Venerdì, 11 Dicembre 2015

Pillole quotidiane: 10 dischi italiani e 10 dischi non italiani del 2015

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Il gioco è sempre lo stesso: scegliere 20 dischi dell’anno che ho ascoltato con maggiore piacere e attenzione. Per comodità personale ho preferito dividerli in “10 dischi italiani” e “10 dischi non italiani”. È inutile dire, infine, che il 30-40% di ciascuna lista (in ordine alfabetico secondo il nome dell’artista o del gruppo) potrebbe cambiare da un momento all’altro. [Read More…]

Giovedì, 6 Dicembre 2012

(Top 10) - I miei dieci dischi preferiti del 2012

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Ecco i miei dieci dischi preferiti del 2012, ovvero quelli che ho ascoltato di più. [Read More…]

Venerdì, 13 Gennaio 2012

The Underground Youth - Delirium (2011)

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Ho un archivio musicale spaventoso e, sinceramente, pur pensando di vivere un centinaio di anni in più non sarei mai in grado di ascoltarlo tutto. Ecco, quindi, che mi tocca spulciarlo qua e là, in modalità più o meno random, per tentare di recuperare qualcosa di buono che a partire già dal primo click valga la pena di ascoltare attentamente, ma soprattutto che valga la pena di recuperare su CD o, meglio ancora, su vinile. [Read More…]

Venerdì, 2 Dicembre 2011

I miei dischi preferiti del 2011 (10+10+5)

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Ecco i miei dischi preferiti del 2011.[Read More…]

Sabato, 5 Marzo 2011

Maurizio Blatto - Intervista (2011)

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L’ultimo disco dei Mohicani è uno di quei libri che va letto non tanto per scoprire un microcosmo stravagante e sconosciuto a molti, quale quello degli appassionati di musica rock, quanto invece per capire a quale categoria di maniaci musicali si appartiene. Una sorta di autopsicoanalisi comparativa che, in parole povere, significa: a chi assomiglio? Al piastrellista in fissa per il funky e le donne di colore o al diabolico e perverso Paragonio che ha “il vizio di accostare qualsiasi artista (che ti piace) a uno (che detesti) lontano anni luce per sensibilità e caratteristiche”? All’audiofilo hardcore o a Mimmo Regghe? A Tony Locomotiva o a Renatino Punk? Ad Autolavaggio o ai gemelli Diufaus? O vi sentite proprio come Maurizio Blatto che passa intere giornate dietro il bancone ad ascoltare i racconti più disparati e bizzarri dei clienti? Insomma, di storie e di personaggi con cui confrontarsi non ne mancano. Perché Backdoor, storico negozio di dischi di Torino, è un piccolo universo fatto di veri e propri cultori musicali, più o meno folli, ma anche di improvvisati frequentatori che, varcando la porta d’ingresso, sono capaci di porre le domande più assurde di… [Leggi il resto...]

Venerdì, 4 Dicembre 2009

The Felice Brothers - S.T. (2008)

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Tre fratelli - Ian, Simone e James Felice - della periferia di New York che vivono la strada suonando in ogni angolo di metropolitana, facendo i lavori più disparati e saltando come dei perfetti hobos di treno in treno. Un continuo peregrinare che li porta dapprima all’incontro con Christmas, abile giocatore di dadi che si unisce alla band, e successivamente a un contratto discografico con la Loose Music con la quale – dopo aver autoprodotto Through These Reins and Gone (2006) - realizzano nel 2007 il primo vero album d’esordio intitolato Tonight At The Arizona. [Read More…]

Arab Strap - Monday at the Hug & Pint (2003)

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La mia vicenda con Monday at the Hug & Pint degli Arab Strap potrebbe essere paragonata alla storia di Salim (se non ricordo male, credo di averla letta su un vecchio diario realizzato da una comunità di recupero per tossicodipendenti) che si può riassumere così: “Salim era un giovane pescatore che viveva sulle rive del fiume Gange. [Read More…]

The Band of Black Ranchette - Still Lookin Good To Me (2003)

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Nato a metà degli anni Ottanta dal talento creativo di Howe Gelb, come progetto parallelo a quello ispido e tortuoso dei “più celebri” Giant Sand, The Band Of…Black Ranchette propone, a differenza del “Gigante di Sabbia”, sonorità americane meno ruvide e più tradizionali. Still Lookin’ Good To Me, quarto album della serie, ci consegna - dopo un gap di circa 13 anni e a distanza di 18 dall’esordio discografico – un Gelb in forma smagliante che per l’occasione scrive quattordici belle canzoni, pardon, dodici se escludiamo l’arrangiamento del brano tradizionale Working On The Railoard e Square scritta insieme all’amico Rainer Ptacek (1951-1997) - che riflettono le sfumature e gli sviluppi delle sue recenti produzioni. [Read More…]

Joseph Arthur - Redemption’s Son (2002)

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Nel marasma musicale d’oggigiorno, fitto di nuove e repentine uscite discografiche che il più delle volte rendono spasmodici i nostri ascolti, capita sempre più spesso che alcuni dischi, così particolarmente piacevoli, durino giusto il tempo di una breve stagione musicale per poi essere dimenticati in un angolo recondito dei nostri scaffali. È il caso di Redemption’s Son, terzo album in studio del musicista americano Joseph Arthur, lasciato in disparte per un lungo periodo e ripescato casualmente in occasione della solita riorganizzazione di fine anno. [Read More…]

The Housemartins - The People Who Grinned Themselves To Death (1987)

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Non saprei dirvi fino a che punto “La Gente Che Sogghignava Fino a Morire” possa essere considerato “un disco per l’estate”[1] ma questo secondo e ultimo lavoro in studio degli Housermartins, che segue il ben più noto e seminale London 0 Hull 4 del 1986, è quanto di più leggero e allo stesso tempo vibrante abbia potuto ascoltare sul finire degli anni ottanta e che, a distanza di 24 anni, torna ad accompagnarmi in questo nuovo solstizio d’estate. [Read More…]

Mercoledì, 28 Ottobre 2009

Intervista su Qui Magazine (2009)

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QUI MAGAZINE Frosinone | Maggio 2009

Musicletter, la musica è in linea di Ilaria Ferri

ALLA FANZINE NATA NEL 2005 PER INIZIATIVA DI LUCA D’AMBROSIO COLLABORANO TANTI APPASSIONATI

L’amore per la musica, la voglia di diffondere una cultura alternativa, il piacere di scrivere, di curiosare e portare alla luce le gemme spesso nascoste del panorama nazionale e internazionale: sono questi gli elementi che hanno portato alla nascita di Musicletter, fanzine creata da Luca D’Ambrosio, oggi una delle riviste on line più consultate e autorevoli, grazie all’apporto di collaboratori appassionati, provenienti anche dal mondo del giornalismo musicale “tradizionale”. Di questa bella realtà abbiamo parlato con Luca (ideatore anche del festival sorano “Riverland”).

Luca, come nasce l’avventura di Musicletter?

Nasce dalla mia passione per la musica e dal tentativo di voler condividere le proprie emozioni cercando di metterle “nero su bianco”. L’avventura è iniziata nel febbraio del 2005 con una semplice newsletter contenente alcune mie recensioni destinata ad appena 300 indirizzi di posta elettronica. All’epoca non avevo alcun collaboratore e il sito ancora non… [Leggi il resto...]

Luca D’Ambrosio


A metà strada tra Dio ed Elvis


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