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A Sora e Roma le prime due presentazioni del libro Musica migrante

A Sora e Roma le prime due presentazioni del libro Musica migrante
Giovedì 28 novembre è uscito, sempre per Arcana Edizioni, il mio secondo libro dal titolo Musica migrante. Dall’Africa all’Italia passando per il Mediterraneo con le importanti prefazioni dell’artista africana Angélique Kidjo e del giornalista Valerio Corzani. (Read more - Leggi di più)

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Ho fatto una domanda a Emidio Clementi dei Massimo Volume circa l’uscita del nuovo album dal titolo “Il nuotatore”

Emidio Clementi risponde a Luca D'Ambrosio
Il nuotatore è il nuovo album dei Massimo Volume pubblicato il primo febbraio 2019 da 42 Records. In occasione dell’uscita del disco ho fatto una domanda a Emidio Clementi, voce e autore dei testi della formazione bolognese. (Read more - Leggi di più)

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film musica

Pillole quotidiane: Paris, Texas

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Oggi è domenica e il sole splende alto.
Ho deciso: esco a fare due passi. (Read more - Leggi di più)

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film

Pillole quotidiane: un pezzo della mia adolescenza

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Adoravo le sue smorfie, le sue manie, il suo essere sempre infantile e fuori luogo. La sua comicità demenziale. (Read more - Leggi di più)

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film

Pillole quotidiane: Aquarius (film)

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Oggi ho visto Aquarius, un film elegante e passionale, ma anche un bellissimo esempio di resistenza. (Read more - Leggi di più)

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film

Pillole quotidiane: Youth di Paolo Sorrentino

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Adoro il cinema grottesco, minuzioso e al rallentatore di Sorrentino. Soprattutto il suo modo di saper esorcizzare la morte con leggerezza, cinismo e visionarietà. Youth parla più o meno di questo, perché “le emozioni sono tutto quello che abbiamo.” (L.D.)

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Pillole quotidiane: This Must Be The Place (Naive Melody) dei Talking Heads

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Certo che quel vizio di spendere soldi a cazzo in dischi, libri e film non mi è mai mancato. Forse da ragazzo avrei dovuto investire il mio tempo e quei pochi spiccioli a disposizione in cose più utili e decisamente più redditizie. (Read more - Leggi di più)

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film

Pillole quotidiane: i miei cinque film preferiti del 2014.

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Andare al cinema è bellissimo. Non ha nulla a che vedere con le puttanate che scriviamo e leggiamo ogni giorno su facebook. Detto questo, ecco la mia cinquina del 2014: Birdman, The Grand Budapest Hotel, Pride, Jimmy’s Hall e Frank. (L.D.) (Read more - Leggi di più)

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film

Pillole quotidiane: Birdman di Alejandro González Iñárritu (film)

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Be’, ieri ho visto Birdman e sono rimasto colpito dalla potenza immaginifica e narrativa di Alejandro González Iñárritu, attraverso una regia e una sceneggiatura davvero impeccabili. Per non parlare poi della splendida interpretazione di Michael Keaton e delle musiche azzeccate e originali di Antonio Sanchez, che vanno di pari passo al ritmo nevrotico e imprevedibile della città di New York. Due ore di pura evasione in cui il regista messicano mette a nudo le paranoie di ogni essere umano, realizzando un film validissimo non solo dal punto di vista tecnico (unico piano sequenza) ma anche per i contenuti, i riferimenti, le citazioni (Raymond Carver in primis). Un lavoro cinematografico visionario, surreale, che alla fine però restituisce l’immagine effettiva di questa società. Una società schizofrenica, senza cultura, sempre in cerca di supereroi o di qualcosa di sensazionale. Purtroppo una visione non basta. Sicuramente tornerò a vederlo. (L.D.) (Read more - Leggi di più)

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film musica

Pillole quotidiane: Perfect Day di Lou Reed.

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Oggi, sbirciando nel mio vecchio scaffale di casa, ho trovato l’audiocassetta di Trainspotting. Gran bella sorpresa, lo giuro. Pensavo di averla perduta durante uno dei miei burrascosi traslochi. Invece eccola lì, immobile e ricoperta di polvere, come se stesse ad aspettarmi da chissà quanto tempo. L’afferro immediatamente, e la prima cosa che faccio è quella di andare a rileggere tutti i titoli dei brani che compongono la colonna sonora del film di Danny Boyle. “Lust for life” (Iggy Pop), “Deep Blue Day” (Brian Eno), “Sing” (Blur), “Born Slippy” (Underworld) e molti altri ancora. Ma è “Perfect Day” di Lou Reed a rubare la mia attenzione, con quel “Just a perfect day…” che mi torna subito in mente come un mantra. Mi sento bene, lo ammetto, anche se poi mi rattristo quando penso che è quasi un anno che Lou Reed ci ha lasciati. Va be’, decido di non farmi assalire dalla tristezza e con piglio entusiasta sfilo l’intero artwork dalla custodia, adagiandolo sul piano della mia piccola scrivania. Ed ecco che si rivelano, in tutta la loro dissoluta bellezza, le immagini di Renton, Begbie, Diane, Sick Boy e Spud. Li guardo e, a voler essere sinceri, provo una strana sensazione. Un mix di spensieratezza e paranoia. La stessa che caratterizza i cinque protagonisti dell’omonimo romanzo di Irvine Welsh, soprattutto Begbie, il mio personaggio preferito. Quello folle. Quello che “si faceva di gente”. (L.D.) (Read more - Leggi di più)