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{"id":210,"date":"2012-11-30T14:42:11","date_gmt":"2012-11-30T14:42:11","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"1969-12-31T22:00:00","slug":"intervista-agli-offlaga-disco-pax","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.musicletter.it\/luca\/2012\/11\/30\/intervista-agli-offlaga-disco-pax\/","title":{"rendered":"Intervista agli Offlaga Disco Pax"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.musicletter.it\/imageblog\/offlaga-disco-pax-intervista.JPG\" alt=\"offlaga-disco-pax-intervista.JPG\"  title=\"offlaga-disco-pax-intervista.JPG\"  class=\"center\"  \/><br \/>\n<strong>GIOCO DI SOCIET\u00c0: INTERVISTA AGLI OFFLAGA DISCO PAX<\/strong> di <strong>Luca D&#8217;Ambrosio<\/strong><br \/>\n<em>Senza dubbio con questa difficile terza prova gli Offlaga Disco Pax ci hanno regalato uno dei dischi italiani pi\u00f9 belli del 2012. Con &#8220;Gioco di societ\u00e0&#8220;, infatti, il trio reggiano ha confermato \u201cquella definitiva maturit\u00e0 artistica da tanti agognata\u201d <a href=\"https:\/\/www.musicletter.it\/indienews\/?x=entry:entry120313-204652\" target=\"_blank\">(Alessio Zago)<\/a> realizzando,<a href=\"http:\/\/www.musicletter.it\/indienews\/?x=entry:entry120911-131406 \" target=\"_blank\"> per chi scrive<\/a>, un \u201cpiccolo\u201d capolavoro italiano. Ne abbiamo parlato con i diretti responsabili del progetto ODP (Enrico Fontanelli, Daniele Carretti e Max Collini) attraverso una lunga e, speriamo, piacevole e interessante intervista. Buona lettura.<\/em>  <br \/>\n<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.musicletter.it\/imageblog\/offlaga-disco-pax-san-paolo.jpg\" alt=\"offlaga-disco-pax-san-paolo.jpg\"  title=\"offlaga-disco-pax-san-paolo.jpg\"  class=\"center\"  \/>      <\/p>\n<p><strong>Eccovi giunti alla terza prova. Soddisfatti del risultato finale?<\/strong><br \/>\n<em>(Enrico Fontanelli)<\/em> Dopo almeno un paio di mesi di <em>full immersion<\/em> tra registrazioni e mix mi sono un poco separato dal disco finito per dedicarmi alla dimensione live, e s\u00ec, i pezzi funzionano, per me e per chi viene ad ascoltarci, almeno cos\u00ec pare. \u00c8 una bella soddisfazione.<\/p>\n<p><em>(Daniele Carretti)<\/em> Diversamente che per gli altri album \u00e8 trascorso molto poco tempo tra scrittura, stesura e registrazione dei brani. Alla fine comunque il risultato finale dell&#8217;aver lavorato in tempi cos\u00ec &#8220;stretti&#8221;, cosa a cui siamo poco abituati, \u00e8 stato a mio parere ottimo. Sulla distanza direi che il disco funziona.<\/p>\n<p><em>(Max Collini)<\/em> Avevo pronto un altro paio di testi che con un poco pi\u00f9 di tempo avremmo potuto lavorare per allungare il brodo, ma il piano era \u201cLato A + Lato B\u201d come in un vinile classico di quarantadue minuti e credo che il disco faccia il suo dovere benissimo cos\u00ec.  <\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 \u201cGioco di Societ\u00e0\u201d?<\/strong><br \/>\n<em>(Enrico Fontanelli)<\/em> Da un paio di anni, dopo una visione televisiva notturna in cui appariva fugace, mi ero messo alla ricerca del gioco da tavolo \u201cCorteo\u201d, di cui troverete senz&#8217;altro qualche informazione online. Una volta avuto in mano una confezione ho valutato prima di tutto il termine che d\u00e0 nome al gioco come possibile titolo del disco. Poi dentro qualcosa mi ha detto che \u201cgioco di societ\u00e0\u201d nella sue molteplici chiavi di lettura e popolarit\u00e0 di termine era forse dal punto di vista politico meno forte ed immediato, ma anche pi\u00f9 consono al nostro lavoro ed ai suoi contenuti. Mi \u0117 scappato di bocca durante una chiacchierata in sala prove, ho visto Max sobbalzare e ho pensato: \u201cOk, ciao Corteo, benvenuto Gioco di Societ\u00e0\u201d. L&#8217;idea di citare il gioco stesso nelle grafiche \u00e8 stata conseguente.