Martedì, 16 Luglio 2019

Fast Animals and Slow Kids - Animali notturni, 2019 | Recensione

Massimo Volume
I Fast Animals and Slow Kids sono cresciuti. La band di Perugia nata nel 2008, dopo i successi dei tre precedenti album (Cavalli 2011, Hybris 2013, Alaska 2014 e Forse non è la felicità 2017) e di un EP (Questo è un cioccolatino, 2010), il 10 maggio sorso ha pubblicato Animali notturni.

Dopo le pubblicazioni indipendenti, da Circus Iceforeveryone Records degli Zen Circus per Cavalli a Woodworm Label per tutte le altre, questa volta i Fast Animals and Slow Kids approdano alla Warner Music Italy. Un premio all’umiltà, alla forza di volontà e al talento di una delle band più interessanti della musica rock italiana.

I FASK non sono passati per i talent ma sono cresciuti e si sono fatti notare nel modo più tradizionale, macinando chilometri in giro per l’Italia per far conoscere la propria musica e i propri pensieri. Prima hanno colpito Andrea Appino, frontman degli Zen Circus e ora hanno convinto una major.

Animali notturni è un album di 11 brani nei quali Aimone Romizzi, frontman e percussionista, urla come sempre quello che pensa, descrive il cambiamento personale e l’evoluzione della band che cerca di liberarsi dall’influenza punk che li ha contraddistinti in precedenza.

La crescita dei FASK è chiara fin da subito: il testo della title track infatti è un esplicito riferimento
al mutare delle amicizie con le vite di ognuno, seguita da Cinema che svela una necessità di crescere, mentre Novecento, questa necessità è al fianco di qualcuno.

Rispetto ai precedenti lavori, si avverte l'influenza della produzione di Matteo Cantaluppi, che ha trasformato una band come Thegiornalisti in ruvida rock band a una più orecchiabile pop. Ma la voce di Aimone e la musica dei FASK restano sempre quelle caratteristiche, potenti alte e a volte drammatiche nell’esprimere i propri pensieri.

L’orecchio tuttavia non si fa ingannare, intervento che Cantaluppi ha portato nella band di Paradiso appare evidente anche in Animali notturni. Canzoni Tristi lascia pochi dubbi in questo senso ed è anche quella che rappresenta meglio il cambiamento dei FASK, sia sotto l’aspetto personale che professionale.

Che sia stato per la presenza di Cantaluppi o no, Animali notturni trova dei FASK nuovi nella composizione della musica, meno spigolosa e dei testi una dimensione più profonda. Un
cambiamento che si può avvertire in brani come L’urlo, Dritto al cuore e Non potrei mai.

Ma i fan della prima ora della band perugina non si allarmino: i FASK restano quelli di sempre, con
una musica forte suonata energicamente da Guercini, Gigliotti e Mingoli e con dei testi diretti ed espliciti espressi e interpretati nel modo con il quale Aimone Romizzi si è fatto conoscere e apprezzare dal suo pubblico. (Alessandro da Rin Betta)

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