Lastanzadigreta e le “Macchine inutili” da ascoltare

Pubblicato il 5 febbraio 2021 da Sciopero Records, il secondo album della formazione composta da Alan Brunetta, Leonardo Laviano, Flavio Rubatto, Umberto Poli e Jacopo Tomatis si rivela un lavoro pop impegnato e di qualità ma allo stesso tempo pieno di leggerezza.

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Attivi più o meno dal 2009 e vincitori nel 2017 della Targa Tenco come Migliore opera prima con l’album Creature selvagge, i torinesi Lastanzadigreta tornano con un nuovo lavoro intitolato Macchine inutili.

Pubblicato il 5 febbraio 2021 da Sciopero Records, il secondo album della formazione composta da Alan Brunetta, Leonardo Laviano, Flavio Rubatto, Umberto Poli e Jacopo Tomatis si rivela un lavoro pop impegnato e di qualità ma allo stesso tempo pieno di leggerezza.

Il titolo del disco rende omaggio al designer e artista milanese Bruno Manari (1907-1998) e alle sue “macchine inutili”.

Inutili perché non fabbricano, non eliminano manodopera, non fanno economizzare tempo e denaro, non producono niente di commerciabile. Non sono altro che oggetti mobili colorati, appositamente studiati per ottenere quella determinata varietà di accostamenti, di movimenti, di forme e di colori. Oggetti da guardare come si guarda un complesso mobile di nubi dopo essere stati sette ore nell’interno di un’officina di macchine utili.

Bruno Manari

Quella stessa “inutilità” che Lastanzadigreta ha provato a disegnare attraverso queste tredici nuove canzoni. Buon ascolto. (La redazione)


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