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{"id":176,"date":"2013-12-22T12:34:34","date_gmt":"2013-12-22T12:34:34","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"1969-12-31T22:00:00","slug":"intervista-ai-ccmaxigross","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.musicletter.it\/luca\/2013\/12\/22\/intervista-ai-ccmaxigross\/","title":{"rendered":"Intervista ai C+C=Maxigross"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.musicletter.it\/lucadambrosio\/fp-content\/images\/intervista-ccmaxigross.jpg\" alt=\"intervista-ccmaxigross.jpg\"  title=\"intervista-ccmaxigross.jpg\"  class=\"center\"  width=\"536\" height=\"331\" \/><br \/>\n<em>Alla luce del loro primo vero album intitolato \u201cRuvain\u201d, pubblicato lo scorso aprile dalla Vaggimal Records, i C+C=Maxigross si sono confermati una delle realt\u00e0 musicali indipendenti pi\u00f9 coraggiose in Italia. Non a caso, infatti, il collettivo folk\/pop psichedelico della Lessinia (zona geografica delle Prealpi), dopo il pregevole EP d\u2019esordio del 2011, ha continuato a percorrere quelle scie sonore gi\u00e0 tracciate da Neil Young, Bob Dylan, The Band, Beach Boys, Grateful Dead e altri ancora, senza per\u00f2 mai smarrire la propria identit\u00e0 e persino una certa attualit\u00e0   (Devendra Banhart su tutti). Insomma, una delle poche band del nostro Bel Paese che una volta tanto, vivaddio, non \u00e8 caduta nel tipico stereotipo italiano. Una formazione che, oltretutto, in occasione della premiazione del PIMI 2013 a Pistoia, \u00e8 riuscita addirittura a sorprenderci anche dal vivo, dimostrando carisma e talento. Ragion per cui non abbiamo esitato un solo istante per rivolgere qualche domanda a Tobia, membro e portavoce dei C+C=Maxigross. Buona lettura.<\/em>                    <\/p>\n<p><strong>Intervista ai C+C=Maxigross<\/strong><br \/>\n2013<sup>\u00a9<\/sup> <em>di Luca D\u2019Ambrosio<\/em><br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.musicletter.it\/lucadambrosio\/fp-content\/images\/ccmaxigross-intervista.jpg\" alt=\"ccmaxigross-intervista.jpg\"  title=\"ccmaxigross-intervista.jpg\"  class=\"center\"  width=\"536\" height=\"268\" \/><\/p>\n<p><strong>Allora, ragazzi, prima di scendere nello specifico, ve la sentite di dire ai nostri lettori chi sono i C+C=Maxigross?<\/strong><br \/>\nI C+C=Maxigross nascono prima di tutto come un gruppo di amici, che poi \u00e8 diventato un gruppo musicale. Formalmente siamo nati nel 2008 circa, scegliendoci un nome totalmente a caso durante una scampagnata sulle colline passata a strimpellare qualche canzone che poi \u00e8 entrata veramente nel nostro primo repertorio. All&#8217;inizio eravamo in tre: Pippo, Ambro e io, Tobia. Amici da quando eravamo teenager. Chitarre acustiche ed elettriche, basso, organetto. Ci serviva un batterista. Perci\u00f2 dopo un po&#8217; di jam e qualche prima bozza di canzone abbiamo coinvolto Carlotta, che gi\u00e0 suonava con me nei Klein Blue, altro progetto folk pop cantautorale (prima pubblicazione Vaggimal Records) dove lei cantava e io suonavo la chitarra. Aveva appena iniziato a suonare la batteria, e la prima cosa che le abbiamo detto \u00e8 stata: devi fare i passaggi come Ringo. Mica poco. Solo nell&#8217;aprile 2011 \u00e8 uscito il nostro primo EP &#8220;Singar&#8221;, per Vaggimal Records in collaborazione con 42 Records. E da l\u00ec abbiamo iniziato a suonare veramente in giro e a farci conoscere. Nell&#8217;ultimo concerto del 2011 a fine dicembre \u00e8 entrato nella formazione il quinto elemento Trambu, banjista, mandolinista, chitarrista e talvolta batterista. Questa \u00e8 stata la formazione sino ad ora. Se ripensiamo a quante cose sono successe, come eravamo, come siamo adesso, quanta fatica e quante cose belle sono passate mi gira la testa!