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{"id":250,"date":"2011-03-05T19:12:27","date_gmt":"2011-03-05T19:12:27","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"1969-12-31T22:00:00","slug":"maurizio-blatto-intervista-2011","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.musicletter.it\/luca\/2011\/03\/05\/maurizio-blatto-intervista-2011\/","title":{"rendered":"Maurizio Blatto &#8211; Intervista (2011)"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.musicletter.it\/imageblog\/maurizio-blatto.jpg\" alt=\"maurizio-blatto.jpg\"  title=\"maurizio-blatto.jpg\"  class=\"center\"  \/><\/p>\n<p><em>L\u2019ultimo disco dei Mohicani \u00e8 uno di quei libri che va letto non tanto per scoprire un microcosmo stravagante e sconosciuto a molti, quale quello degli appassionati di musica rock, quanto invece per capire a quale categoria di maniaci musicali si appartiene. Una sorta di autopsicoanalisi comparativa che, in parole povere, significa: a chi assomiglio? Al piastrellista in fissa per il funky e le donne di colore o al diabolico e perverso Paragonio che ha \u201cil vizio di accostare qualsiasi artista (che ti piace) a uno (che detesti) lontano anni luce per sensibilit\u00e0 e caratteristiche\u201d? All\u2019audiofilo hardcore o a Mimmo Regghe? A Tony Locomotiva o a Renatino Punk? Ad Autolavaggio o ai gemelli Diufaus? O vi sentite proprio come Maurizio Blatto che passa intere giornate dietro il bancone ad ascoltare i racconti pi\u00f9 disparati e bizzarri dei clienti? Insomma, di storie e di personaggi con cui confrontarsi non ne mancano. Perch\u00e9 Backdoor, storico negozio di dischi di Torino, \u00e8 un piccolo universo fatto di veri e propri cultori musicali, pi\u00f9 o meno folli, ma anche di improvvisati frequentatori che, varcando la porta d\u2019ingresso, sono capaci di porre le domande pi\u00f9 assurde di questo mondo, del tipo:  \u201cMa Che Guevara ha fatto pi\u00f9 niente?\u201d oppure \u201cMorricone era uno dei Camaleonti?\u201d (ML 75) Di questo e altro abbiamo provato a parlarne, pi\u00f9 o meno seriamente, direttamente con l\u2019autore. Buon divertimento.<\/em><\/p>\n<p><strong>Appena ho avuto il tuo libro tra le mani, la prima cosa che ho letto e che naturalmente mi ha colpito \u00e8 stata la tua breve nota biografica: \u201cNato nel 1966, ha accantonato sul nascere una carriera da avvocato preferendo Backdoor, storico negozio di dischi cittadino [&#8230;]\u201d. La prima domanda stupida che mi viene in mente \u00e8 questa: come si trova la forza e il coraggio di abbandonare, dopo anni di studi, una possibile quanto redditizia professione da avvocato per lavorare in un negozio di dischi? <\/strong><br \/>\nBeh, ci ho provato. Sono stato forse il primo a laurearmi con una tesi sulle direttive europee di quella che poi sarebbe diventata la legge 626 (sicurezza sul lavoro). Io speravo di trovare una collocazione sul versante della difesa dei lavoratori. Non mi cerc\u00f2 nessuno. In compenso mi chiamavano tutte le grandi aziende, e per i motivi opposti. Una volta mi proposero un\u2019assunzione immediata nell\u2019ufficio del personale di una grande industria. Vendevano aerei da guerra in Siria. Io tornavo a casa e avevo Billy Bragg sul giradischi. Telefonai: \u201cMi spiace. Avete puntato sulla persona sbagliata\u201d. Non avrei mai potuto farcela. Mi presero in un grande studio, mentre andavo in tribunale avevo Rockerilla e l\u2019NME nella borsa. Mi chiudevo nella mia stanza e ascoltavo i Minutemen nel walkman. Non sentivo le chiamate che arrivavano dalla segreteria.Bussai alla porta del titolare dello studio e dissi \u201cMi spiace. Avete puntato sulla persona sbagliata\u201d. Di nuovo capii che non avrei mai potuto farcela. Il giorno dopo andai a fare il commesso nel mio negozio di dischi preferito. I miei non dissero nulla, ma capirono lentamente. La mia compagna di allora, oggi mia moglie, mi sostenne. Moralmente ed economicamente. Billy Bragg e i Minutemen non lo seppero mai.