Martedì, 29 Ottobre 2019

Newdress - LEIcontroLEI, 2019 | Recensione

Newdress - LEIcontroLEI, 2019
Un ascolto davvero interessante e gustoso quello che mi viene regalato dalla formazione bresciana dei Newdress che vive di buona salute attorno alle figure emblematiche di Stefano Marzoli e Jordan Vianello.

Newdress che tornano oggi in grandissima forma con questo LEIcontroLEI, 10 inediti di new wave perfettamente ripescato dagli anni ’80 e ’90, una scrittura di grandissima ispirazione soprattutto sul piano melodico.

Brani come L’alieno e la bambina o anche l’apertura Vacanza dark con questo inciso di synth che crea dinamiche importanti o gli effetti urban dannati di Freelove Dating che quasi mi riconducono al più leggero krautrock di anni andati, mi lasciano una sensazione accattivante ma per niente spregiudicata e presuntuosamente impegnate in finte rivoluzioni.

Conoscono la scuola da cui provengono e la sanno celebrare con personalità. Spettrale e rabbiosa Joyce, dedicata a Joyce Lussu, canzone partigiana, di sacrifici, canzone di nebbia per alcune sfumature di scenari che lascia intravedere. Ed è proprio alle donne della storia passata e contemporanea che si ispira questo disco, donne della storia e della politica ma anche donne dello spettacolo e icone della spiritualità.

Ma la donna come l’uomo è anche portatrice di futuro come sta accadendo a Greta Thunberg o paladina di grandi orrori come “la saponificatrice di Correggio”. Ben dosati gli arrangiamenti che reggono la coerenza di stile e al tempo stesso non annoiano pur ripetendosi in alcuni dettagli. La scena dark wave dei Depeche Mode o l’energia di uno space-pop dei Muse o forse (addirittura) la psichedelica robotica dei Kraftwerk sono tutte direttrici da cui i Newdress hanno attinto quanto basta per semplificare la loro visione del suono e della forma canzone restituendo un altro disco di maturità e di grande personalità.

In rete il video di Pallida, forse il momento più mainstream della scrittura di questo lavoro in cui, tra l’altro, troviamo come ospiti Antonio Aiazzi dei Litfiba ma anche turnisti come Diego Galeri dei Timoria e Stefano Brandoni. Belle sensazioni di un vintage digitale come si deve. (Alessandro Riva)