<\/p>\n<p><strong>Quanto \u00e8 importante il legame con la vostra terra d\u2019origine? Voglio dire: l\u2019essere nati in un piccolo paesino di montagna vi ha dato qualche stimolo in pi\u00f9 oppure no?<\/strong><br \/>\nIl legame con la terra d&#8217;origine \u00e8 una cosa molto personale. Ognuno lo sente alla sua maniera. Sicuramente io collego la Lessinia alla mia infanzia e alla sua componente magica, com&#8217;\u00e8 magico per un bambino passare un&#8217;estate coi proprio nonni in montagna. Per quanto io sia nato in citt\u00e0 tutta la musica che faccio e che sento credo sia connessa fortemente con queste sensazioni, quasi inconsce. Quando ci ritiriamo a Vaggimal, piccolissimo paesino dove abbiamo la nostra casa-studio, il tempo letteralmente si ferma. Lo scorso ottobre abbiamo fatto una pausa dal tour e abbiamo passato quasi un intero mese senza scendere in citt\u00e0 perch\u00e8 stavamo registrando delle altre band. \u00c8 stato un autunno caldo, luminoso e rigenerante. Certo poi siamo legati alle tradizioni di queste montagne, e stiamo cercando a nostro modo di rivalutarle, almeno dal punto di vista che ci riguarda, quindi musicale e artistico. Quindi di stimoli ne abbiamo avuti molti, perch\u00e8 \u00e8 un ambiente speciale. Non sarebbe successo lo stesso se fossimo nati in una grande citt\u00e0. Le dinamiche sarebbero state totalmente diverse.<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" width=\"540\" height=\"340\" src=\"\/\/www.youtube.com\/embed\/VKokaCIQgwQ\" frameborder=\"0\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p><strong>Com&#8217;\u00e8 venuta fuori questa vostra passione per la musica anglosassone e per le sonorit\u00e0 folk e psichedeliche? Pap\u00e0, mamma, amici\u2026<\/strong><br \/>\nIo personalmente ho sempre ascoltato musica anglosassone, sin da piccolino, ed effettivamente mia madre mi ha passato dei dischi di Beatles e CSN&#038;Y che sono sicuramente tra le nostre maggiori influenze. Ma in realt\u00e0 \u00e8 stata una cosa molto naturale. Ognuno di noi ha gusti diversi, chi ascolta pi\u00f9 psichedelia, chi pi\u00f9 pop, chi pi\u00f9 musica italiana e chi pi\u00f9 robe pesanti. Ma il punto d&#8217;incontro per tutti sono sicuramente le atmosfere anni&#8217; 60.<\/p>\n<p><strong>Cantate in inglese, italiano, spagnolo, cimbro (dialetto, di origine germanica, del Veneto e Trentino). \u00c8 un modo per sentirvi liberi, autentici e non legati a uno specifico stereotipo musicale e culturale?<\/strong><br \/>\nAssolutamente s\u00ec. Hai colto perfettamente. Mi angoscia il pensiero di fare musica per un unico pubblico. Mi spiace ma i gruppi che cantano solo in italiano mi pare che si autolimitino. Rispetto le scelte di ognuno. Ma nel nostro caso sono fermamente convinto che non ci sia motivo di darsi limiti di genere e linguaggio. Alla fine si tratta di comunicare l&#8217;atmosfera giusta. Senza pensare a che lingua stai utilizzando. Certo, noi cantiamo prevalentemente in inglese. Ma d&#8217;altronde la storia della musica pop rock \u00e8 stata fatta dagli anglofoni. E cantare in inglese \u00e8 la migliore maniera per poter essere ascoltati in ogni angolo del globo. Lo fanno i Motorpsycho, norvegesi che amiamo moltissimo, come i Phoenix, gruppo pop di gran classe. Alla fine \u00e8 un po&#8217; il nostro concetto di psichedelia: fare musica senza limite alcuno. I brasiliani Os Mutantes in questo sono dei veri maestri.