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Recensione: Sharon Van Etten – Tramp (2012)

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Prodotto da Aaron Dessner dei National, Tramp è il terzo album della cantautrice americana originaria del New Jersey che già nel 2009 ci aveva sorpreso con l’esordio intitolato Because I Love You. Di lì a poco Epic del 2010, il secondo lavoro sulla lunga distanza apprezzato, quasi all’unanimità, dalla critica musicale specializzata. E come dare loro torto una volta ascoltate le canzoni di questa giovane americana? Sharon Van Etten è una musicista estremamente sensibile che non ha alcuna difficoltà a trasformare, magnificamente, i propri sentimenti in musica e parole. Lo fa con stile e con amore, ma anche con tutta l’inquietudine che porta dentro di sé. Lo fa con una voce superba, profonda e tagliente (Serpents). Lo fa muovendosi abilmente tra il rock e il folk. E quest’ultima fatica è l’ennesima riprova del suo inequivocabile talento e fervore artistico. Il talento di una giovane autrice indie rock che a soli tre anni dal debutto ha realizzato il suo disco più equilibrato e completo, capace, oltretutto, di racchiudere tre gioiellini come We Are Fine, I’m Wrong e Joke or a Lie. Pubblicato all’inizio del 2012, Tramp, inoltre, vede la partecipazione di Zachary Francis Condon (Beirut), Matt Barrick (The Walkmen), Jenn Wasner (Wye Oak), Julianna Barwick e Thomas Bartlett (Doveman). (Luca D’Ambrosio)


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Di Luca D'Ambrosio

L'amore per un disco è un sentimento reale