<\/p>\n<p><em>(Max Collini)<\/em> Mi pare un titolo con diversi significati possibili, decisamente coerente col nostro spirito e con i contenuti dell\u2019album e dell\u2019artwork che ne \u00e8 conseguito. Mi piace molto e quando Enrico lo ha proposto l\u2019ho approvato immantinente. <\/p>\n<p><strong>Ancor prima di registrarlo, qual \u00e8 stato il momento in cui avete pensato e messo a fuoco \u201cGioco di Societ\u00e0\u201d?<\/strong><br \/>\n<em>(Enrico Fontanelli)<\/em> Messo a fuoco solo verso la fine, con in mano una serie di demo di qualit\u00e0 certo scarsa, ma che ascoltati oggi rendono l&#8217;idea per il 70% del risultato finale, abbastanza incredibile se penso che non servivano pi\u00f9 di un paio di prove per brano al fine di delinearne gli aspetti.<\/p>\n<p><em>(Max Collini)<\/em> Sostanzialmente tutta la scrittura dei brani \u00e8 stata fatta nel 2011 e questo vale anche per molti dei testi, soltanto un paio infatti hanno origine precedente e anche quelli sono stati poi rivisti in modo significativo durante la lavorazione dei brani. Anche se la distanza temporale tra <em>Bachelite<\/em> e G<em>ioco di Societ\u00e0<\/em> \u00e8 di quattro anni in realt\u00e0 l\u2019album \u00e8 nato in un periodo abbastanza breve.<\/p>\n<p><strong>Avete incontrato qualche difficolt\u00e0 nel realizzarlo e nel farlo suonare cos\u00ec come lo avevate pensato? <\/strong><br \/>\n(Enrico Fontanelli) No, solo un paio di difficolt\u00e0 nell&#8217;interpretare la mia scrittura in appunti presi mesi prima\u2026  Scherzi a parte, ci siamo affidati ad Andrea Rovacchi, di cui conoscevamo il lavoro svolto sui dischi dei Julie&#8217;s Haircut. Sia dal punto di vista umano che nel modus operandi ci siamo trovati in ottima sintonia. Il disco \u00e8 registrato su nastro magnetico, ha pochissima post produzione, e per rendere l&#8217;idea, dopo tre missaggi diversi di \u201cParlo da solo\u201d si \u00e8 deciso di scegliere il rough mix con cui eravamo tornati a casa la notte del primo giorno di studio. Un \u201cbuona la prima\u201d insomma.<\/p>\n<p><em>(Daniele Carretti)<\/em> Come per i dischi precedenti abbiamo suonato quello che riusciamo a suonare senza fare troppe sovraincisioni o altro per poterlo rende live pi\u00f9 fedele possibile. Alla fine siamo in due a suonare e aggiungere strumenti su strumenti ha poco senso se poi quello che possiamo suonare realmente \u00e8 quello che ci permettono 4 mani e 4 piedi per i pedalini. Direi che il lavoro di studio ha delineato perfettamente quello che alla fine volevamo ottenere. <\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.musicletter.it\/imageblog\/offlaga-estragon-.jpg\" alt=\"offlaga-estragon-.jpg\"  title=\"offlaga-estragon-.jpg\"  class=\"center\"  \/><br \/>\n<strong>Dai testi alle musiche, c\u2019\u00e8 stato per caso un tipo di approccio diverso rispetto ai dischi precedenti?<\/strong><br \/>\n<em>(Enrico Fontanelli)<\/em> L&#8217;approccio \u00e8 di certo pi\u00f9 vicino a quello del nostro esordio, secco e realistico quindi live. Praticamente tutti i brani a parte \u201cA pagare e morire\u2026\u201d sono stati composti alla presenza di tutti e tre in sala. Una volta scelto il set up di strumenti che non subisce grandi variazioni rispetto a quello del tour di Bachelite, ci siamo concentrati su quello che avevamo a disposizione. Di certo rispetto ai predecessori la scrittura \u00e8 stata parecchio concentrata, circa due periodi da due mesi l\u2019uno. Un brano a settimana, se si esclude l\u2019introduzione dell\u2019album.