<\/p>\n<p><strong>Come nasce il vostro nome? A me sinceramente &#8211; e penso di non essere stato l\u2019unico &#8211; ha fatto pensare subito a un supermercato, un centro commerciale\u2026<\/strong><br \/>\nCome dicevo alla prima domanda \u00e8 stato scelto totalmente a caso per dare un nome a un progetto musicale senza alcuna pianificazione. Stavamo cercando un nome che non fosse collocabile a una lingua specifica. Erano gli anni dei Strokes, White Stripes, Hives e compagnia bella. E d&#8217;altronde un nome italianissimo tipo quelle cose lunghe che vanno da un po&#8217; tipo <em>Le Maschere del Teatro Della Centrale Del Dolore Post Ragazzi Morti Sas<\/em> non lo volevamo. Ricordo ancora che \u00e8 stato suggerito da Ambro o Pippo mentre eravamo in macchina scendendo da Cavalo, un paese dove Ambro aveva una casa da piccolo. Quando l&#8217;hanno proposto io non sapevo neanche che fosse il nome di una catena di Cash &#038; Carry veronese, distribuita in larga parte d&#8217;Italia.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" width=\"540\" height=\"340\" src=\"\/\/www.youtube.com\/embed\/dn3Vd9tTI0k\" frameborder=\"0\" allowfullscreen><\/iframe><br \/>\n<strong>Secondo le vostre intenzioni originali, come lo dovremmo pronunciare? In italiano, in inglese\u2026<\/strong><br \/>\nNoi lo diciamo sempre in italiano, ma \u00e8 bello anche pronunciarlo in inglese. Soprattutto da quando in America abbiamo scoperto che Maxigross significa Supergrezzo. Cash &#038; Carry = Supergrezzo.<\/p>\n<p><strong>Bene, ora che abbiamo esaudito queste prime curiosit\u00e0 \u201cstoriche\u201d e se vogliamo anche \u201cantropologiche\u201d sulla vostra band, parliamo un po\u2019 della vostra musica e soprattutto della vostro ultimo disco. Siete passati dal \u201ccantare\u201d di Singar (2011) al \u201crumoreggiare\u201d di Ruvain (2013), il vostro primo vero album pubblicato lo scorso aprile. Quanto \u00e8 stato difficile gestire questo secondo passo alla luce del successo ricevuto con quel primo EP che tanto aveva fatto parlare di voi?<\/strong><br \/>\nIl passo poi \u00e8 stato semplice. Volevamo registrare nuove canzoni. Nuove atmosfere. Pi\u00f9 mature. Abbiamo contattato Marco Fasolo, ha deciso di lavorare con noi e ci si \u00e8 aperto un mondo. Presa diretta, strumentazione vintage, poche sovraincisioni, suoni giusti e ricercati. Per noi che venivamo da una media di 52 tracce digitali di sovraincisioni barocche, traccia per traccia ognuno da solo col metronomo, essere limitati a massimo 8 tracce analogiche suonando assieme nella stessa stanza \u00e8 stata una vera epifania. Le canzoni registrate con lui sono state la base su cui poi abbiamo lavorato alle restanti registrate da soli nel nostro studio a Vaggimal. Ci siamo totalmente immersi nella nostra musica per due settimane tra maggio e giugno 2012, su in montagna, suonando indisturbati tutto il giorno e la notte, finendo a jammare fino alle 5 di mattina mentre il sole sorgeva sulla vallata che si vede dalla vetrata affianco al camino.<\/p>\n<p><strong>\u201cSingar\u201d \u00e8 un EP immediato, fatto di belle canzoni, su tutte Low-Sir, per\u00f2 &#8220;Ruvain&#8221;, che vede Marco Fasolo dei Jennifer Gentle in cabina di regia, fa un passo decisamente avanti per la sua compattezza, rivelandosi un album ben arrangiato e completo. Ci raccontate cosa \u00e8 successo nei due anni che sono intercorsi tra quel primo lavoro discografico fatto rimbalzare in rete e quest\u2019ultimo?