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The Sand Band – All Through The Night (2011)

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All Through The Night è il disco giusto nel momento sbagliato. Il classico album che avremmo dovuto ascoltare o, meglio ancora, che avremmo dovuto scoprire in autunno o in inverno e non in questo soleggiato e terso inizio di primavera. Sappiamo benissimo però che le stagioni della vita difficilmente corrispondono a quelle astronomiche. Ecco quindi che, nel pieno del risveglio della natura, ci si ritrova immersi nelle atmosfere malinconiche e cupe di questo fulminante esordio sulla lunga distanza dei Band Sand, formazione di Liverpool guidata dal produttore e songwriter David McDonnell che mette su una manciata di canzoni di una purezza melodica davvero unica. Brani che sembrano essere usciti tanto dal repertorio dei Calexico quanto da quello di Elliott Smith o di Sparklehorse, ma che in realtà racchiudono quell’intimità tipica di Leonard Cohen e quegli spleen acustici cari a Mark Eitzel e a i suoi American Music Club. Di paragoni e di riferimenti se ne potrebbero fare ancora molti, ma non è certamente nostra intenzione continuare questo gioco perverso dei confronti e dei rimandi. Ciò che più ci preme sottolineare, invece, è la struggente poesia di gemme come Set Free, The Secret Chord, Someday the Sky e Burn This House/Hourglass che svelano appassionatamente, sulla falsariga di Nick Drake, il lato oscuro e catartico dell’amore. Un condensato di musica folk, pop e persino di riverberi vagamente psichedelici da ascoltare preferibilmente in autunno o, quantomeno, col calare della notte, quando tutto intorno smette di far rumore.

ML – UPDATE N. 77 (2011-04-24)

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Di Luca D'Ambrosio

L'amore per un disco è un sentimento reale