<\/p>\n<p><em>(Max Collini)<\/em> Penso che il mio modo di raccontare sia cambiato nel tempo, ma non saprei dire quanto sia voluto e consapevole e quanto frutto di naturale tendenza. Mi sembra di avere uno stile pi\u00f9 dimesso, di cercare meno effetti speciali e aggettivazioni brillanti e di lavorare di pi\u00f9 sulla storia in s\u00e9. Mi rendo conto che questo pu\u00f2 rendere meno accattivante il risultato, forse, ma preferisco non forzare e rendere innaturale il mio modo di scrivere, per cui ne ho semplicemente preso atto senza nemmeno tentare di infarcire un po\u2019 di pi\u00f9 la carne al fuoco. <\/p>\n<p><strong>Con quest\u2019ultima fatica avete avvertito il peso di una maggiore responsabilit\u00e0?<\/strong><br \/>\n<em>(Enrico Fontanelli)<\/em> Per me responsabilit\u00e0 va a braccetto con onest\u00e0, verso se stessi e verso l&#8217;esterno. Dunque nessun peso, siamo di nuovo quello che siamo, prendere o lasciare.<\/p>\n<p><em>(Daniele Carretti)<\/em> Alla fine siamo quello che siamo senza troppe forzature e responsabilit\u00e0  in quello che facciamo siamo sempre stati onesti e abbiamo sempre fatto quello che ritenevamo di voler fare.<\/p>\n<p><em>(Max Collini)<\/em> Avevo pi\u00f9 ansia da prestazione per \u201cBachelite\u201d, la scrittura e la realizzazione di &#8220;Gioco di Societ\u00e0&#8221; mi sono sembrate pi\u00f9 rilassate e positive. <\/p>\n<p><strong>L\u2019urgenza \u00e8 stata la stessa degli esordi?<\/strong><br \/>\n<em>(Max Collini)<\/em> Da &#8220;Bachelite&#8221; a &#8220;Gioco di Societ\u00e0&#8221; sono passati quattro anni. Siamo riflessivi e abbastanza lenti, non ci ammazziamo in sala prove per giorni e giorni consecutivi, ognuno di noi tre ha la sua vita fuori dal progetto e i ritmi si sono fatti pi\u00f9 umani col tempo. Il disco nuovo \u00e8 uscito quando eravamo pronti, scriviamo cose nuove quando ne sentiamo l\u2019esigenza, facciamo tutto quasi sempre con la dovuta calma.<\/p>\n<p><em>(Daniele Carretti)<\/em> L&#8217;urgenza \u00e8 la stessa del primo disco, per me, nel senso che il suonare e fare musica \u00e8 prima di tutto una urgenza personale, un bisogno. Impossibile fermarsi, un po&#8217; come per respirare. Poi chiaramente proponendo la propria musica all&#8217;esterno, ad altri, un minimo le urgenze si adattano pure ai tempi &#8220;commerciali&#8221;.<\/p>\n<p><em>(Enrico Fontanelli)<\/em> \u00c8 un&#8217;urgenza differente, pi\u00f9 consapevole dei propri limiti e dei propri mezzi, uno sguardo diverso sui contenuti, per me personalmente un cessare di trattenere. <\/p>\n<p><strong>Dal punto di vista strumentale e degli arrangiamenti \u201cGioco di Societ\u00e0\u201d vira verso ambienti sonori sempre pi\u00f9 elettronici e sperimentali. \u00c8 solo una mia impressione oppure in quest\u2019ultimo lavoro c\u2019\u00e8 una maggiore ricercatezza sonora che tenta, e in questo caso ci riesce alla grande, di realizzare un\u2019estetica sempre pi\u00f9 &#8220;disturbata&#8221; e glitch?<\/strong><br \/>\n<em>(Enrico Fontanelli)<\/em> Non so se disturbo e glitch siano termini che farei miei se dovessi esprimermi in merito. Io vedo come una trama, composta da fili di colore e spessore diversi, e solo alla fine di un percorso di tessitura che a volte ha pi\u00f9 a che fare col subconscio che con l&#8217;evidente posso valutare il risultato. Ho scelto volutamente di abbandonare almeno in scrittura il basso per dedicarmi interamente alle macchine, di cui solo una \u00e8 nuova  in famiglia.  L\u2019intento era che le parti suonassero esattamente come escono dagli strumenti, una sorta di \u201celettrorealismo\u201d. Non che in questo si differisca molto da &#8220;Bachelite&#8221;, ma l\u2019assenza di arrangiamenti esterni rende il tutto pi\u00f9 coeso e univoco.