<\/strong><br \/>\nLe lavorazioni di &#8220;Singar&#8221; (comprendendo registrazioni, mix e pubblicazione) sono durate tantissimo, una cosa come due anni per sole 7 canzoni, dal 2009 al 2011. Semplicemente perch\u00e8 \u00e8 nato come un gioco. Un gioco musicale in cui abbiamo approfittato del fatto che Ambro stesse studiando per diventare fonico alla Sae di Milano. Non facevamo concerti, non avevamo tempistiche alcune, nessun obbiettivo se non quello di divertirci per mettere su disco quello che avevamo in testa. Infatti quasi tutti i progetti di Logic delle canzoni erano formate da decine e decine di sovraincisioni. Una cosa folle! Nel mentre per\u00f2 era gi\u00e0 partita l&#8217;avventura della nostra etichetta Vaggimal Records con due EP (Klein Blue e Spagetti Bolonnaise), e perci\u00f2 mente eravamo al lavoro su &#8220;Singar&#8221; ci siamo resi conto che il progetto Vaggimal, nonostante anch&#8217;esso nato senza alcuna cognizione di causa e obbiettivo preciso, aveva iniziato ad aprire una piccola strada. Perci\u00f2 ci siamo accodati e finalmente l&#8217;EP \u00e8 uscito ad aprile 2011, in collaborazione con 42 Records per l&#8217;uscita digitale. Avevano gi\u00e0 pubblicato in questa forma gli Spagetti Bolonnaise e fu cos\u00ec anche per noi. Poi \u00e8 tutto partito, pian pianino, ma \u00e8 andato. Praticamente abbiamo fatto 80 concerti in un anno e mezzo in tutta Italia, pi\u00f9 mini tour USA dopo la vittoria ad Arezzo Wave, con quelle 7 canzoni. Che gi\u00e0 pochi mesi dall&#8217;uscita dell&#8217;EP ci stavano strette. Per\u00f2 ci siamo veramente tanto affezionati. Nonostante facciamo un po&#8217; fatica a suonarle ancora live! Ovviamente nel frattempo siamo maturati, cresciuti e cambiati tanto. Sia come singoli che ovviamente come banda. &#8220;Ruvain&#8221; \u00e8 una specie di diario interiore e collettivo di questi due anni passati a suonare in giro conoscendo un sacco di persone e musicisti incredibili. Nel video teaser per lanciare il disco abbiamo provato a comunicare questa sensazione: sono 5 minuti in cui passano in ordine cronologico un sacco di riprese diversissime tra loro fatte da 5 anni fa fino a poco prima dell&#8217;uscita dell&#8217;ultimo disco. Il tutto mentre suona la coda strumentale di &#8220;Testi&#8217;s Baker\/Jung Neil&#8221;, il brano che abbiamo registrato in presa diretta alle cinque di mattina che ti dicevo prima.<\/p>\n<p><strong>Avete suonato dal vivo in tantissimi posti, se non ho letto male mi sembra anche al CMJ Music Festival di New York, vero?<\/strong><br \/>\nCon la festa dell&#8217;ultima data del 2013 che faremo a Verona a Santo Stefano, raggiungeremo la quota di 150 concerti in 2 anni e mezzo circa. Si abbiamo suonato al CMJ di NY quando abbiamo vinto Arezzo Wave nel 2012, e abbiamo fatto un mini tour negli USA: 5 date tra NY e Boston. Poi anche un po&#8217; di date in Europa: Croazia, Slovenia, Germania e Austria. Presto andremo in Olanda e arriveranno molte altre sorprese.<\/p>\n<p><strong>Avete ricevuto diversi riconoscimenti, l\u2019ultimo dei quali a Pistoia, dove ho avuto il piacere di premiarvi personalmente consegnandovi il PIMI 2013 per \u201cRuvain\u201d, che si \u00e8 aggiudicato la targa come \u201cMiglior autoproduzione dell\u2019anno\u201d. Mi viene subito da chiedervi: cosa vuol dire per voi essere indipendenti e autoprodurvi?<\/strong><br \/>\nSicuramente il PIMI \u00e8 stato il premio pi\u00f9 importante preso fino ad ora. Senza nulla togliere ad Arezzo Wave ovviamente! Inaspettati tutti e due ma molto molto emozionanti, se ci ripensiamo un attimo. Autoprodursi per noi \u00e8 la cosa pi\u00f9 naturale di tutte. \u00c8 il senso primario del nostro progetto. Non saremmo cos\u00ec come siamo ora se da subito non avessimo creato tutto questo da soli. Scegliendo le realt\u00e0 e le collaborazioni che sentivamo pi\u00f9 affini e genuine. Praticamente non abbiamo impiegato alcuna energia e tempo a cercare qualcuno