<\/p>\n<p><strong>La nota biografica, poi, si chiude con \u201cL\u2019ultimo disco dei Mohicani \u00e8 il suo primo libro\u201d. Ecco, quindi, che scatta immediatamente la seconda domanda, altrettanto banale: come si arriva a pubblicare il primo libro a 44 anni, in un\u2019epoca in cui ci sono autori che neanche a trent\u2019anni hanno pubblicato dischi e libri a volont\u00e0? <\/strong><br \/>\nScrivo da pi\u00f9 di quindici anni su Rumore e ho spesso collaborato con riviste musicali, occupandomi talvolta anche di letteratura e sport. Non avevo mai preso seriamente in considerazione l\u2019idea di scrivere un libro. Sono lento, tendo a rimandare tutto all\u2019ultimo momento (ma sono puntualissimo). Seppur in modo svagato, elaboro per\u00f2 in continuazione. Credo fermamente nella necessit\u00e0 di fare poche cose, ma bene. E nell\u2019obbligo di seguirle finch\u00e9 si pu\u00f2, promuoverle e assecondarle. In un mondo di tutto e di pi\u00f9, io sostengo il \u201cmeno \u00e8 meglio\u201d. Quindi mi sono svegliato tardi. L\u2019idea di questo libro ce l\u2019avevo per\u00f2 da tempo, questo s\u00ec. Fermentava dentro e alla fine si \u00e8 tramutata in una vera esigenza.<\/p>\n<p><strong>Quanto tempo ci hai lavorato sopra?<\/strong><br \/>\nMolto poco e a tratti. Soprattutto notti e qualche pomeriggio strappato agli impegni di famiglia (una bambina che esce da scuola, hai comprato il latte?, l\u2019altra bambina che esce dall\u2019asilo, cazzo c\u2019\u00e8 una perdita in cucina!), al lavoro in negozio e alle scadenze delle riviste. Ho sempre vagheggiato di andarmene via un paio di settimane a \u201cscrivere il mio libro\u201d, ma \u00e8 stato impossibile. Ho subaffittato una stanza nello studio dove lavora mia moglie e stretto i tempi. In totale, e con pause lunghissime in mezzo, direi sei mesi circa.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 proprio Castelvecchi editore? <\/strong><br \/>\nMi aveva cercato Arcana per un progetto diverso, pi\u00f9 strettamente musicale. Bisognava seguire un gruppo, fare interviste e muoversi. Impossibile per me in quel periodo. A Gianluca Testani, direttore artistico di Arcana, parlai per\u00f2 del progetto di quello che sarebbe poi diventato L\u2019ultimo disco dei Mohicani e gli fece leggere quel poco che avevo gi\u00e0 scritto. Lui ne fu entusiasta sin dall\u2019inizio. Il passaggio a Castelvecchi, casa editrice gemella, lo concordammo insieme, perch\u00e9 il libro potesse nascere in un ambito pi\u00f9 strettamente narrativo e meno musicale. Non ho mai contattato nessun altro editore. Per me \u00e8 determinante lavorare con le persone che mi piacciono e sono gentili con me. Gianluca \u00e8 stato uno di questi. Firmare un contratto e avere una data di consegna \u00e8 stato fondamentale. Io mi conosco bene e so che soltanto gli obblighi mi spronano a produrre.<\/p>\n<p><strong>Penso che L\u2019ultimo disco dei Mohicani  vada letto non solo per scoprire un microcosmo stravagante e sconosciuto a molti, quale quello degli appassionati di musica rock, ma anche per capire a quale categoria di maniaci musicali si appartiene. In fondo un negozio di dischi \u00e8 quasi sempre frequentato da gente fissata, o no? Quando hai capito che la tua laurea in giurisprudenza si sarebbe ben presto trasformata in una laurea in psicologia?