Martedì, 16 Luglio 2019

Eleviole? - Dove non si tocca, 2019 | Recensione

Eleviole? - Dove non si tocca, 2019 | Recensione
Artista davvero raffinata e popolare nel senso più sociale del termine. Se pensiamo che in passato ha attraversato l’Italia in autostop per farne un documentario per Bonsai Tv e con la regia di Fabio Luongo! Sfoglio quindi con piacere il nuovo lavoro di Eleonora Tosca che in arte si presenta con il moniker Eleviole? come a domandarsi dov’è finita la fanciullesca età. E per restare in tema il disco lo titola Dove non si tocca, ovvero dove smette di comandare la ragione e la razionalità e prende posto solo la fantasia e l’istinto, peculiarità proprio dell’età fanciulla.

E la sua voce rema a favore con quel magico equilibrio tra pop italiano e incanto francese di piccole cose… che poi questo disco mi rimanda molto al fascino delle piccole cose, forse proprio per i temi trattati sempre con molto pudore ed eleganza, forse proprio per questa voce sottile e ricca di incanto, forse per un’elettronica che non cerca mai l’invasione di campo ma resta sempre ai confini, sempre e solo per completare e mai per comandare e decidere.

Dove non si tocca è un disco figlio di questa generazione di cantautori digitali, ma qui troviamo che i veri protagonisti sono anche suoni giocattolo come i toy piano, l’ukulele, ma anche qualcosa come il violino che con l’incanto ci sta benissimo… l’introduzione di Tu che non mi manchi più è emblematica in tal senso, teletrasporto immediato in un bosco di fiori colorati… e pensate che il tema e le parole usate - “io che mi sono persa in un oceano di dolore” a esempio - non riescono a scalfire minimamente il disegno favolistico che arriva dai suoni… e non capisco bene se questo sia un bene o un male.

Bella ed emozionante il singolo Tanti auguri dal quale mi sarei aspettato un video più in linea di questo che troviamo in rete dai toni decisamente pop standard… un po’ come la copertina di questo lavoro, disegnata a mano, raffigurante un gatto sopra i tetti ed una strada che fa zig zag. Notate come l’elettronica di questo brano, tanto per restare in tema, sia davvero un compendio e, ripeto perché è un punto assolutamente caratterizzante, non ha la forza di farci pensare ad un disco indie pop e non ha minimamente scopo e voglia di levar potere visionario alla voce della nostra Tosca.

Segno di una produzione assai coerente e decisa. Bellissima anche Caro Vittorio, brano di chiusura che Eleviole? dedica ad un gatto (forse il soggetto della copertina), che in parallelo narra la vita di un uomo chiamato Vittorio… perfetto connubio tra elettronica, incanto, sospensione pop e quell’aria di viaggio che rende poetica e sognante la voce e le liriche di Eleonora Tosca. Davvero un ascolto pulito, sobrio. E tanto per chiudere tornando a parlare di eventi sociali, questo lavoro è stato presentato con un bel road movie in cui la nostra cantautrice si fa protagonista e voce narrante di un viaggio in bicicletta tra Oporto e Finisterre. Insomma: c’è tanta bellezza nel nuovo disco di Eleonora Tosca. (Alessandro Riva)