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The Microphones – Mount Eerie (2003)

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Dietro lo pseudonimo The Microphones si nasconde Phil Elvrum, uno dei personaggi più prolifici e geniali d’inizio secolo. Batterista schivo e irrequieto degli Old Time Relijun, con Mount Eerie il cantautore americano mette in fila cinque pregevoli composizioni che si muovono tra sperimentazione e motivi di folk depresso. Canzoni generate dall’angoscia che hanno come filo conduttore una storia surreale a partire dall’iniziale The Sun, diciassette minuti di melodie instabili, rumori improvvisi e battiti cardiaci che si disperdono dentro ritmi ancestrali sempre più incalzanti, passando per le tetre orchestrazioni di Universe (episodio n. 3) e Mount Eerie, fino a raggiungere la conclusiva Universe (sì, il titolo è lo stesso della precedente) che rivela l’intera e struggente bellezza della montagna misteriosa. Un disco difficilmente assimilabile al primo ascolto nonostante Solar System cerchi di profonderci una fugace letizia attraverso le sue atmosfere placide e quasi popolari. Nel suo complesso Mount Eerie si rivela un lavoro sperimentale e con forme di cantautorato davvero fuori dal comune. Un concept album da affrontare attentamente e in più ascolti. Un’opera teatrale? Mah! Di sicuro un capolavoro. (Luca D’Ambrosio)

[1]Recensione pubblicata su ML – n. 45



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Di Luca D'Ambrosio

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