Giovedì, 29 Novembre 2018

Stona - Storia di un equilibrista, 2018 | Recensione

Stona - Storia di un equilibrista
Sono sincero: quando ho letto della produzione artistica di Guido Guglielminetti ho subito pensato che doveva essere un grande disco. E lo stupore dei suoni per niente banali si unisce un poco alla difficoltà di intesa e empatia con la scrittura di questo nuovo lavoro di Stona che si intitola Storia di un equilibrista.

Certamente parliamo di un lavoro di qualità dove a disegnare gli arrangiamenti sono professionisti della musica. Dirvi però che l’ascolto di questi 10 inediti sia scorrevole ed entusiasmante non mi è facile, come invece avrei voluto e sperato.

Tuttavia, ci sono alcune cose che ho apprezzato come le linee di basso che ti prendono per mano fin dalle prime note della title track, come pure certi riferimenti alla canzone d’autore italiana sparsi qua e là nel disco. In particolare sottolineo quel Lucio Dalla, in bilico tra analogico e digitale, che ritrovo nel brano L’agio del naufragio, che il nostro canta in coppia con Chiara Ragnini: forse uno dei momenti più alti dell’album. L’altro momento invece è la chiusa affidata alla semplicità di Santa pazienza che nella struttura musicale fa pensare a Francesco De Gregori mentre nelle scrittura lirica riporta alla mente Ivano Fossati.

Per il resto Storia di un equilibrista è un album che si diverte a giocare con le parole attraverso le quali Stona racconta vicende che, come sempre accade oggi, tendono a essere personali più che appartenere d’ufficio a tutti. E forse è questa la mancanza di intesa di cui vi dicevo a inizio recensione: non aver trovato in nessuna delle canzoni il carattere “popolare” che mi aspettavo, dove ognuno non deve inventarsi (a volte forzatamente) un posto tutto suo, ma se lo ritrova assegnato in automatico e in modo assai naturale. (Alessandro Riva)