<\/strong><br \/>\nAlla fine sono diventato come un taxista newyorchese, che non si stupisce pi\u00f9 di nulla. La musica e il collezionismo sono due (splendide) dipendenze che selezionano gi\u00e0 alla porta un certo tipo di umanit\u00e0, ma davvero io credo di avere una sorta di calamita che attira i caratteri sghembi. La gente ha bisogno di essere ascoltata, si \u201capre\u201d, e dopo poco l\u2019ordinario va in soffitta. Di sicuro quando mi hanno chiesto \u201cChe Guevara ha fatto pi\u00f9 niente?\u201d ho capito che non si tornava pi\u00f9 indietro.<\/p>\n<p><strong>Conciliare lavoro e passione non sempre pu\u00f2 risultare piacevole. C\u2019\u00e8 stato il classico momento in cui avresti voluto abbandonare il tuo lavoro e goderti le tue passioni, in perfetta solitudine, da semplice consumatore finale?<\/strong><br \/>\nOnestamente accade spesso. Culli questa idea di essere a casa ad ascoltare Nick Drake mentre fuori nevica. Talvolta fai il pieno di \u201cparole\u201d e scoppi. Probabilmente accade a chiunque abbia fare con il pubblico. Ma altrettanto sinceramente la condivisione di questa insana passione \u00e8 ancora un punto forte. Le classifiche, le analisi dei brani, le lista di ricerca, il pacco appena arrivato dall\u2019Inghilterra: \u00e8 ancora un bello spasso.<\/p>\n<p><strong>Oggi rispetto a ieri, cos\u2019\u00e8 cambiato nell\u2019attitudine culturale dell\u2019appassionato di musica? E cosa invece \u00e8 rimasto pressoch\u00e9 immutato? <\/strong><br \/>\nL\u2019appassionato che ha iniziato con il supporto fisico, vinile o cd che sia, \u00e8 rimasto in buona parte lo stesso. Anzi, in molti i casi ha estremizzato la sua passione\/ ossessione. Chi comprava tre cd all\u2019anno e adesso scarica tonnellate di files senza nome dall\u2019ufficio, non ha mai fatto testo. Sulle nuove generazioni la smaterializzazione della musica e la sua apparente mancanza di valore (e non solo monetario) ha tracciato una linea netta. Ma ultimamente ho notato un piacevole ritorno dei giovanissimi. Ipod e vinile stanno diventando un connubio diffuso.<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 la tua opinione circa le webzine che fanno critica musicale?<\/strong><br \/>\nVanno benissimo, purch\u00e9 siano ponderate e non buttate di getto. Non amo il bloggerismo d\u2019assalto, i giudizi di pancia e livorosi. La possibilit\u00e0 di pubblicare immediatamente on line spesso si porta dietro una mancanza totale di filtro, una sorta di autocensura che, a ogni livello (carta stampata compresa), andrebbe pi\u00f9 praticata.<\/p>\n<p><strong>\u00c8 inutile dire che ho trovato il tuo libro davvero bello e divertente oltre che pieno zeppo di riferimenti. Mi chiedevo, per\u00f2, se tutti quei personaggi e quelle situazioni sono davvero reali o se in parte sono frutto della fantasia dello scrittore Maurizio Blatto?<\/strong><br \/>\nDrammaticamente reali. Io ho apportato giusto qualche arrotondamento narrativo. E, in un\u2019ottica di protezione dei collaboratori di giustizia, ho cambiato qualche nome per salvaguardare la libert\u00e0 di alcuni compratori selvaggi. Da scrittore, se avessi inventato le storie, temo che mi sarei auto cassato. Tipo \u201cNo, a questa non ci crederebbe nessuno\u201d.