<\/p>\n<p><em>(Daniele Carretti)<\/em> Diciamo che l&#8217;evolversi nel trovare nuove sonorit\u00e0 \u00e8 anche un modo per crescere e provare a fare cose nuove senza fossilizzarsi sempre sugli stessi arrangiamenti e suoni. Per esempio sentivo molto meno il bisogno di suonare la chitarra, evitando di cadere sempre nelle solite cose magari gi\u00e0 fatte in passato, per concentrarmi di pi\u00f9 su piano e basso e fare qualcosa di diverso, almeno per quanto mi riguarda. <\/p>\n<p><strong>Ora, invece, parliamo dei testi. Dentro \u201cGioco di Societ\u00e0\u201d c\u2019\u00e8 un altro pezzo di vita vissuta e di ricordi. Brani generazionali che rievocano racconti, situazioni e immagini di un passato non molto lontano &#8211; in fondo stiamo parlando degli anni \u201980 &#8211; ma allo stesso distante anni luce, soprattutto culturalmente. Da dove nasce questa vena \u201cpassatista\u201d dai toni cos\u00ec profondamente romantici, nostalgici e, per dirla alla maniera degli ODP, \u201csobillanti\u201d?<\/strong><br \/>\n<em>(Max Collini)<\/em> Io racconto storie, \u00e8 la cosa che mi piace fare e che probabilmente mi riesce meglio. Parlo quasi sempre di cose che conosco in prima persona o che mi hanno comunque sfiorato lasciandomi qualcosa dentro da dire. Non credo per\u00f2 di essere cos\u00ec ossessivo sul passato, sugli anni ottanta, come certe semplificazioni descrivono. Nel disco nuovo il presente o il recente passato sono ben riconoscibili e pi\u00f9 che in altri momenti della nostra vita artistica. Per esempio in \u201cPiccola Storia Ultras\u201d o in \u201cPalazzo Masdoni\u201d e soprattutto in \u201cA pagare e morire\u2026\u201d, che ha un testo che io trovo (a suo modo) molto politico oltre che decisamente autoironico e virato all&#8217;attualit\u00e0. Nessun passatismo di maniera quindi. Il mio tentativo \u00e8 sempre lo stesso: descrivere quel che era con meno retorica possibile e il presente invece per sottrazione o per confronto. Tentativo, ribadisco.<\/p>\n<p><strong>Quel gioiellino di \u201cSequoia\u201d racchiude un po\u2019 il senso di quel che cercavo di dire prima, ovvero che nel vostro recente passato (che poi \u00e8 anche il mio), certe diversit\u00e0, certe differenze, non erano del tutto sbagliate e pericolose. Come dire? Si era meno omologati e ci si riconosceva facilmente, anche se oggi certe cose sono cambiate in meglio.<\/strong><br \/>\n(Max Collini) Il presente \u00e8 molto pi\u00f9 confuso e indistinto, ma non credo proprio che siano morte le ideologie, semplicemente una di esse ha trionfato al punto che nemmeno ci accorgiamo pi\u00f9 della sua esistenza, nonostante l\u2019attuale fase di conflitto di classe non sia pi\u00f9 a cos\u00ec bassa intensit\u00e0 rispetto a qualche anno fa. <\/p>\n<p><strong>\u201cSequoia\u201d termina con un periodo degli Ustmam\u00f2 che suggella alla perfezione una bellissima canzone. Come vi \u00e8 venuta in mente di inserirlo? Casualit\u00e0 del momento o gi\u00e0 vagava nelle vostre menti da diverso tempo?<\/strong><br \/>\n<em>(Max Collini)<\/em> La citazione del testo di \u201cTannomai\u201d degli Ustmam\u00f2 \u00e8 venuta fuori mentre scrivevo la prima stesura del racconto. L\u2019idea iniziale era di narrare della cicatrice che ancora porto, anche se ormai poco visibile, sul sopracciglio destro. Poi siccome so da dove partire ma non so mai dove vado a parare la frase finale \u00e8 uscita da sola, a perfetta sintesi e chiusura della storia. Per inciso ho sempre amato quel pezzo degli Ust e ringrazio Mara Redeghieri per avere acconsentito all\u2019uso di quella frase, che io ho solo adattato venti anni dopo con un \u201cancora\u201d che non fa presagire certo molto ottimismo per il futuro.   <\/p>\n<p><strong>C\u2019\u00e8 poi \u201cTulipani\u201d e \u201cRespinti all\u2019uscio\u201d, altri due pezzi di storia contemporanea che nessun libro e nessuna TV si prender\u00e0 la briga di raccontarci in maniera cos\u00ec emozionale. Come nascono certe idee?