che potesse puntare e investire su di noi perch\u00e8 da subito abbiamo capito che non c&#8217;era nessuno meglio di noi che ci potesse capire e impegnarsi. Abbiamo puntato su noi stessi. E questo \u00e8 il consiglio che diamo spesso alle nostre bande amiche o che conosciamo in giro. Spaccatevi il culo. Non fermatevi mai. E se vi fermate fatelo per rilassarvi, ripigliarvi per poi ricominciare pi\u00f9 forti di prima. Noi sono 3 anni che non ci fermiamo (a parte qualche pausetta obbligata). E ogni mese che passa c&#8217;\u00e8 sempre pi\u00f9 roba da fare. Abbiamo avuto la fortuna di incontrare dei musicisti e dei collaboratori splendidi con cui lavorare, con cui prima di tutto l&#8217;intesa \u00e8 umana, poi professionale. Marco Fasolo come produttore, musicista e grande ispiratore, Gianluca e Damiano di Trovarobato\/Sfera Cubica\/Modernista, nostri booking agent e manager, ci aiutano a rendere pi\u00f9 chiare le nostre visioni e il nostro percorso. \u00c8 una cosa bellissima. Come conoscere nuove bande, collaborare, fare concerti assieme e magari qualche disco. <\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" width=\"540\" height=\"340\" src=\"\/\/www.youtube.com\/embed\/PfacuOJe9Dc\" frameborder=\"0\" allowfullscreen><\/iframe><br \/>\n<strong>Ascoltandovi dal vivo mi ha avete sorpreso. Un bel sound. Un bell\u2019affiatamento. Questa vostra coralit\u00e0 che si fonde perfettamente con sonorit\u00e0 ora acustiche e ora elettriche. Davvero bravi. Quanto tempo passate a suonare insieme e come mettete su una canzone?<\/strong><br \/>\nGrazie mille, siamo lusingati perch\u00e8 per noi l&#8217;aspetto live \u00e8 tutto. Molte della bande che amiamo e che ci ispirano erano delle vere macchine da concerto: The Band e The Grateful Dead per dirne due tra le pi\u00f9 fondamentali. La cosa divertente \u00e8 che prima di fare concerti tutte le settimane, quindi fino a met\u00e0 del 2011, facevamo una prova fissa ogni week end, perch\u00e9 durante la settimana studiavamo in citt\u00e0 differenti. Cos\u00ec abbiamo creato una sinergia e una forte sintonia, oltre a comporre un sacco di pezzi. Poi quando i concerti hanno iniziato ad essere sempre di pi\u00f9, riempiendoci quasi tutti i weekend abbiamo praticamente smesso di provare. E da l\u00ec abbiamo iniziato a dilatare molto i nostri pezzi. Cos\u00ec siamo arrivati al punto che praticamente ora facciamo qualche prova al mese se va bene, dove impostiamo dei pezzi, che poi consolidiamo live. Lo so, non \u00e8 il massimo. Ma \u00e8 l&#8217;unico compromesso che abbiamo trovato tra il fare pezzi nuovi e il poter vedersi solo i weekend. O si suona o si prova! Comunque la nostra modalit\u00e0 compositiva \u00e8 molto corale e variegata: o qualcuno arriva con un&#8217;idea di pezzo e la si arrangia tutti assieme, mettendoci abbastanza poco a dargli una struttura definitiva, oppure si improvvisa, anche totalmente a caso, e qualcosa viene fuori. Il nuovo album conterr\u00e0 molte pi\u00f9 atmosfere orientate verso questo mondo, rispetto a &#8220;Ruvain&#8221; che ne aveva solo pochi sprazzi, quasi totalmente assenti in &#8220;Singar&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Prima di salutarci, vogliamo dire ai nostri lettori cosa state progettando per il prossimo futuro?<\/strong><br \/>\nNel 2014 la nostra parola d&#8217;ordine sar\u00e0 &#8220;international&#8221;. \u00c8 stato un 2013 bellissimo, ricco di soddisfazioni. Molto italiano per\u00f2. Siamo lusingati dai riscontri ottenuti in patria. Ma proprio per questo sentiamo il bisogno di iniziare a concentrarci seriamente sul mondo l\u00e0 fuori. Registreremo il nuovo album (abbiamo gi\u00e0 svariati pezzi nuovi) e faremo delle collaborazioni, appunto estere, che non vediamo l&#8217;ora di poter comunicare. Insomma, al lavoro come al solito!