Venerdì, 25 Gennaio 2019

Gemini 4 - S.T. - 2019 | Recensione | Streaming

Gemini 4 - S.T. - 2019 | Recensione | Streaming
Ogni volta che ci si approccia a un nuovo album si cerca sempre qualcosa di familiare, quasi inconsciamente, per poter dire “Sì, assomigliano a loro”, per poi poter esprimere un giudizio positivo o negativo e andare direttamente avanti (o premere il famigerato pulsante “Stop”). Quando però arriva un album totalmente diverso da ciò che ti aspettavi, la propria mente e le proprie orecchie vanno in tilt e per la maggior parte delle volte “esultano e godono” pure abbastanza, ed è questo quanto mi è capitato con l’ascolto di Gemini 4, progetto di Hugo Race (Dirtmusic, ex-Bad Seeds) e Michelangelo Russo (The True Spirit).

Un disco difficile e non per tutti, per carità, che farà sicuramente storcere il naso a qualcuno che non capirà la sua vera essenza, ma Gemini 4 è un viaggio senza sosta in cui riposare, abbandonandosi alle scie sonore che il disco traccia.

Le atmosfere cupe e sognanti allo stesso momento identificano una contraddizione sonora che non è per niente male, dove tutto sembra essere al proprio posto, anche se il flusso di coscienza musicale propone una libertà creativa opposta all’ordine e alla metodicità.

Gemini 4 è un disco da apprezzare lentamente quasi come si stesse sorseggiando un ottimo liquore fatto in casa, senza esagerare e senza far tutto di fretta, per poter godere della magia di cui è contaminata ogni singola nota.

Una volta premuto il tasto play sarà difficile poter tornare indietro e di questo ne siamo contenti perché, tutto sommato, la musica è anche questo, non semplice intrattenimento superficiale ma una vera e propria scoperta intima, da custodire nei momenti più bui e soli, per potersi immaginare qualcun altro o qualcos’altro, come hanno fatto Hugo Race e Michelangelo Russo con Gemini 4: un viaggio spaziale alla ricerca di sé stessi, che non avrà mai fine. (Lorenzo D’Antoni)

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