<\/strong><br \/>\n(Max Collini) Van der Velde scomparso sul Gavia e riapparso semi assiderato quasi un\u2019ora dopo mi trov\u00f2 davanti al video di casa mia nel 1988 abbastanza preoccupato per lui. Ero convinto avesse tirato dritto in un tornante e fosse finito in un burrone e rimase impresso per sempre nella mia testa. L\u2019ascesa e la caduta nella stessa impresa sono rare e probabilmente mi attraggono questi simbolismi. Sul concerto dei Police a Reggio Emilia nel 1980 permane molta pubblicistica, ma \u00e8 sempre quella di chi c\u2019\u00e8 stato. Io non ci sono andato, ahim\u00e8, e questo punto di vista mi sembrava pi\u00f9 divertente e decisamente pi\u00f9 congruo rispetto al nostro immaginario di riferimento. Io ed Enrico ci siamo poi tolti la voglia di vederli dal vivo 28 anni dopo, nel 2008 a Torino. Un concerto molto bello ed emozionante. Per inciso il concerto di Reggio Emilia con i suoi tumulti \u00e8 rimasto molto impresso anche a Sting, basta andare a leggere sul sito ufficiale dei Police come ne parla! <\/p>\n<p><strong>Nella musica degli ODP c\u2019\u00e8 un mondo minore e ordinario ma altrettanto importante. E \u201cPiccola storia ultras\u201d \u00e8 un po\u2019 l\u2019emblema di questo spaccato di societ\u00e0 fatto di certezze e dogmi ma anche di interrogativi e contraddizioni. Pensate che la musica, soprattutto se cantata in italiano, sia un vettore fondamentale per far emergere delle verit\u00e0 nascoste, talvolta anche scomode, e tentare di realizzare una collettivit\u00e0 migliore e tollerante?<\/strong><br \/>\n<em>(Enrico Fontanelli)<\/em> \u201cPiccola Storia Ultras\u201d riposava in forma di testo da anni nelle nostre cartelline. Max ne ha riscritto il finale prima di uno spettacolo che divergeva dai nostri soliti, appena prima di rientrare in sala prove per terminare la stesura dei brani. Ho colto l&#8217;occasione per ribadire il mio interesse verso un testo che come dici tu \u00e8 ben rappresentativo di dove ti possano portare le parole all&#8217;interno di un contesto canzone, se tradotte nella propria lingua. E senza ambire a nulla di pedagogico, vale la pena ogni tanto presentare una realt\u00e0 un filo differente da quella dei soliti organi mediatici.<\/p>\n<p><em>(Max Collini)<\/em> Per quanto riguarda gli aspetti narrativi per me \u00e8 gi\u00e0 tantissimo che chi appartiene alle nuove generazioni si incuriosisca ad alcuni argomenti e trovi la voglia di approfondirli da s\u00e9, magari perch\u00e9 un nostro brano lo ha coinvolto abbastanza da volerne sapere di pi\u00f9. \u00c8 noto quanto la contemporaneit\u00e0 sia poco conosciuta dai giovinastri odierni, spesso piallati da una scuola per nulla coinvolgente e da eccessi televisivi assai vaghi e ambigui sul recente passato di questo paese. Mi basterebbe questo, credo sarebbe gi\u00e0 un grande risultato.    <\/p>\n<p><strong>Con \u201cGioco di Societ\u00e0\u201d s\u00ec pu\u00f2 parlare di disco della maturit\u00e0?<\/strong><br \/>\n<em>(Enrico Fontanelli)<\/em> Con un &#8220;era ora&#8221; tra parentesi a seguire? Penso non sia mai troppo tardi per evolvere e maturare, certo il peso di due dischi alle spalle si sente, e probabilmente in maniera positiva.<\/p>\n<p><em>(Daniele Carretti)<\/em> Sicuramente siamo cresciuti e rispetto a dieci anni fa la percezione delle cose e i nostri bisogni sono cambiati. Per quanto mi riguarda ogni disco nuovo che facciamo \u00e8 pi\u00f9 maturo del precedente, ma forse semplicemente perch\u00e9 la mia visione delle cose cresce anagraficamente con me. <\/p>\n<p><em>(Max Collini)<\/em> Ho preso la maturit\u00e0 nel 1986, questo per me \u00e8 il disco della vecchiaia, casomai.