<\/p>\n<p><strong>Che fine ha fatto, allora, l\u2019uomo che ha inventato i Massive Attack? L\u2019hai pi\u00f9 visto o sentito? (ndr, sorrido)<\/strong><br \/>\nSparito. Per fortuna mi verrebbe da aggiungere. In realt\u00e0 sono io che gli dovrei qualcosa. Beissline \u00e8 il pezzo che funziona di pi\u00f9 durante le presentazioni e il fatto che gli Offlaga Disco Pax lo abbiano sempre letto (e musicato) durante i bis del loro ultimo tour \u00e8 stato per me un grandissimo veicolo promozionale. Oltre che un evidente motivo d\u2019orgoglio. Dove sar\u00e0? Magari sta inventando il genere musicale che sconvolger\u00e0 il prossimo decennio. Chiss\u00e0.<\/p>\n<p><strong>C\u2019\u00e8 stato qualche cliente che leggendo il libro si \u00e8 riconosciuto in uno dei personaggi da te descritti ed \u00e8 venuto in negozio o ti ha chiamato al telefono per lamentarsi o per complimentarsi?<\/strong><br \/>\nIo avevo avvertito tutti. Guardate che sto scrivendo un libro su Backdoor, magari ci finite dentro\u2026 Praticamente tutti mi hanno dato carta libera, felici in ogni caso di venir rappresentati e inseriti nel nostro amato microcosmo. Ma succede spesso che qualcuno che \u00e8 stato descritto, anche ferocemente, mi dica: \u201cComunque mi sono riconosciuto!\u201d. Allora mi tremano i polsi e chiedo \u201cAh s\u00ec, dove?\u201d. E loro, immancabilmente \u201cEh, in quel capitolo dove si parla delle mogli che rompono i coglioni! Che vita dobbiamo fare!\u201d<\/p>\n<p><strong>Dentro questo libro c\u2019\u00e8 un po\u2019 tutto quello che il rocker e l\u2019appassionato di musica rock cerca: sesso, sentimento, divertimento ma soprattutto il fervore per quel background culturale che ci spinge a leggere certi libri, a vedere certi film e ad ascoltare certi dischi. C\u2019\u00e8 qualcosa che non hai scritto e che avresti voluto aggiungere?<\/strong><br \/>\nSesso soprattutto degli altri direi (vedi il paragrafo di Marcello), ma capisco cosa intendi. Oltre a<br \/>\nci\u00f2 che dici mi preme il senso di appartenenza. Trib\u00f9, sottocultura, manipolo di snob, conventicola di \u201ctuonati\u201d. Qualsiasi cosa sia \u00e8 un sentire fondamentale. Nel libro ho messo tutto quello che ritenevo importante e funzionale al ritmo della narrazione. Incredibilmente mi sono scordato di \u201cQuando ho stretto la mano al Presidente del Kazakistan\u201d, destinato a diventare una sorta di bonus track del futuro.<\/p>\n<p><strong>Per caso stai gi\u00e0 pensando di scrivere un altro libro?<\/strong><br \/>\nCome accennavo prima, sono nella fase dell\u2019elaborazione. Ci penso con una certa continuit\u00e0. Tenterei un romanzo, mantenendo alcune caratteristiche mohicane. Territorialit\u00e0 e linguaggio soprattutto.<\/p>\n<p><strong>Credo che i negozi di dischi in qualche modo si somiglino un po\u2019 ovunque, per clientela, per atmosfere, per situazioni talvolta anche assurde e imbarazzanti, soprattutto per chi entra per sbaglio o per la prima volta in simili ambienti. Pensi che andrebbe ratificata una legge o una circolare interna tra i negozianti del settore che obblighi a esporre all\u2019esterno un cartello a caratteri cubitali del tipo: \u201cAttenzione: questo \u00e8 un negozio di dischi\u201d? <\/strong><br \/>\nL\u2019insegna potrebbe aiutare, soprattutto quando entrano e ti chiedono un dvd di George Clooney o una grammatica in spagnolo\u2026<\/p>\n<p><strong>Consiglieresti mai questo lavoro alle tue figlie?<\/strong><br \/>\nNon direi, penso che vendere dischi diventer\u00e0 come fare il liutaio o aprire una bottega di caccia e pesca. Qualcosa di simile a quelle occupazioni che vedi nelle saghe di paese, stile \u201cgli antichi mestieri\u201d. Detto questo per me rimane tra i lavori migliori del mondo. Di sicuro auguro alle mie due figlie di poter fare una professione che le gratifichi e le rappresenti almeno in parte. Banale e disperato come auspicio, mi rendo conto. Ma credo valga la pena di rischiare. E accontentarsi, certo.