La scena funk di Seattle nell’album omonimo degli Oscillators

Un piccolo gioiellino da scoprire

Secondo il dizionario Treccani, un oscillatore è un “dispositivo atto a oscillare […]; oacustici (o sonori), nei quali la frequenza è contenuta nei limiti di udibilità (20-20.000 Hz) e che quindi generano onde sonore nell’aria”.

Già il nome ci dà quindi un assaggio di quello che dobbiamo aspettarci dall’album di debutto omonimo degli Oscillators, supergruppo che riunisce membri di alcune delle migliori formazioni funk di Seattle, tra cui The PolyrhythmicsThe SG’s, Rippin’ Chicken e altri. 

La “big band”, guidata dal batterista Olli Klomp, ha portato al limite l’incisione su nastro partendo da tracce di sola batteria per poi aggiungere nell’ordine indicato dalle Muse Ispiratrici: basso, chitarre, fiati e, all’occorrenza, synths (provvisti appunto, di oscillatori).

Il brano di apertura Track Suit spiana la strada a quella che sarà una costante nell’album, ovvero l’uso massiccio del wah wah come principale effetto per chitarra, strumento protagonista dell’album assieme al drum-kit.

Packet O’ Cheese è probabilmente la traccia più “insolente” dell’album, con un insistente riff di chitarra che si alterna a fiati dall’andamento inizialmente pigro, poi selvaggio e poi di nuovo pigro…

L’album prosegue con brani tutti al di sotto dei 3 minuti e mezzo tra suoni lo-fi, ritmi sincopati e funk sporco, con un susseguirsi di atmosfere fumose da club underground. 

Let’s Get There Spanish Monster mettono in primo piano dei fiati quasi distorti, mentre Spinning Species è l’unico brano cantato, con uno stile che richiama la psichedelia e il rock anni ’60.

Emulsify ci riporta negli anni ’70 e potrebbe benissimo essere la colonna sonora di un film blaxploitation dell’epoca, e l’album si chiude con 2 strumentali altrettanto ipnotiche. 

Più che una band gli Oscillators sono un esperimento, e il loro album cattura appieno l’energia di una jam session improvvisata tra amici che sono anche musicisti affermati. Un piccolo gioiellino da scoprire. (Adaja Inira)

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