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.musicletter.it\/imageblog\/-offlaga.JPG\" alt=\"-offlaga.JPG\"  title=\"-offlaga.JPG\"  class=\"center\"  \/><br \/>\n<strong>Visti i risultati ottenuti, la militanza politica di giovent\u00f9 \u00e8 stata, sicuramente, una buona scuola. Adesso, per\u00f2, qual \u00e8 il vostro rapporto con la politica?<\/strong><br \/>\n<em>(Max Collini)<\/em> Seguo con distaccato interesse la politica di oggi, faccio fatica a sentirmi rappresentato e sono uno dei milioni di persone di sinistra annichilito dallo stato di cose esistente. La parola sinistra sembra destinata a una sorta di sopravvivenza sottoculturale, nota anche come \u201csuperstizione\u201d. Preoccupante. <\/p>\n<p><em>(Enrico Fontanelli)<\/em> Non pervenuto (cit.)  <\/p>\n<p><strong>Vi sentite un po\u2019 la coscienza critica della sinistra italiana?<\/strong><br \/>\n<em>(Max Collini)<\/em> Trovo che sia gi\u00e0 molto difficile avere coscienza critica verso se stessi. Spesso veniamo presi molto sul serio, l\u2019identificazione di una parte del nostro pubblico con quello che facciamo \u00e8 fortissima e molto gratificante, ma non abbiamo alcuna tentazione pedagogica, non siamo un partito o un movimento politico, n\u00e9 abbiamo soluzioni preconfezionate da proporre. Ammetto per\u00f2 che quando capita di suonare alle feste de l\u2019Unit\u00e0 o quel che ne resta, o in altri luoghi simili e legati alla tradizione della sinistra italiana, fare brani come \u201cLungimiranza\u201d o \u201cPalazzo Masdoni\u201d d\u00e0 sempre una certa emozione, ecco. <\/p>\n<p><em>(Daniele Carretti)<\/em> I testi di Max a mio parere si rifanno sempre a una politica che non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 da anni. Sono un ricordi di tempi in cui la politica e la sinistra erano un&#8217;altra cosa, che in entrambi i casi \u00e8 scomparsa da parecchio tempo. Di politica contemporanea mi pare non ci sia molto&#8230; se non nulla. Che poi si voglia trovare in quella politica un punto di ripartenza e coscienza migliore di quella che c&#8217;\u00e8 oggi, beh, in quel caso ognuno avr\u00e0 una sua visione al riguardo.<\/p>\n<p><em>(Enrico Fontanelli)<\/em> Esisteranno di certo realt\u00e0 pi\u00f9 efficaci della nostra che possano passare dalla critica alla pratica della stessa. <\/p>\n<p><strong>Il segreto degli ODP, oltre all\u2019impegno e alle qualit\u00e0 di ognuno di voi, va ricercato anche nella vostra amicizia e nel vostro equilibrio di gruppo?<\/strong><br \/>\n<em>(Max Collini)<\/em> Ne parlavo con Enrico proprio in questi giorni. Abbiamo un equilibrio abbastanza solido, pur con tutti gli alti e bassi del caso, perch\u00e9 le nostre diversit\u00e0 (che credo siano poi alla base della peculiarit\u00e0 del progetto) hanno sempre trovato una sintesi sia artistica che personale. Siamo insieme da quasi dieci anni, non \u00e8 lo stesso mondo del 2003 quando siamo nati e probabilmente non siamo le stesse identiche persone di allora. Da fuori siamo percepiti come abbastanza monolitici, ma ovviamente non \u00e8 proprio esattamente cos\u00ec. A volte le persone ci parlano come se fossimo uni e trini, con le stesse idee, la stessa personalit\u00e0, gli stessi interessi, le stesse manie. Se fosse vero mi farebbe un po\u2019 paura&#8230;<\/p>\n<p>(<em>Enrico Fontanelli<\/em>) Dopo tanti anni abbiamo imparato a schivare i difetti e godere delle qualit\u00e0 altrui tra di noi, e nell&#8217;umano sono forse le differenze che hanno reso possibile portare avanti questo percorso, cos\u00ec per quelle persone che fuoriescono dal trio ma che fanno parte della vita del gruppo.<\/p>\n<p><em>(Daniele Carretti)<\/em> Concordo con quanto sopra.  <\/p>\n<p><strong>\u201cGioco di Societ\u00e0\u201d \u00e8 uscito da diversi mesi e, inoltre, avete alle spalle gi\u00e0  tanti concerti. Come ha reagito e sta reagendo il pubblico e la critica in generale a quest\u2019ultimo album?