<\/p>\n<p><strong>In bocca al lupo e grazie per la disponibilit\u00e0! <\/strong><br \/>\nGrazie a te Luca, \u00e8 sempre un piacere, soprattutto ora che ci siamo finalmente conosciuti di persona e non siamo pi\u00f9 solo due indirizzi mail che comunicano tra loro!<\/p>\n<p align=\"center\"><em><a href=\"https:\/\/soundcloud.com\/vaggimal-records\/sets\/c-c-maxigross-ruvain\/s-GJDE2 \" target=\"_blank\">Ascolta<\/a> in full streaming &#8220;Ruvain&#8221; (Vaggimal Records, 2013)<\/em><\/p>\n<p><iframe style=\"border: 0; width: 100%; height: 120px;\" src=\"http:\/\/bandcamp.com\/EmbeddedPlayer\/album=1526826385\/size=medium\/bgcol=ffffff\/linkcol=0687f5\/transparent=true\/\" seamless><a href=\"http:\/\/vaggimalrecords.bandcamp.com\/album\/ruvain\">Ruvain by C+C=Maxigross<\/a><\/iframe><\/p>\n<p align=\"center\"><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.facebook.com\/plugins\/share_button.php?href=http%3A%2F%2Fwww.musicletter.it%2F&#038;layout=button&#038;size=small&#038;mobile_iframe=true&#038;width=79&#038;height=20&#038;appId\" width=\"79\" height=\"20\" style=\"border:none;overflow:hidden\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\" allowTransparency=\"true\"><\/iframe><a href=\"https:\/\/twitter.com\/share\" class=\"twitter-share-button\">Tweet Share<\/a><script type=\"text\/javascript\" src=\"https:\/\/apis.google.com\/js\/plusone.js\">{lang: &#8216;it&#8217;}<\/script><g:plusone size=\"middle\"><\/g:plusone><script src=\"\/\/platform.twitter.com\/widgets.js\" type=\"text\/javascript\"><\/script><\/p>\n<p align=\"center\"><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.facebook.com\/plugins\/follow.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fmusicletter.it&#038;width=122&#038;height=21&#038;layout=button_count&#038;size=large&#038;show_faces=false&#038;appId\" width=\"122\" height=\"21\" style=\"border:none;overflow:hidden\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\" allowTransparency=\"true\"><\/iframe><\/p>\n<p align=\"center\"><iframe loading=\"lazy\" width=\"100%\" height=\"90\" src=\"http:\/\/www.musicletter.it\/rotazione-banner\/index.htm\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"\" scrolling=\"no\" name=\"Musicletter.it\" border=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\"><\/iframe><\/p>\n<p align=\"center\">\n<form style=\"border:0px solid #ccc;padding:3px;text-align:center;\" action=\"http:\/\/feedburner.google.com\/fb\/a\/mailverify\" method=\"post\" target=\"popupwindow\" onsubmit=\"window.open('http:\/\/feedburner.google.com\/fb\/a\/mailverify?uri=mlindienews', 'popupwindow', 'scrollbars=yes,width=600,height=600');return true\">\n<input type=\"text\" style=\"width:180px\" name=\"email\"\/><br \/>\n<input type=\"hidden\" value=\"mlindienews\" name=\"uri\"\/><br \/>\n<input type=\"hidden\" name=\"loc\" value=\"en_US\"\/><br \/>\n<input type=\"submit\" value=\"Subscribe Blog \/ Your Email\" \/><\/form>\n<\/p>\n<p align=\"center\"><a href=\"https:\/\/www.paypal.com\/cgi-bin\/webscr?cmd=_s-xclick&#038;hosted_button_id=8602479\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.musicletter.it\/fp-content\/images\/spot-banner-12.gif\"><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alla luce del loro primo vero album intitolato \u201cRuvain\u201d, pubblicato lo scorso aprile dalla Vaggimal Records, i C+C=Maxigross si sono confermati una delle realt\u00e0 musicali indipendenti pi\u00f9 coraggiose in Italia. 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