<\/p>\n<p><strong>Sempre dalla tua nota biografica, leggo: \u201cDovendo scegliere, sceglie il vinile\u201d. Quali in particolare? <\/strong><br \/>\nDrammaticamente tutti. I vinili intendo, da quelli pregiati e irraggiungibili, fino alle schifezze da mercato dei disgraziati. Gli originali della Motown e il 45 con i discorsi di Papa Giovanni. Tutto mi seduce in qualche modo. Pochi oggetti come il vinile hanno la capacit\u00e0 di catapultarti in un\u2019epoca distante o in una dimensione parallela. I 10\u201d della Sarah records con le copertine fiorite e le raccolte disco anni settanta con scritto a biro \u201cStefania sei bona\u201d sul retro. Tutto mi comunica qualcosa. Quelli che mi hanno segnato irrimediabilmente? Per motivi diversi, i tre fondamentali sono l\u2019esordio degli Smiths, la banana dei Velvet Underground e Lungo i bordi dei Massimo Volume.<\/p>\n<p><strong>Il solito gioco: qual \u00e8 stato il tuo disco del 2010?<\/strong><br \/>\nCattive Abitudini dei Massimo Volume. Un ritorno da me desideratissimo, ma con risultati artistici superiori ad ogni aspettativa. Ispirato dall\u2019inizio alla fine, intensissimo.<\/p>\n<p><strong>Un libro e un film che invece ami appassionatamente e che, spesso e volentieri, ti \u00e8 capitato di tornare a leggere o a guardare.<\/strong><br \/>\nAl solito, difficile scegliere. Ma direi Si spengono le luci di Jay McInerney. Affresco di perdita e caduta di un\u2019eleganza infinita (io muoio ogni volta dietro alle storie delle coppie che si sgretolano. Insieme al tema della sopravvivenza \u00e8 la mia cosa). Il film? Butch Cassidy, probabilmente per gli stessi motivi elencati sopra.<\/p>\n<p><strong>Buttiamola anche sul polemico (ndr, sorrido). Pensi davvero che <em>Tunnel Of Love<\/em> sia uno dei dischi peggiori di una discografia brillante quale quella di Bruce Springsteen? Sono convinto che quel disco, pur non essendo un capolavoro, col passare degli anni abbia riacquistato la sua giusta dignit\u00e0, non credi?<\/strong><br \/>\nTanto per chiarirci ho paura degli springsteeniani, come di tutti i fedeli intransigenti di qualsiasi chiesa. Non ritengo un cattivo disco Tunnel of Love. Temo addirittura di averlo. \u00c8 malinconico e per nulla machista dopo gli steroidi, magari involontari, di Born in The U.S.A. Ma \u00e8 un innegabile classico degli usati. Il rocker stereotipato (padano o dell\u2019Arkansas che sia) lo vive come un tradimento. \u00c8 il tiramis\u00f9 portato alla grigliata delle salsicce di cervo. Non va. Quindi tutti se lo sono venduto. \u00c8 pieno di chiaroscuri con suoni sbagliati. Non ha la bellezza disperata e scarna di Nebraska, ma \u00e8 un po\u2019 tramonto anni ottanta. Il che me lo rende simpatico. Dopo quel disco tutto quello che ho sentito di Springsteen, francamente, mi \u00e8 parsa poca cosa.<\/p>\n<p><strong>Senti, ma \u201ca livello di Italia\u201d, musicalmente, come siamo messi?<\/strong><br \/>\nAh! meglio che a livello di Spagna, tanto per citare la richiesta bizzarra del libro. Io sono un grande appassionato di musica italiana, non soltanto per motivi di lingua, ma per la sua vera qualit\u00e0. Detesto lo snobismo \u201cah no, sai che seguo soltanto gli americani\u201d e simili. Ritengo che siano moltissimi i gruppi interessanti in giro. I miei preferiti? Massimo Volume, Perturbazione, Offlaga Disco Pax e Altro. E tra le ultime cose Distanti,  Piet Mondrian e Duemanosinistra.