<\/strong><br \/>\n<em>(Max Collini)<\/em> In generale il disco \u00e8 stato accolto benissimo su entrambi i fronti. Abbiamo gi\u00e0 superato le quaranta date con risultati lusinghieri sia sul versante delle presenze che su quello critico. Siamo stati per quattro settimane nella classifica ufficiale degli album pi\u00f9 venduti in Italia, pur se in posizioni di rincalzo, ovviamente, ma la cosa significa che qualche migliaio di copie del cd \u00e8 stata acquistata nei canali ufficiali, un dato assai positivo visto che questi canali si stanno assottigliando sempre di pi\u00f9. Molto lusinghiera anche la lunga permanenza nella classifica dei dischi pi\u00f9 venduti su Amazon, a un certo punto eravamo terzi (!) dietro a Lucio Dalla e a Bruce Springsteen e possiamo immaginare la faccia di chi imbattendosi in quella classifica trovava noi davanti a Madonna (!) domandandosi chi diavolo fossero questi qui! Riscontri \u201ccommerciali\u201d a parte, che per\u00f2 testimoniano quanto il disco fosse atteso da chi ci segue, dal punto di vista artistico credo si tratti del nostro miglior tour di sempre, con dentro alcuni dei nostri live pi\u00f9 riusciti che io ricordi sia per il coinvolgimento del pubblico che per la qualit\u00e0 in s\u00e9 dei concerti. <\/p>\n<p><strong>C\u2019\u00e8 qualcosa del disco che, suonandolo dal vivo, vi ha particolarmente sorpreso<\/strong>?<br \/>\n<em>(Max Collini)<\/em> Io ho scoperto il lato emotivo di alcuni pezzi solo sul palco durante il tour, perfino \u201cParlo da solo\u201d, che ha un testo nato da un dolore sentimentale abbastanza recente, ha perso un po\u2019 di questa doglianza di fondo per diventare qualcosa di pi\u00f9 positivo, che non so definire. Non me lo sarei aspettato, o forse ho semplicemente superato il problema che lo ha generato e probabilmente anche la canzone ha avuto un risvolto terapeutico in questo senso.  <\/p>\n<p>(Enrico Fontanelli) Di certo \u00e8 stato sorprendente sentire grida di entusiasmo sulle prime note di \u201cA pagare e morire\u2026\u201d che chiude il concerto di questa parte di tour cos\u00ec come il disco. Non lo trovo esattamente il pi\u00f9 facile dei nostri brani, cos\u00ec come invece \u00e8 particolarmente rinfrancante da suonare alla fine di un live.<\/p>\n<p><em>(Daniele Carretti)<\/em> In realt\u00e0 tutti i brani del nuovo disco, unite a quelle dei vecchi, suonano come dovrebbero. Avevo paura che si potesse percepire uno stacco maggiore tra cose vecchie e nuove, invece direi che tutto il live bene o male, dal mio punto di vista, \u00e8 abbastanza omogeneo e compatto.<\/p>\n<p><strong>Originale, infine, l\u2019artwork del vinile. Chi ha avuto l\u2019idea?<\/strong><br \/>\n(<em>Enrico Fontanelli<\/em>) Idea e realizzazione della stessa sono mie, di pari passi col titolo. L\u2019idea di rappresentare la nostra citt\u00e0 (Reggio Emilia) su di un tabellone di gioco va a figurarlo come palcoscenico ideal-reale delle storie narrate nel disco da un lato, dall\u2019altro all\u2019essere letto come un invito.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.musicletter.it\/imageblog\/odp-brasile.jpg\" alt=\"odp-brasile.jpg\"  title=\"odp-brasile.jpg\"  class=\"center\"  \/><br \/>\n<strong>Quest\u2019anno per la prima volta avete varcato i confini nazionali andando a suonare all\u2019estero. E il primo concerto in terra straniera siete andati a farlo addirittura a San Paolo del Brasile nell\u2019ambito della \u201cMostra SESC de Artes 2012\u2033. Mi raccontate qualcosa a tal proposito?