Quarto Potere. Giornalismo e giornalisti nell’Italia contemporanea, di Pierluigi Allotti

Il libro, pubblicato da Carocci Editore, è un'opera imprescindibile per chiunque sia interessato a esplorare le radici e la trasformazione della cultura giornalistica in Italia.

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Il libro Quarto Potere. Giornalismo e giornalisti nell’Italia contemporanea di Pierluigi Allotti, pubblicato da Carocci, offre una prospettiva inedita sulla storia della cultura giornalistica italiana, dalla metà del XIX secolo all’avvento di Internet. Attraverso una ricca documentazione, l’autore presenta una trama avvincente che coinvolge giornalisti noti e meno noti appartenenti a diverse generazioni.

Il giornalismo, ridotto alla sua essenza, è un’attività di selezione e ricostruzione di fatti correnti di pubblico interesse. Sue principali funzioni, in democrazia, sono illuminare gli affari pubblici, fornendo informazioni esatte e complete ai cittadini per orientarli nelle scelte quotidiane, ed esercitare un controllo sul governo e sulle istituzioni, al fine di garantirne un corretto funzionamento. È il motivo per cui la stampa, da quando è diventata mezzo di comunicazione di massa, circa due secoli fa, è considerata il “quarto potere” dello Stato, secondo l’espressione coniata nel 1828 dallo storico britannico Thomas Babington Macaulay, in aggiunta agli altri tre fondamentali (esecutivo, legislativo, giudiziario).

Estratto dell’opera dal sito Carocci Editore

L’opera si distingue per la sua focalizzazione sulla cultura giornalistica piuttosto che su una storia “istituzionale” della stampa, seguendo una tradizione di studi consolidata. Allotti esplora il modo in cui il giornalismo è stato concepito e praticato in Italia, dando voce ai protagonisti attraverso articoli, lettere, diari e memorie. Questa approccio permette al lettore di risalire alle radici del modello informativo italiano, caratterizzato sin dalle origini da una forte vocazione politica.

Le prime storie del giornalismo furono scritte intorno alla metà del XIX secolo in Gran Bretagna, dove nel 1695 era stata abolita la censura e nel 1702 era nato il primo quotidiano europeo (“The Daily Courant”).

Estratto dell’opera dal sito Carocci Editore

Il libro si inserisce in un solco di ricerca che va oltre la semplice narrativa delle vicende delle principali testate italiane, distinguendosi da opere classiche come quella di Paolo Murialdi. La sua prospettiva nuova e innovativa approfondisce il tema della cultura giornalistica italiana, rivelando aspetti cruciali che hanno plasmato la natura stessa della democrazia nel paese.

In Italia, gli studi storici sul giornalismo mossero i primi passi all’inizio del Novecento grazie agli sforzi di un professore di letteratura dell’Università di Torino, Luigi Piccioni, il quale, nell’anno accademico 1912-13, svolse un primo corso libero di storia del giornalismo, «seguito con interesse e con profitto da studenti delle Facoltà di lettere e giurisprudenza». Nel 1910, scrivendo sulla “Nuova Antologia”, Piccioni aveva sottolineato quanto fosse importante che il fenomeno giornalistico divenisse argomento di insegnamento universitario. 

Estratto dell’opera dal sito Carocci Editore

Attraverso questa rilettura della storia del giornalismo italiano, il lettore avrà l’opportunità di comprendere la complessità e l’evoluzione della professione giornalistica nel contesto italiano, illuminando aspetti fondamentali che vanno al di là delle vicende delle singole testate.

Quarto Potere di Pierluigi Allotti, giornalista e studioso di storia contemporanea che insegna Storia del giornalismo all’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, si configura così come un’opera imprescindibile per chiunque sia interessato a esplorare le radici e la trasformazione della cultura giornalistica in Italia. (La redazione)

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