per il cantautorato e lo swing anni ’50.

È proprio questa una delle qualità intrinseche della band, ovvero, quella di poter saltare da un genere all’altro pur restando nella stessa scarpa, non diluendo la propria identità ed abbracciando mondi apparentemente diversi tra di loro.

Vestiti male è il primo singolo estratto dall’album, di cui è anche stato realizzato un videoclip per mano di Guido e Gianluca Tosi. I toni provocatori della band risultano essere il vero e proprio cavallo di Troia per conoscere a fondo il loro sound e la loro “faccia” migliore, senza però eccedere troppo e tediare l’ascoltatore con cose già trite e ritrite.

Il videoclip del brano sottolinea la voglia de L’Etiope di ironizzare sul tema, andando a creare un supereroe del “cattivo gusto” che ha il potere di rendere le persone meno legate alla classica estetica modaiola, facendo riscoprire drasticamente le comodità e la felicità del vestirsi male.

Il titolo a questo punto si può leggere anche come un imperativo, codice deontologico di una rivoluzione tutta basata sull’utilizzo dell’armadio. In conclusione l’Etiope detiene già una forte identità ed una considerazione molto alta dei propri mezzi ed è questo che più ci è piaciuto e che vorremmo trasmettere, conoscere sé stessi non è mai troppo facile, ma questi ragazzi sicuramente ce la stanno mettendo tutta. Un disco molto apprezzato. (Renzo De Tomis)