<\/strong><br \/>\n<em>(Max Collini)<\/em> \u00c8 stato tutto molto pi\u00f9 semplice di quanto si possa pensare. Il direttore artistico della rassegna ci ha scoperti su internet, ha colto il senso del progetto, ha verificato che fossimo una realt\u00e0 consolidata e rispettata nel nostro paese e poi ha contattato la nostra agenzia di concerti per invitarci ad andare. Una lieta meraviglia anche in questo caso.<\/p>\n<p><strong>Vi hanno persino invitato a suonare sul canale televisivo brasiliano TV Record Internacional. Una bella soddisfazione. Vi siete sentiti in qualche modo ambasciatori della musica indipendente italiana?<\/strong><br \/>\n<em>(Max Collini)<\/em> Un po\u2019 presto per sentirsi tali, a San Paolo abbiamo tenuto il nostro primo e finora unico concerto all\u2019estero. Prima di accettare l\u2019incarico aspettiamo di suonare almeno a San Marino, Lugano, Capodistria e in Vaticano, poi se ne riparla. <\/p>\n<p><em>(Enrico Fontanelli)<\/em> Non abbiamo proprio le caratteristiche del gruppo medio indie nostrano, non credi?<\/p>\n<p><strong>Avete mai pensato di incidere &#8220;Soap Opera&#8221; e inserirla ufficialmente in un nuovo album?<\/strong><br \/>\n(Max Collini) \u00c8 uno dei nostri primissimi brani, risale alle origini (2003), ma il testo non mi \u00e8 mai davvero piaciuto. \u00c8 uno dei nostri pochissimi scarti e ci sar\u00e0 un perch\u00e9!<\/p>\n<p><em>(Enrico Fontanelli)<\/em> Mai dire Cianciulli.<\/p>\n<p><strong>Bene, ora cosa state pianificando?<\/strong><br \/>\n<em>(Max Collini)<\/em> Siamo partiti con il tour autunnale di Gioco di Societ\u00e0, dovrebbe uscire poi un video nuovo ad accompagnare il secondo singolo tratto dall\u2019album e poi si vedr\u00e0. Sta per iniziare il nostro terzo piano quinquennale!<\/p>\n<p><em>(Enrico Fontanelli)<\/em> Se fosse che, non si dice\u2026 <\/p>\n<p><strong>E invece costa state ascoltando?<\/strong><br \/>\n<em>(Enrico Fontanelli)<\/em> Progetti vari su etichetta Ghost Box, Beach House, Hanne Hukkelberg, Battisti, Raymond Scott, colonne sonore varie.<\/p>\n<p><em>(Daniele Carretti)<\/em> Io ho un periodo di ritorno ad alcune cose dei Fleetwood Mac, \u00e8 uscito un interessante tributo ad opera di gruppi indipendenti americani che mi ha fatto ritirare fuori i loro vecchi vinili. Nel contemporaneo Purity Ring e Wild Nothing su tutti. Di recente ho scoperto i Raein, interessante gruppo screamo italiano.<\/p>\n<p><em>(Max Collini)<\/em> Adoro i Be Forest di Pesaro, \u201ctre ragazzi immaginari\u201d davvero interessanti. Sono appena stati in tour per l\u2019Europa con i Japandroids, tra l\u2019altro. Raro in Italia trovare dei ventenni (!!!) con le idee cos\u00ec chiare sul suono e sulla scrittura dei pezzi. <\/p>\n<p><strong>Grazie della disponibilit\u00e0 e speriamo di vederci presto.<\/strong><br \/>\n<em>(Enrico Fontanelli)<\/em> A te della cavalcata, a presto!<\/p>\n<p><em>(Daniele Carretti)<\/em> Grazie a te. <\/p>\n<p><em>(Max Collini)<\/em> Un saluto anche ai lettori di Musicletter, sempre che abbiano avuto la pazienza di arrivare fino alla fine di tutto \u2018sto papiro!<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" width=\"100%\" height=\"315\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/__9atKWrQU4\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" width=\"100%\" height=\"600\" src=\"https:\/\/www.musicletter.it\/fp-content\/attachs\/post-banner-luka.htm\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"\" scrolling=\"no\" name=\"Musicletter.it, La musica, per me, Luca D'Ambrosio, Musica migrante\" border=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\"><\/iframe><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>GIOCO DI SOCIET\u00c0: INTERVISTA AGLI OFFLAGA DISCO PAX di Luca D&#8217;Ambrosio Senza dubbio con questa difficile terza prova gli Offlaga Disco Pax ci hanno regalato uno dei dischi italiani pi\u00f9 belli del 2012. 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