<\/p>\n<p><strong>Una volta, diciamo una ventina di anni fa, ero fuori un negozio di dischi mentre aspettavo che aprisse. Ricordo bene ancora oggi che c\u2019era una persona dietro di me con i capelli lunghi e un giubbetto di jeans tappezzato di teschi e di toppe raffiguranti gruppi come Iron Maiden, AC\/DC, Slayer e affini. Per tutta l\u2019attesa non fece altro che emettere suoni di batteria con la bocca (si fa per dire) portando il ritmo con la mano destra sulla gamba destra, quasi fosse a un concerto. Devo ammettere che quel tipo di atteggiamento fu abbastanza noioso e tracotante. A distanza di tanti anni ti chiedo, visto che tu ne hai viste di tutti i colori, che tipo di cliente \u00e8 l\u2019ascoltatore di Metal? Poi: perch\u00e9 a un certo punto avete deciso di non trattare pi\u00f9, o meglio di accantonare, questo genere di musica a Backdoor?<\/strong><br \/>\nIo non sono mai stato un metallaro, ma ho sempre avuto simpatia per il loro atteggiamento. Sono dei fan assoluti e non temono il ridicolo, nemmeno quando si riempiono di mostri, croci grosse come quelle del Cimabue e inserti leopardati sul giubbotto. Mantengono una sorta di devozione per il genere anche in tarda et\u00e0, e persino chi non \u00e8 pi\u00f9 metallaro in genere parla con un sorriso del suo periodo Saxon. Quando Backdoor, all\u2019epoca Metalbridge, apr\u00ec nel 1982 scelse il metal per ragioni direi commerciali. Io arrivai nel 1994, quando tutto il metallo era gi\u00e0 stato accantonato con rara lungimiranza. Una mezza follia, il metal vende sempre. Attualmente ha un suo repartino in vinile sopra il mobile del jazz, prezzo unico e baraonda senza ordine alfabetico. Ma sopravvive.<\/p>\n<p><strong>Devo ammettere che, dopo aver letto il tuo libro, mi sono sentito una &#8220;persona normale&#8221;. Grazie!<\/strong><br \/>\nOttimo, vuol dire che ti sei riconosciuto in questa via di mezzo tra il villaggio di Asterix e il Circolo Pickwick. \u00c8 una compagnia \u201cdisturbata\u201d ma accogliente. Un po\u2019 questo effetto consolatorio di non sentirsi solo ha fatto anche la fortuna del libro. Ci si annusa e riconosce al tempo stesso. L\u2019importante \u00e8 non identificarsi con i casi davvero clinici che abbondano nella prima parte del libro. Io lo dico sempre, \u201cnon vi sembrava che parlassi di voi? Grande, siete sani\u201d. Ma nel caso qualcuno cominciasse ad avere dei dubbi, dagli il mio indirizzo. Sono sicuro di avere il disco giusto per guarire anche lui. <\/p>\n<p><em>Foto: Luca Saini<\/em><\/p>\n<p><em>ML &#8211; UPDATE N. 76 (2011-03-07)<\/em><\/p>\n<p><head><\/p>\n<div id=\"fb-root\"><\/div>\n<p><script>(function(d, s, id) {\n  var js, fjs = d.getElementsByTagName(s)[0];\n  if (d.getElementById(id)) return;\n  js = d.createElement(s); js.id = id;\n  js.src = &#8220;\/\/connect.facebook.net\/it_IT\/all.js#xfbml=1&#038;appId=135728516513&#8221;;\n  fjs.parentNode.insertBefore(js, fjs);\n}(document, &#8217;script&#8217;, &#8216;facebook-jssdk&#8217;));<\/script><br \/>\n<meta http-equiv=\"Content-Type\" content=\"text\/html; charset=windows-1252\"><\/p>\n<p><\/head><\/p>\n<p><body><\/p>\n<p><\/body><\/p>\n<div class=\"fb-comments\" data-href=\"http:\/\/www.musicletter.it\/indienews\/?x=entry:entry110403-020443\" data-width=\"540\" data-num-posts=\"50\"><\/div>\n<p><\/html><\/p>\n<p align=\"center\"><a href=\"https:\/\/www.paypal.com\/cgi-bin\/webscr?cmd=_s-xclick&#038;hosted_button_id=8602479\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" src=\" http:\/\/www.musicletter.it\/imageblog\/Sostieni-Musicletter.it.png\"><\/a><\/p>\n<p align=\"center\"><a