Venerdì, 1 Marzo 2019

Una breve ma signficativa chiacchierata con Edda a proposito del suo nuovo disco intitolato “Fru Fru”

Intervista a Edda di Luca D'Ambrosio
Il 22 febbraio è uscito per Woodworm Label il quinto album da solista di Stefano Rampoldi, più semplicemente Edda, con il quale ho fatto una breve ma significativa chiacchierata. Ah, dimenticavo: il disco si intitola Fru Fru perché - come dice lo stesso autore - “nella vita per essere felici bisogna essere un po’ Fru Fru”.

“Fru Fru” è il tuo nuovo disco. Perché questo titolo e in quale direzione si muovono queste canzoni?
“Fru Fru” significa che per cambiare vita bisogna almeno attestarsi al livello della virtù, altrimenti si rimane imprigionati nella condizione di passione e ignoranza. E in questi ambiti si può soltanto soffrire e fare cose sbagliate. Quindi, per stare bene bisogna essere un po’ “fru fru”, ovvero essere leggeri, umili è molto intelligenti. E per essere intelligenti bisogna anche essere felici. Quindi questo disco va alla ricerca della felicità.

Con chi hai lavorato e quanto tempo hai impiegato per realizzare questo nuovo album?
Per fare questo disco mi sono avvalso della collaborazione del produttore Luca Bossi con il quale ho lavorato per un anno. Io gli inviavo le mie canzoni e lui poi mi mandava i suoi arrangiamenti.

Com’è nato il disco?
È nato come nascono tutte le canzoni, per grazia ricevuta. Le canzoni non le scrivo io, mi arrivano già scritte. E fintanto che arrivano sono fortunato, quando smetteranno di arrivare mi servirò di altre persone.

Hai seguito l’ultima edizione del Festival di Sanremo? Se sì, mi dici qual è la stata tua canzone preferita?
Seguo sempre Sanremo, solo che quella settimana ero con mio padre e non facevamo altro che litigare. Comunque, la canzone che mi è piaciuta di più è stata quella di Achille Lauro.

Ti piacerebbe partecipare a Sanremo?
No, non mi piacerebbe andare a Sanremo, perché, per me, sarebbe una situazione stressante. Non sono assolutamente sicuro della mia immagine e mi creerebbe imbarazzo e, quindi, sarebbe una situazione di sofferenza.

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Luca D’Ambrosio


A metà strada tra Dio ed Elvis




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