href=\"javascript:print();\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.musicletter.it\/imageblog\/icona_stampa.gif\"><\/a><\/p>\n<p align=\"center\"><\/script>\n<link rel=\"stylesheet\" href=\"EGSharePage.css\" \/><script language=\"Javascript\" src=\"EGSharePage.js\"><\/script><\/p>\n<p align=\"center\"><a name=\"fb_share\" type=\"button_count\" href=\"http:\/\/www.facebook.com\/sharer.php\"><\/a><script src=\"http:\/\/static.ak.fbcdn.net\/connect.php\/js\/FB.Share\" type=\"text\/javascript\"><\/script><\/p>\n<p align=\"center\"><script type=\"text\/javascript\" src=\"https:\/\/apis.google.com\/js\/plusone.js\">{lang: &#8216;it&#8217;}<\/script><g:plusone size=\"middle\"><\/g:plusone><script src=\"\/\/platform.twitter.com\/widgets.js\" type=\"text\/javascript\"><\/script><a href=\"https:\/\/twitter.com\/share\" class=\"twitter-share-button\">Tweet Share<\/a><\/p>\n<p align=\"center\"><iframe src=\"\/\/www.facebook.com\/plugins\/like.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fmusicletter.it&amp;send=false&amp;layout=standard&amp;width=530&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font&amp;height=60\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\" style=\"border:none; overflow:hidden; width:530px; height:60px;\" allowTransparency=\"true\"><\/iframe><\/p>\n<p align=\"center\"><script type=\"text\/javascript\"><!--\ngoogle_ad_client = \"ca-pub-2786224341992971\";\n\/* Banner-Post-Google *\/\ngoogle_ad_slot = \"6527425955\";\ngoogle_ad_width = 468;\ngoogle_ad_height = 60;\n\/\/-->\n<\/script><br \/>\n<script type=\"text\/javascript\"\nsrc=\"http:\/\/pagead2.googlesyndication.com\/pagead\/show_ads.js\">\n<\/script><\/p>\n<p align=\"center\">Cerca e compra online il biglietto dell&#8217;evento che desideri<\/p>\n<p align=\"center\"><a href=\"http:\/\/ad.zanox.com\/ppc\/?22461310C1934481759T\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/ad.zanox.com\/ppv\/?22461310C1934481759\" align=\"bottom\" width=\"535\" height=\"60\" border=\"0\" hspace=\"1\" alt=\"T1_Generic_468x60\"><\/a><\/p>\n<p align=\"center\">Cerca e compra un disco, un dvd, un acccessorio di abbigliamento<\/p>\n<p align=\"center\"><a href=\"http:\/\/www.musicletter.it\/shop\/music\/\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.musicletter.it\/imageblog\/ml-shop.gif\"><\/a><\/p>\n<p align=\"center\">\n<form action=\"http:\/\/www.google.it\" id=\"cse-search-box\" target=\"_blank\">\n<div>\n<input type=\"hidden\" name=\"cx\" value=\"partner-pub-2786224341992971:5273369113\" \/><br \/>\n<input type=\"hidden\" name=\"ie\" value=\"UTF-8\" \/><br \/>\n<input type=\"text\" name=\"q\" size=\"79\" \/><br \/>\n<input type=\"submit\" name=\"sa\" value=\"Cerca con Google\" \/>\n  <\/div>\n<\/form>\n<p><script type=\"text\/javascript\" src=\"http:\/\/www.google.com\/jsapi\"><\/script><br \/>\n<script type=\"text\/javascript\">google.load(&#8221;elements&#8221;, &#8220;1&#8221;, {packages: &#8220;transliteration&#8221;});<\/script><br \/>\n<script type=\"text\/javascript\" src=\"http:\/\/www.google.com\/cse\/t13n?form=cse-search-box&#038;t13n_langs=en\"><\/script><br \/>\n<script type=\"text\/javascript\" src=\"http:\/\/www.google.it\/coop\/cse\/brand?form=cse-search-box&amp;lang=it\"><\/script><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019ultimo disco dei Mohicani \u00e8 uno di quei libri che va letto non tanto per scoprire un microcosmo stravagante e sconosciuto a molti, quale quello degli appassionati di musica rock, quanto invece per capire a quale categoria di maniaci musicali si appartiene. 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